L'attuale ecosistema digitale e i rapidi mutamenti sociali impongono un ripensamento delle modalità di produzione e fruizione dei contenuti narrativi. Le famiglie moderne si trovano spesso a fare i conti con fenomeni complessi, quali la mancanza di tempi distesi per attività come raccontare storie e leggere libri ai propri figli, povertà linguistica e letteraria, un’eccessiva esposizione a dispositivi digitali e televisione Se, da un lato, la ricerca ha ampiamente confermato i benefici delle attività di lettura di libri ad alta voce svolte da educatori, insegnanti, genitori e adulti di riferimento fin dal nido d'infanzia, dall'altro, rimangono ancora parzialmente inesplorate le potenzialità educative della lingua veicolata da strumenti tecnologici e, nello specifico, dell'audiolibro digitale inteso come strumento pedagogico autonomo, inclusivo e linguistico nella prima infanzia. La tesi qui presentata mira a descrivere e discutere i risultati di una prima indagine pilota condotta per raccogliere dati su questi aspetti. L'ipotesi di partenza è che lo stimolo sonoro digitale, se accuratamente mediato dall'educatore, inserito in una progettazione flessibile degli spazi e dei tempi educativi e introdotto ad integrazione - e non in sostituzione - alla lettura dialogica dal vivo, possa fungere come strumento efficace di apprendimento linguistico e cognitivo integrabile in percorsi educativi e familiari. Per iniziare a verificare questa ipotesi, sono state condotte alcune attività legate alla lettura di albi illustrati con bambini del nido d’infanzia, confrontando gli effetti della lettura ad alta voce fatta in presenza dall’educatrice con quelli dell’ascolto di un’audioregistrazione.

Audiolibri e albi illustrati per imparare la lingua: indagine preliminare con bambini di due/tre anni

GUERRIERI, GIORGIA
2025/2026

Abstract

L'attuale ecosistema digitale e i rapidi mutamenti sociali impongono un ripensamento delle modalità di produzione e fruizione dei contenuti narrativi. Le famiglie moderne si trovano spesso a fare i conti con fenomeni complessi, quali la mancanza di tempi distesi per attività come raccontare storie e leggere libri ai propri figli, povertà linguistica e letteraria, un’eccessiva esposizione a dispositivi digitali e televisione Se, da un lato, la ricerca ha ampiamente confermato i benefici delle attività di lettura di libri ad alta voce svolte da educatori, insegnanti, genitori e adulti di riferimento fin dal nido d'infanzia, dall'altro, rimangono ancora parzialmente inesplorate le potenzialità educative della lingua veicolata da strumenti tecnologici e, nello specifico, dell'audiolibro digitale inteso come strumento pedagogico autonomo, inclusivo e linguistico nella prima infanzia. La tesi qui presentata mira a descrivere e discutere i risultati di una prima indagine pilota condotta per raccogliere dati su questi aspetti. L'ipotesi di partenza è che lo stimolo sonoro digitale, se accuratamente mediato dall'educatore, inserito in una progettazione flessibile degli spazi e dei tempi educativi e introdotto ad integrazione - e non in sostituzione - alla lettura dialogica dal vivo, possa fungere come strumento efficace di apprendimento linguistico e cognitivo integrabile in percorsi educativi e familiari. Per iniziare a verificare questa ipotesi, sono state condotte alcune attività legate alla lettura di albi illustrati con bambini del nido d’infanzia, confrontando gli effetti della lettura ad alta voce fatta in presenza dall’educatrice con quelli dell’ascolto di un’audioregistrazione.
2025
Audiolibri
Linguaggio
Età infantile
Sperimentazione
Acquisizione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7184