Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) sono infezioni acquisite in ospedale o in altre strutture assistenziali, non presenti al momento del primo ingresso del paziente e che insorgono almeno 48 ore dopo il ricovero ed entro i tre giorni dalla dimissione, rappresentano una criticità nel panorama sanitario internazionale e nazionale. Il tema delle ICA è oggetto di rilevante attenzione e di ricerca con l’obbiettivo di garantire ai pazienti la sicurezza delle cure e controllare il fenomeno delle infezioni sostenute da microorganismi multi-resistenti agli antibiotici. Si stima che nel 2050, le infezioni batteriche causeranno circa 10milioni di morti l’anno, superando ampiamente i decessi per altre patologie. Le ICA rappresentano una problematica di significativa rilevanza clinica ed economica poiché associate a un prolungamento della degenza, della disabilità a lungo termine, alla diffusione dei fenomeni di antibiotico-resistenza e a un aumento dei costi sanitari complessivi. La trasmissione dell’infezione durante l’assistenza sanitaria richiede tre elementi: la fonte di microrganismi infettanti, un ospite suscettibile e un mezzo di trasmissione dal microrganismo all’ospite. L’infezione può essere endogena quando la fonte è rappresentata da patogeni presenti all’interno del corpo, ma più frequentemente esogena. In questo caso l’infezione è trasmessa dall’esterno attraverso le apparecchiature o i dispositivi medici, l’ambiente, il personale sanitario, i farmaci contaminati. L’attività del CIO (comitato per il controllo delle infezioni ospedaliere) riveste un ruolo di fondamentale importanza nella prevenzione e nel controllo delle infezioni correlate all’assistenza. Tra le principali funzioni del CIO rientrano il supporto ai processi decisionali riguardanti attività correlate ad un potenziale rischio infettivo e il mantenimento di una collaborazione con altre aziende sanitarie, al fine di favorire la condivisione di strategie e buone pratiche di lavoro. Il presente lavoro si propone di analizzare la distribuzione dei patogeni nosocomiali e i relativi profili di antibiotico-resistenza in un ambito ospedaliero specifico, l'Hesperia Hospital Modena, tramite lo studio dei dati di sorveglianza microbiologica preoperatoria e delle colture provenienti dalla Terapia Intensiva. Nel periodo di riferimento sono stati analizzati tamponi di sorveglianza preoperatoria (nasali e rettali) e campioni microbiologici provenienti dall'area critica. L’obiettivo principale è garantire un monitoraggio continuo della diffusione dei microrganismi patogeni all’interno delle strutture sanitarie, al fine di individuare precocemente eventuali casi di infezione ed attuare tempestivamente gli interventi diagnostici e terapeutici più appropriati. La diagnosi precoce e l’adozione di trattamenti mirati consentono infatti di migliorare gli esiti clinici dei pazienti, limitare la diffusione degli agenti infettivi e contribuire alla riduzione della mortalità e della morbilità associate alle infezioni correlate all’assistenza. Per contrastare efficacemente tale problematica, risulta indispensabile introdurre strategie di prevenzione e controllo volte a ridurre in maniera significativa l’incidenza delle infezioni. A tal fine, è fondamentale promuovere l’applicazione di linee guida e protocolli condivisi, basati sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, che devono essere conosciuti e adottati da tutto il personale sanitario. L’adozione sistematica di tali misure contribuisce alla tutela della salute dei pazienti e degli operatori sanitari, ma anche al miglioramento della qualità dell’assistenza erogata, alla riduzione delle complicanze infettive e all’ottimizzazione delle risorse del sistema sanitario.
Attività del CIO nel controllo delle infezioni ospedaliere nel periodo 2025/2026 presso Hesperia Hospital Modena
QUARANTA, ERIKA
2025/2026
Abstract
Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) sono infezioni acquisite in ospedale o in altre strutture assistenziali, non presenti al momento del primo ingresso del paziente e che insorgono almeno 48 ore dopo il ricovero ed entro i tre giorni dalla dimissione, rappresentano una criticità nel panorama sanitario internazionale e nazionale. Il tema delle ICA è oggetto di rilevante attenzione e di ricerca con l’obbiettivo di garantire ai pazienti la sicurezza delle cure e controllare il fenomeno delle infezioni sostenute da microorganismi multi-resistenti agli antibiotici. Si stima che nel 2050, le infezioni batteriche causeranno circa 10milioni di morti l’anno, superando ampiamente i decessi per altre patologie. Le ICA rappresentano una problematica di significativa rilevanza clinica ed economica poiché associate a un prolungamento della degenza, della disabilità a lungo termine, alla diffusione dei fenomeni di antibiotico-resistenza e a un aumento dei costi sanitari complessivi. La trasmissione dell’infezione durante l’assistenza sanitaria richiede tre elementi: la fonte di microrganismi infettanti, un ospite suscettibile e un mezzo di trasmissione dal microrganismo all’ospite. L’infezione può essere endogena quando la fonte è rappresentata da patogeni presenti all’interno del corpo, ma più frequentemente esogena. In questo caso l’infezione è trasmessa dall’esterno attraverso le apparecchiature o i dispositivi medici, l’ambiente, il personale sanitario, i farmaci contaminati. L’attività del CIO (comitato per il controllo delle infezioni ospedaliere) riveste un ruolo di fondamentale importanza nella prevenzione e nel controllo delle infezioni correlate all’assistenza. Tra le principali funzioni del CIO rientrano il supporto ai processi decisionali riguardanti attività correlate ad un potenziale rischio infettivo e il mantenimento di una collaborazione con altre aziende sanitarie, al fine di favorire la condivisione di strategie e buone pratiche di lavoro. Il presente lavoro si propone di analizzare la distribuzione dei patogeni nosocomiali e i relativi profili di antibiotico-resistenza in un ambito ospedaliero specifico, l'Hesperia Hospital Modena, tramite lo studio dei dati di sorveglianza microbiologica preoperatoria e delle colture provenienti dalla Terapia Intensiva. Nel periodo di riferimento sono stati analizzati tamponi di sorveglianza preoperatoria (nasali e rettali) e campioni microbiologici provenienti dall'area critica. L’obiettivo principale è garantire un monitoraggio continuo della diffusione dei microrganismi patogeni all’interno delle strutture sanitarie, al fine di individuare precocemente eventuali casi di infezione ed attuare tempestivamente gli interventi diagnostici e terapeutici più appropriati. La diagnosi precoce e l’adozione di trattamenti mirati consentono infatti di migliorare gli esiti clinici dei pazienti, limitare la diffusione degli agenti infettivi e contribuire alla riduzione della mortalità e della morbilità associate alle infezioni correlate all’assistenza. Per contrastare efficacemente tale problematica, risulta indispensabile introdurre strategie di prevenzione e controllo volte a ridurre in maniera significativa l’incidenza delle infezioni. A tal fine, è fondamentale promuovere l’applicazione di linee guida e protocolli condivisi, basati sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, che devono essere conosciuti e adottati da tutto il personale sanitario. L’adozione sistematica di tali misure contribuisce alla tutela della salute dei pazienti e degli operatori sanitari, ma anche al miglioramento della qualità dell’assistenza erogata, alla riduzione delle complicanze infettive e all’ottimizzazione delle risorse del sistema sanitario.| File | Dimensione | Formato | |
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