Il carcinoma mammario rappresenta la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile e, grazie ai progressi nelle strategie diagnostiche e terapeutiche, il numero di sopravvissute è in costante aumento. Tuttavia, i trattamenti oncologici possono determinare conseguenze persistenti sul piano fisico, funzionale e psicologico, influenzando negativamente la qualità della vita e la capacità funzionale anche a distanza di anni dalla diagnosi. In tale contesto, l'attività fisica assume un ruolo centrale nella sopravvivenza oncologica e nella prevenzione terziaria. L'obiettivo del presente studio è valutare la relazione tra i livelli di attività fisica, la capacità funzionale e la qualità della vita nelle donne con pregressa neoplasia mammaria sottoposte a trattamento chirurgico. Sono state reclutate donne di età compresa tra 40 e 70 anni con anamnesi positiva per carcinoma mammario trattato chirurgicamente. Le partecipanti sono state sottoposte a una valutazione iniziale (T0) e un gruppo di loro a una rivalutazione a tre mesi (T1). I dati raccolti comprendono i questionari Global Physical Activity Questionnaire (GPAQ) e European Organisation for Research and Treatment of Cancer Quality of Life Questionnaire-Core 30 (EORTC QLQ-C30), oltre a parametri fisiologici e test funzionali, tra cui la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa sistolica, il Six-Minute Walk Test, l’Hand Grip Test, il test dell'equilibrio e il Five Times Sit-to-Stand Test. L'analisi si propone di verificare l'esistenza di associazioni tra il volume di attività fisica, espresso in MET·min/settimana, e gli outcome funzionali e di qualità della vita. Si ipotizza che livelli più elevati di attività fisica siano associati a prestazioni funzionali migliori, a una maggiore autonomia e a punteggi più favorevoli nei domini della qualità della vita. I risultati attesi potranno contribuire a rafforzare le evidenze sul ruolo dell'attività fisica come strumento di supporto clinico-funzionale nelle donne sopravvissute al carcinoma mammario, sottolineando l'importanza dell'integrazione di programmi di esercizio fisico adattato nei percorsi di follow-up oncologico e di prevenzione terziaria.
Correlazioni tra livelli di attività fisica e outcome funzionali nelle donne con pregressa neoplasia mammaria.
RAMPONI, JACOPO
2025/2026
Abstract
Il carcinoma mammario rappresenta la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile e, grazie ai progressi nelle strategie diagnostiche e terapeutiche, il numero di sopravvissute è in costante aumento. Tuttavia, i trattamenti oncologici possono determinare conseguenze persistenti sul piano fisico, funzionale e psicologico, influenzando negativamente la qualità della vita e la capacità funzionale anche a distanza di anni dalla diagnosi. In tale contesto, l'attività fisica assume un ruolo centrale nella sopravvivenza oncologica e nella prevenzione terziaria. L'obiettivo del presente studio è valutare la relazione tra i livelli di attività fisica, la capacità funzionale e la qualità della vita nelle donne con pregressa neoplasia mammaria sottoposte a trattamento chirurgico. Sono state reclutate donne di età compresa tra 40 e 70 anni con anamnesi positiva per carcinoma mammario trattato chirurgicamente. Le partecipanti sono state sottoposte a una valutazione iniziale (T0) e un gruppo di loro a una rivalutazione a tre mesi (T1). I dati raccolti comprendono i questionari Global Physical Activity Questionnaire (GPAQ) e European Organisation for Research and Treatment of Cancer Quality of Life Questionnaire-Core 30 (EORTC QLQ-C30), oltre a parametri fisiologici e test funzionali, tra cui la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa sistolica, il Six-Minute Walk Test, l’Hand Grip Test, il test dell'equilibrio e il Five Times Sit-to-Stand Test. L'analisi si propone di verificare l'esistenza di associazioni tra il volume di attività fisica, espresso in MET·min/settimana, e gli outcome funzionali e di qualità della vita. Si ipotizza che livelli più elevati di attività fisica siano associati a prestazioni funzionali migliori, a una maggiore autonomia e a punteggi più favorevoli nei domini della qualità della vita. I risultati attesi potranno contribuire a rafforzare le evidenze sul ruolo dell'attività fisica come strumento di supporto clinico-funzionale nelle donne sopravvissute al carcinoma mammario, sottolineando l'importanza dell'integrazione di programmi di esercizio fisico adattato nei percorsi di follow-up oncologico e di prevenzione terziaria.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Ramponi.Jacopo.pdf
Accesso riservato
Dimensione
5.83 MB
Formato
Adobe PDF
|
5.83 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/7269