This research aims to develop a framework for understand the contemporary representation of rural peasant culture. In the contemporary situation of Italy these representation emerges in forms such as folk or agrarian festivals, re-enactments of traditional practices and crafts, and performance in ethnographic museum. They are shaped by overlapping academic, institutional, political and media rhetoric that are different form heritage-making process. While this contest may appear static, they are in fact dynamic and constantly reworked by various local social actors, who selected and aestheticize elements of folk culture and present them in familiar yet generalized forms. Representation can be defined a “pseudo-events”: constructed situations of participatory aims that challenge conventional notions of authenticity and request for a new analytical approaches. The research first adopts a historical-anthropological perspective, tracing early representations of rural life in nineteenth-century statistical and moral discourse, and examining twentieth-century debates tied to leftist thought and the development of folklore studies (known as Demologia). In then is possible to theorized the concept of “aesthetic sublimation”, through which selected cultural elements are transformed into symbols of a broader cultural system. Further clarification is explored thought the comparisons with contemporary Italian ethnographic contexts characterized by cultural bricolage. Then the framework is applied to the Trentino Alto-Adige region, a context shaped by tensions between Italian, German and local autonomist narratives. Four recent ethnographies cases are analysed: La Brava Part (a fokloric parade), Schyte mowing competition, the onion calendar used for weather divination, and narrative practise in ethnographic museums. The research ultimately asks whether these representations contribute to a redefinition of rural peasant culture, and whether the notion of “Civiltà Contadina” (peasant civilization) itself can be reconsider as a product of this cultural process.

Il seguente contributo di ricerca si pone l’obbiettivo di costruire un framework per l’interpretazione delle rappresentazioni della cultura popolare contadina nella contemporaneità. Esse si concretizzano nelle seguenti forme: momenti festivi di carattere folklorico e agricolo, riproposizione di pratiche e lavori artigianali tradizionali, performance all’interno dei musei etnografici popolari. Le rappresentazioni si basano sulla sedimentazione di retoriche accademiche, istituzionali, politiche e mediatiche che hanno agito e agiscono in un contesto che sembra apparentemente statico e legato ai fenomeni di patrimonializzazione, ma che risulta permeabile, vivo e dinamico. Gli attori sociali che lo animano agiscono selezionando elementi caratterizzanti della cultura popolare per estetizzarli e restituirli in forme tanto familiari quanto generiche. Queste sembrano suggerire, più che esempi di valori e immaginari locali condivisi, “pseudo eventi” ovvero situazioni di necessità e partecipazione costruite che richiedono un nuovo approccio analitico capace di superare il pregiudizio estetico legato ai concetti di “autenticità” e legittimazione di che cosa possa essere definito cultura popolare. La prima parte del lavoro seguirà un approccio storico-antropologico, analizzando le prime forme di rappresentazione del mondo contadino rintracciabili nei commentari alle statistiche ottocentesche di carattere sanitario, morale e demologico a cui segue il dibattito politico intellettuale novecentesco, legato alla sinistra e alla rifondazione della disciplina demologica. Durante queste prime rappresentazioni si pongono le basi per un processo definibile come “sublimazione estetica”: dato un certo elemento della cultura popolare contadina, questo può essere estetizzato per farlo diventare un simbolo dell’intero sistema culturale. Questo concetto viene ulteriormente sviluppato attraverso la comparazione di esperienze etnografiche nazionali contemporanee, caratterizzate dall’incontro di molteplici retoriche e dall’attivazione di processi di bricolage culturale finalizzati alla stessa “sublimazione estetica”. Il framework viene poi circoscritto all’ambito trentino costituito da innumerevoli conflittualità tra retoriche storico-linguistiche diverse (italiana, tedesca e quella dialettale-autonomista). Campo di ricerca che permette di analizzare e contestualizzare correttamente quattro esperienze etnografiche regionali utili a inquadrare i processi descritti a partire da eventi di recentissima realizzazione (meno di 20 anni dalla loro prima apparizione pubblica): La Brava Part, una sfilata folklorica; le gare di sfalcio con falce fienaia; il calendario delle cipolle per la divinazione meteorologica e le forme di narrazione che avvengono nei musei etnografici popolari Infine, il lavoro si propone di comprendere se le rappresentazioni possano essere parte di un processo di ridefinizione della cultura popolare contadina, che potrebbe permettere di riconsiderare, in parte, il termine “civiltà contadina” come prodotto stesso dei processi di estetizzazione.

Rappresentazioni contemporanee della cultura popolare contadina. Una proposta d’analisi. Il Trentino Alto-Adige come caso di studio.

