La presente tesi di laurea indaga la riconfigurazione ontologica e pedagogica dell’educazione all’arte nella società postdigitale, focalizzandosi in modo particolare sulla scuola primaria. L’obiettivo centrale della ricerca è dimostrare come un approccio ibrido, capace di far dialogare l’esperienza analogico-materiale con i linguaggi tecnologici-digitali, possa sottrarre gli alunni alla condizione di consumatori passivi per promuoverli al ruolo di creatori attivi di contenuti e significati. Il percorso si apre con la definizione di un quadro teorico volto ad analizzare il panorama artistico contemporaneo, le rivoluzioni dell’immagine e l’influenza dei media. Attraverso i presupposti della Visual Culture e dei Media Studies e indagando il connubio tra creatività e Intelligenza Artificiale, lo studio delinea nella Media Education e nella Digital Literacy i pilastri fondamentali per lo sviluppo delle competenze digitali europee. Il focus si sposta poi sull’educazione al patrimonio artistico, esaminando la metamorfosi del museo da "teca del passato" ad ambiente di apprendimento e analizzando l'impatto pedagogico di dispositivi mobili, Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. In questo contesto, viene approfondito il digital storytelling come dispositivo inclusivo e sociale. Infine, questi paradigmi vengono trasposti nel contesto specifico della scuola primaria e del relativo insegnamento della disciplina di “Arte e immagine”, rileggendo le Indicazioni Nazionali alla luce della didattica laboratoriale, dell'arte digitale e della necessaria formazione dei docenti. Questa dimensione applicativa viene esaminata attraverso l’operatività del Reggio Children di Reggio Emilia e del Centro Zaffiria di Rimini. Lo spazio dell’Atelier del Reggio Emilia Approach viene valorizzato come spazio di ricerca espressiva, fondato sull'ambiente come terzo educatore; la progettazione e la realizzazione di DigitAtelier, appartenenti alla realtà del Centro Zaffiria, attraverso l'uso divergente e poetico dei media digitali, rivela la tecnologia come un'interfaccia senso-motoria incarnata, capace di mettere in equilibrio analogico e digitale. In conclusione, la ricerca dimostra come questa ibridazione critica espande il reale e funge da potente catalizzatore per lo sviluppo delle competenze necessarie a sviluppare un modello di cittadinanza attiva e partecipativa indispensabile per abitare la complessità della società postdigitale e il panorama artistico contemporaneo.
EDUCARE ALL’ARTE NELL’ERA DIGITALE: PROSPETTIVE TEORICHE E PRATICHE EDUCATIVE NELLA SCUOLA PRIMARIA.
NICOLINI, VALENTINA
2025/2026
Abstract
La presente tesi di laurea indaga la riconfigurazione ontologica e pedagogica dell’educazione all’arte nella società postdigitale, focalizzandosi in modo particolare sulla scuola primaria. L’obiettivo centrale della ricerca è dimostrare come un approccio ibrido, capace di far dialogare l’esperienza analogico-materiale con i linguaggi tecnologici-digitali, possa sottrarre gli alunni alla condizione di consumatori passivi per promuoverli al ruolo di creatori attivi di contenuti e significati. Il percorso si apre con la definizione di un quadro teorico volto ad analizzare il panorama artistico contemporaneo, le rivoluzioni dell’immagine e l’influenza dei media. Attraverso i presupposti della Visual Culture e dei Media Studies e indagando il connubio tra creatività e Intelligenza Artificiale, lo studio delinea nella Media Education e nella Digital Literacy i pilastri fondamentali per lo sviluppo delle competenze digitali europee. Il focus si sposta poi sull’educazione al patrimonio artistico, esaminando la metamorfosi del museo da "teca del passato" ad ambiente di apprendimento e analizzando l'impatto pedagogico di dispositivi mobili, Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. In questo contesto, viene approfondito il digital storytelling come dispositivo inclusivo e sociale. Infine, questi paradigmi vengono trasposti nel contesto specifico della scuola primaria e del relativo insegnamento della disciplina di “Arte e immagine”, rileggendo le Indicazioni Nazionali alla luce della didattica laboratoriale, dell'arte digitale e della necessaria formazione dei docenti. Questa dimensione applicativa viene esaminata attraverso l’operatività del Reggio Children di Reggio Emilia e del Centro Zaffiria di Rimini. Lo spazio dell’Atelier del Reggio Emilia Approach viene valorizzato come spazio di ricerca espressiva, fondato sull'ambiente come terzo educatore; la progettazione e la realizzazione di DigitAtelier, appartenenti alla realtà del Centro Zaffiria, attraverso l'uso divergente e poetico dei media digitali, rivela la tecnologia come un'interfaccia senso-motoria incarnata, capace di mettere in equilibrio analogico e digitale. In conclusione, la ricerca dimostra come questa ibridazione critica espande il reale e funge da potente catalizzatore per lo sviluppo delle competenze necessarie a sviluppare un modello di cittadinanza attiva e partecipativa indispensabile per abitare la complessità della società postdigitale e il panorama artistico contemporaneo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7261