This thesis presents an ethnographic study conducted at the rehabilitation project for torture survivors run by Médecins Sans Frontières (MSF) in Palermo between August and December 2025. The project brings together professionals from various fields – mental health, general medicine, intercultural mediation, and the socio-legal department – and aims to provide multidisciplinary care focused on the psychological, physical, and social rehabilitation of patients. The research initially set out to investigate the attention paid to sociocultural aspects within therapeutic pathways. During participant observation the ethnographic gaze gradually focused toward the practical organization of multidisciplinary work, communication among professionals, and the flow of patient-related information. In fact, the daily practices through which the project builds knowledge about survivors and coordinates rehabilitation efforts have emerged as particularly significant elements. To provide context for the project’s work, the first part of this paper is devoted to describing the Italian reception system and presenting the perspective of ethnographic literature on torture survivors: their experiences, the difficulties and barriers they face, their presence within the Italian public health system, and their interactions with healthcare professionals. Through participant observation, semi-structured interviews, and a field diary, the thesis then analyzes how multidisciplinary practice is carried out in daily work, highlighting the tensions, limitations, and negotiations that characterize the work of the teams. In particular, the ethnography shows how the division of therapeutic spaces, the timing of care, and professional competencies sometimes risks fragmenting patients’ experiences, despite the project’s emphasis on a patient-centered approach. Through the analysis of three case studies, the thesis ultimately highlights how the complexity of patients’ migratory, traumatic, and social experiences exceeds the organizational and therapeutic categories through which the project attempts to make them manageable, placing them, moreover, within the broader context of the reception of asylum seekers and torture survivors in Italy.

Questa tesi presenta un’etnografia condotta presso il progetto di riabilitazione per sopravvissuti a tortura di Medici Senza Frontiere (MSF) a Palermo tra agosto e dicembre 2025. Il progetto riunisce professionisti appartenenti a diversi ambiti — salute mentale, medicina generale, mediazione interculturale e dipartimento socio-legale — e si propone di offrire una presa in carico multidisciplinare orientata alla riabilitazione psicologica, fisica e sociale dei pazienti. La ricerca nasce con l’ampio obiettivo di indagare l’attenzione agli aspetti socioculturali all’interno dei percorsi terapeutici. Nel corso dell’osservazione partecipante lo sguardo etnografico si è progressivamente focalizzato verso l’organizzazione concreta del lavoro multidisciplinare, la comunicazione tra professionisti e la circolazione delle informazioni relative ai pazienti. Più che gli elementi culturali esplicitamente tematizzati durante gli incontri terapeutici, sono emerse infatti le pratiche quotidiane attraverso cui il progetto costruisce il sapere sui sopravvissuti e coordina gli interventi riabilitativi. Al fine di contestualizzare il lavoro del progetto la prima parte dell’elaborato è dedicata ad illustrare il sistema italiano di accoglienza e a esporre la prospettiva della letteratura etnografica sulle persone sopravvissute a tortura: rappresentazioni, difficoltà e barriere incontrate, presenza nel Sistema Sanitario Nazionale e nella relazione con i professionisti della salute. Attraverso osservazione partecipante, interviste semi-strutturate e diario di campo, la tesi analizza poi le modalità con cui la multidisciplinarità viene prodotta nella pratica quotidiana, mettendo in luce tensioni, limiti e negoziazioni che attraversano il lavoro delle equipe. In particolare, l’etnografia mostra come la suddivisione degli spazi terapeutici, dei tempi della presa in carico e delle competenze professionali rischi talvolta di frammentare l’esperienza dei pazienti, nonostante la centralità attribuita dal progetto a un approccio patient-centred. Attraverso l’analisi di tre casi studio, la tesi evidenzia infine come la complessità delle esperienze migratorie, traumatiche e sociali dei pazienti ecceda le categorie organizzative e terapeutiche attraverso cui il progetto tenta di renderle trattabili, inserendole, inoltre nel contesto più ampio dell’accoglienza dei richiedenti asilo e sopravvissuti a tortura in Italia.

