Il presente lavoro si propone di analizzare la Guerra Fredda non solo come confronto ideologico tra due superpotenze, ma come sistema complesso di equilibri militari, strategie di deterrenza e dispositivi politico-istituzionali fondati sulla centralità dell’arma nucleare. Particolare attenzione è riservata all’evoluzione delle dottrine strategiche occidentali e sovietiche, nonché al ruolo svolto dall’Italia nell’ambito della NATO, al fine di mostrare come la dimensione nazionale si intrecci profondamente con quella internazionale. In questa prospettiva, lo studio delle strategie nucleari e della loro applicazione concreta consente di cogliere non soltanto la logica del confronto Est-Ovest, ma anche le modalità attraverso cui la minaccia atomica ha inciso sulle scelte politiche, militari e diplomatiche dell’Europa e dell’Italia nel secondo dopoguerra. Nella prima parte, delineando il quadro politico internazionale dell’inizio della cosiddetta Guerra Fredda, si evidenzia come le armi nucleari hanno condizionato sia le scelte militari, sia quelle politiche del periodo oggetto di questo studio. Nella seconda parte l’attenzione è rivolta alle strategie militari nucleari degli Usa e della Nato da una parte e dell’Urss e Patto di Varsavia dall’altra, che confermano la stretta correlazione tra le armi atomiche e le politiche dell’epoca, con particolare attenzione al ruolo che hanno avuto in Italia. Nella terza parte vengono approfonditi i piani di guerra nucleare degli Usa/Nato e dell’Urss/Patto di Varsavia; sono inoltre menzionate le città europee ed italiane che sarebbero state colpite e perché, evidenziando concretamente l’influenza reciproca tra il potenziale nucleare e le concrete scelte politiche e militari. La ricerca si poggia su testi che hanno studiato il periodo della Guerra Fredda e sui documenti ufficiali delle istituzioni politiche e militari dell’epoca, riportanti le strategie nucleari e i piani di guerra nucleare desecretati nel XXI secolo. In conclusione si comprende non solo come la detenzione e distribuzione della armi nucleari sia dovuta a scelte politiche, ma anche che questi strumenti bellici hanno prodotto effetti militari e politici anche se non usati, solo per il fatto di esistere. Si evidenzia quindi come la disponibilità dell’arma nucleare abbia avuto un’enorme influenza sulle scelte politiche e strategiche d’allora e continui ad averne.

La guerra nucleare: strategie e piani dal 1946 al 1968

PERAZZANI, MICHELE
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro si propone di analizzare la Guerra Fredda non solo come confronto ideologico tra due superpotenze, ma come sistema complesso di equilibri militari, strategie di deterrenza e dispositivi politico-istituzionali fondati sulla centralità dell’arma nucleare. Particolare attenzione è riservata all’evoluzione delle dottrine strategiche occidentali e sovietiche, nonché al ruolo svolto dall’Italia nell’ambito della NATO, al fine di mostrare come la dimensione nazionale si intrecci profondamente con quella internazionale. In questa prospettiva, lo studio delle strategie nucleari e della loro applicazione concreta consente di cogliere non soltanto la logica del confronto Est-Ovest, ma anche le modalità attraverso cui la minaccia atomica ha inciso sulle scelte politiche, militari e diplomatiche dell’Europa e dell’Italia nel secondo dopoguerra. Nella prima parte, delineando il quadro politico internazionale dell’inizio della cosiddetta Guerra Fredda, si evidenzia come le armi nucleari hanno condizionato sia le scelte militari, sia quelle politiche del periodo oggetto di questo studio. Nella seconda parte l’attenzione è rivolta alle strategie militari nucleari degli Usa e della Nato da una parte e dell’Urss e Patto di Varsavia dall’altra, che confermano la stretta correlazione tra le armi atomiche e le politiche dell’epoca, con particolare attenzione al ruolo che hanno avuto in Italia. Nella terza parte vengono approfonditi i piani di guerra nucleare degli Usa/Nato e dell’Urss/Patto di Varsavia; sono inoltre menzionate le città europee ed italiane che sarebbero state colpite e perché, evidenziando concretamente l’influenza reciproca tra il potenziale nucleare e le concrete scelte politiche e militari. La ricerca si poggia su testi che hanno studiato il periodo della Guerra Fredda e sui documenti ufficiali delle istituzioni politiche e militari dell’epoca, riportanti le strategie nucleari e i piani di guerra nucleare desecretati nel XXI secolo. In conclusione si comprende non solo come la detenzione e distribuzione della armi nucleari sia dovuta a scelte politiche, ma anche che questi strumenti bellici hanno prodotto effetti militari e politici anche se non usati, solo per il fatto di esistere. Si evidenzia quindi come la disponibilità dell’arma nucleare abbia avuto un’enorme influenza sulle scelte politiche e strategiche d’allora e continui ad averne.
2025
guerra nucleare
guerra fredda
storia contemporanea
Nato
Patto di Varsavia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7083