BROLL, FILIPPO
2025/2026

Abstract

This research aims to develop a framework for understand the contemporary representation of rural peasant culture. In the contemporary situation of Italy these representation emerges in forms such as folk or agrarian festivals, re-enactments of traditional practices and crafts, and performance in ethnographic museum. They are shaped by overlapping academic, institutional, political and media rhetoric that are different form heritage-making process. While this contest may appear static, they are in fact dynamic and constantly reworked by various local social actors, who selected and aestheticize elements of folk culture and present them in familiar yet generalized forms. Representation can be defined a “pseudo-events”: constructed situations of participatory aims that challenge conventional notions of authenticity and request for a new analytical approaches. The research first adopts a historical-anthropological perspective, tracing early representations of rural life in nineteenth-century statistical and moral discourse, and examining twentieth-century debates tied to leftist thought and the development of folklore studies (known as Demologia). In then is possible to theorized the concept of “aesthetic sublimation”, through which selected cultural elements are transformed into symbols of a broader cultural system. Further clarification is explored thought the comparisons with contemporary Italian ethnographic contexts characterized by cultural bricolage. Then the framework is applied to the Trentino Alto-Adige region, a context shaped by tensions between Italian, German and local autonomist narratives. Four recent ethnographies cases are analysed: La Brava Part (a fokloric parade), Schyte mowing competition, the onion calendar used for weather divination, and narrative practise in ethnographic museums. The research ultimately asks whether these representations contribute to a redefinition of rural peasant culture, and whether the notion of “Civiltà Contadina” (peasant civilization) itself can be reconsider as a product of this cultural process.
2025
Contemporary representations of traditional peasant culture: a proposal for analysis using the Trentino-Alto Adige Region as a Case Study
Il seguente contributo di ricerca si pone l’obbiettivo di costruire un framework per l’interpretazione delle rappresentazioni della cultura popolare contadina nella contemporaneità. Esse si concretizzano nelle seguenti forme: momenti festivi di carattere folklorico e agricolo, riproposizione di pratiche e lavori artigianali tradizionali, performance all’interno dei musei etnografici popolari. Le rappresentazioni si basano sulla sedimentazione di retoriche accademiche, istituzionali, politiche e mediatiche che hanno agito e agiscono in un contesto che sembra apparentemente statico e legato ai fenomeni di patrimonializzazione, ma che risulta permeabile, vivo e dinamico. Gli attori sociali che lo animano agiscono selezionando elementi caratterizzanti della cultura popolare per estetizzarli e restituirli in forme tanto familiari quanto generiche. Queste sembrano suggerire, più che esempi di valori e immaginari locali condivisi, “pseudo eventi” ovvero situazioni di necessità e partecipazione costruite che richiedono un nuovo approccio analitico capace di superare il pregiudizio estetico legato ai concetti di “autenticità” e legittimazione di che cosa possa essere definito cultura popolare. La prima parte del lavoro seguirà un approccio storico-antropologico, analizzando le prime forme di rappresentazione del mondo contadino rintracciabili nei commentari alle statistiche ottocentesche di carattere sanitario, morale e demologico a cui segue il dibattito politico intellettuale novecentesco, legato alla sinistra e alla rifondazione della disciplina demologica. Durante queste prime rappresentazioni si pongono le basi per un processo definibile come “sublimazione estetica”: dato un certo elemento della cultura popolare contadina, questo può essere estetizzato per farlo diventare un simbolo dell’intero sistema culturale. Questo concetto viene ulteriormente sviluppato attraverso la comparazione di esperienze etnografiche nazionali contemporanee, caratterizzate dall’incontro di molteplici retoriche e dall’attivazione di processi di bricolage culturale finalizzati alla stessa “sublimazione estetica”. Il framework viene poi circoscritto all’ambito trentino costituito da innumerevoli conflittualità tra retoriche storico-linguistiche diverse (italiana, tedesca e quella dialettale-autonomista). Campo di ricerca che permette di analizzare e contestualizzare correttamente quattro esperienze etnografiche regionali utili a inquadrare i processi descritti a partire da eventi di recentissima realizzazione (meno di 20 anni dalla loro prima apparizione pubblica): La Brava Part, una sfilata folklorica; le gare di sfalcio con falce fienaia; il calendario delle cipolle per la divinazione meteorologica e le forme di narrazione che avvengono nei musei etnografici popolari Infine, il lavoro si propone di comprendere se le rappresentazioni possano essere parte di un processo di ridefinizione della cultura popolare contadina, che potrebbe permettere di riconsiderare, in parte, il termine “civiltà contadina” come prodotto stesso dei processi di estetizzazione.
Rappresentazioni
Contadini
Estetica
Demologia
Trentino-Alto Adige
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7014