La presente tesi si propone di indagare le forme e le funzioni dell’autoetnografia nelle arti performative contemporanee, assumendo come caso di studio privilegiato l’opera Tick, Tick… Boom! di Jonathan Larson e le sue successive trasposizioni mediali. Una prima parte fornisce il quadro teorico di riferimento, definendo l’autoetnografia nelle sue diverse declinazioni, dalla diaristica letteraria alle sue forme contemporanee più sperimentali, e collocandola all’interno delle arti performative come pratica insieme artistica, culturale e comunicativa. Una seconda parte approfondisce l’autobiografia cinematografica e il cinema dell’io, esplorando le modalità attraverso cui il film si è affermato come diario audiovisivo e come spazio di autorappresentazione. Particolare attenzione è dedicata all’autoetnografia del lavoro artistico, vale a dire la messa in scena del processo creativo stesso come oggetto narrativo, e al corpo come pratica autoetnografica, ovvero la fisicità della performance come linguaggio del sé. Si esplorano, infine, brevemente anche due casi contemporanei emblematici, Fleabag e Baby Reindeer, che esemplificano le forme seriali e performative dell’autoetnografia nel panorama audiovisivo recente. L’ultima parte è il cuore analitico della tesi e si concentra su Tick, Tick… Boom! come caso di studio. Viene ricostruita la genesi autobiografica dell’opera, inquadrandola nel contesto biografico di Jonathan Larson e nella New York degli anni Ottanta e Novanta, una città attraversata dalla crisi dell’AIDS, dall’effervescenza culturale e dalla tensione tra sperimentazione artistica e logiche di mercato. L’analisi si concentra poi sui dispositivi narrativi, tematici e musicali dell’opera. Inoltre, viene ampliata la prospettiva verso la dimensione intermediale e transmediale dell’opera, seguendo il percorso di Tick, Tick… Boom! dal monologo teatrale originale alla trasposizione cinematografica di Lin-Manuel Miranda. Viene anche esplorata la ricezione dell’opera nella cultura contemporanea, mostrando come il film si affermi come strumento di mediazione culturale e modello di identificazione generazionale.

L'autoetnografia narrativa contemporanea: il caso di Tick, Tick… Boom! come narrazione del sé e fenomeno transmediale.

DI NINO, ELEONORA
2025/2026

Abstract

La presente tesi si propone di indagare le forme e le funzioni dell’autoetnografia nelle arti performative contemporanee, assumendo come caso di studio privilegiato l’opera Tick, Tick… Boom! di Jonathan Larson e le sue successive trasposizioni mediali. Una prima parte fornisce il quadro teorico di riferimento, definendo l’autoetnografia nelle sue diverse declinazioni, dalla diaristica letteraria alle sue forme contemporanee più sperimentali, e collocandola all’interno delle arti performative come pratica insieme artistica, culturale e comunicativa. Una seconda parte approfondisce l’autobiografia cinematografica e il cinema dell’io, esplorando le modalità attraverso cui il film si è affermato come diario audiovisivo e come spazio di autorappresentazione. Particolare attenzione è dedicata all’autoetnografia del lavoro artistico, vale a dire la messa in scena del processo creativo stesso come oggetto narrativo, e al corpo come pratica autoetnografica, ovvero la fisicità della performance come linguaggio del sé. Si esplorano, infine, brevemente anche due casi contemporanei emblematici, Fleabag e Baby Reindeer, che esemplificano le forme seriali e performative dell’autoetnografia nel panorama audiovisivo recente. L’ultima parte è il cuore analitico della tesi e si concentra su Tick, Tick… Boom! come caso di studio. Viene ricostruita la genesi autobiografica dell’opera, inquadrandola nel contesto biografico di Jonathan Larson e nella New York degli anni Ottanta e Novanta, una città attraversata dalla crisi dell’AIDS, dall’effervescenza culturale e dalla tensione tra sperimentazione artistica e logiche di mercato. L’analisi si concentra poi sui dispositivi narrativi, tematici e musicali dell’opera. Inoltre, viene ampliata la prospettiva verso la dimensione intermediale e transmediale dell’opera, seguendo il percorso di Tick, Tick… Boom! dal monologo teatrale originale alla trasposizione cinematografica di Lin-Manuel Miranda. Viene anche esplorata la ricezione dell’opera nella cultura contemporanea, mostrando come il film si affermi come strumento di mediazione culturale e modello di identificazione generazionale.
2025
Autoetnografia
Narrazione del sé
Transmedialità
Arti performative
Jonathan Larson
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