Le trame della riabilitazione. Etnografia del quotidiano nel progetto di Medici Senza Frontiere per sopravvissuti a tortura, Palermo

MURELLI, ANITA
2025/2026

Abstract

This thesis presents an ethnographic study conducted at the rehabilitation project for torture survivors run by Médecins Sans Frontières (MSF) in Palermo between August and December 2025. The project brings together professionals from various fields – mental health, general medicine, intercultural mediation, and the socio-legal department – and aims to provide multidisciplinary care focused on the psychological, physical, and social rehabilitation of patients. The research initially set out to investigate the attention paid to sociocultural aspects within therapeutic pathways. During participant observation the ethnographic gaze gradually focused toward the practical organization of multidisciplinary work, communication among professionals, and the flow of patient-related information. In fact, the daily practices through which the project builds knowledge about survivors and coordinates rehabilitation efforts have emerged as particularly significant elements. To provide context for the project’s work, the first part of this paper is devoted to describing the Italian reception system and presenting the perspective of ethnographic literature on torture survivors: their experiences, the difficulties and barriers they face, their presence within the Italian public health system, and their interactions with healthcare professionals. Through participant observation, semi-structured interviews, and a field diary, the thesis then analyzes how multidisciplinary practice is carried out in daily work, highlighting the tensions, limitations, and negotiations that characterize the work of the teams. In particular, the ethnography shows how the division of therapeutic spaces, the timing of care, and professional competencies sometimes risks fragmenting patients’ experiences, despite the project’s emphasis on a patient-centered approach. Through the analysis of three case studies, the thesis ultimately highlights how the complexity of patients’ migratory, traumatic, and social experiences exceeds the organizational and therapeutic categories through which the project attempts to make them manageable, placing them, moreover, within the broader context of the reception of asylum seekers and torture survivors in Italy.
2025
Ethnography of the rehabilitation project for torture survivors run by Doctors Without Borders in Palermo. Context, system, and daily work
Questa tesi presenta un’etnografia condotta presso il progetto di riabilitazione per sopravvissuti a tortura di Medici Senza Frontiere (MSF) a Palermo tra agosto e dicembre 2025. Il progetto riunisce professionisti appartenenti a diversi ambiti — salute mentale, medicina generale, mediazione interculturale e dipartimento socio-legale — e si propone di offrire una presa in carico multidisciplinare orientata alla riabilitazione psicologica, fisica e sociale dei pazienti. La ricerca nasce con l’ampio obiettivo di indagare l’attenzione agli aspetti socioculturali all’interno dei percorsi terapeutici. Nel corso dell’osservazione partecipante lo sguardo etnografico si è progressivamente focalizzato verso l’organizzazione concreta del lavoro multidisciplinare, la comunicazione tra professionisti e la circolazione delle informazioni relative ai pazienti. Più che gli elementi culturali esplicitamente tematizzati durante gli incontri terapeutici, sono emerse infatti le pratiche quotidiane attraverso cui il progetto costruisce il sapere sui sopravvissuti e coordina gli interventi riabilitativi. Al fine di contestualizzare il lavoro del progetto la prima parte dell’elaborato è dedicata ad illustrare il sistema italiano di accoglienza e a esporre la prospettiva della letteratura etnografica sulle persone sopravvissute a tortura: rappresentazioni, difficoltà e barriere incontrate, presenza nel Sistema Sanitario Nazionale e nella relazione con i professionisti della salute. Attraverso osservazione partecipante, interviste semi-strutturate e diario di campo, la tesi analizza poi le modalità con cui la multidisciplinarità viene prodotta nella pratica quotidiana, mettendo in luce tensioni, limiti e negoziazioni che attraversano il lavoro delle equipe. In particolare, l’etnografia mostra come la suddivisione degli spazi terapeutici, dei tempi della presa in carico e delle competenze professionali rischi talvolta di frammentare l’esperienza dei pazienti, nonostante la centralità attribuita dal progetto a un approccio patient-centred. Attraverso l’analisi di tre casi studio, la tesi evidenzia infine come la complessità delle esperienze migratorie, traumatiche e sociali dei pazienti ecceda le categorie organizzative e terapeutiche attraverso cui il progetto tenta di renderle trattabili, inserendole, inoltre nel contesto più ampio dell’accoglienza dei richiedenti asilo e sopravvissuti a tortura in Italia.
Riabilitazione
Tortura
Multidisciplinarità
Violenza
Umanitario
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