Il presente elaborato analizza il ruolo del perfezionismo sportivo e dell’autoefficacia sportiva nel benessere psicologico dei giovani calciatori, con particolare attenzione all’ansia sportiva, all’enjoyment e alla soddisfazione di vita. La letteratura evidenzia come il calcio rappresenti un contesto caratterizzato da elevate richieste prestative, pressione valutativa e continua esposizione al giudizio di allenatori, compagni e ambiente sportivo. In tale scenario, le caratteristiche individuali dell’atleta possono influenzare in modo significativo la qualità dell’esperienza sportiva e l’adattamento psicologico. Lo studio ha coinvolto 74 giovani calciatori, di età compresa tra 11 e 16 anni, tesserati presso una società calcistica dilettantistica. Ai partecipanti è stata somministrata una batteria di questionari self-report finalizzata a rilevare perfezionismo sportivo, autoefficacia sportiva, ansia sportiva, enjoyment nella pratica calcistica e soddisfazione di vita. Le analisi hanno incluso correlazioni bivariate e regressioni per blocchi, considerando anche il ruolo dell’età. I risultati mostrano che il perfezionismo sportivo è associato all’ansia sportiva soprattutto nella componente auto-orientata, che emerge come unico predittore significativo dell’ansia nel modello di regressione. Al contrario, il perfezionismo non risulta significativamente associato agli indicatori positivi di benessere considerati. L’autoefficacia sportiva, invece, non mostra una relazione significativa con l’ansia sportiva, ma risulta positivamente collegata all’enjoyment e alla soddisfazione di vita. In particolare, alcune dimensioni dell’autoefficacia, come la Professional Thought Efficacy e la Personality Efficacy, contribuiscono alla spiegazione del piacere vissuto nella pratica calcistica, mentre l’autoefficacia complessiva contribuisce positivamente alla soddisfazione di vita. L’età presenta infine una relazione negativa con la soddisfazione di vita, indicando livelli lievemente inferiori nei partecipanti più grandi. Nel complesso, la ricerca sottolinea l’importanza di integrare nei settori giovanili interventi di preparazione psicologica orientati non solo alla performance, ma anche alla promozione del benessere mentale. In particolare, appare utile lavorare sulla gestione degli standard personali elevati e dell’autocritica, associati all’ansia sportiva, e sul potenziamento dell’autoefficacia come risorsa collegata alla qualità positiva dell’esperienza sportiva e alla soddisfazione personale.
Perfezionismo, autoefficacia e il loro impatto su ansia e benessere nei calciatori
PARAMATTI, FEDERICO
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato analizza il ruolo del perfezionismo sportivo e dell’autoefficacia sportiva nel benessere psicologico dei giovani calciatori, con particolare attenzione all’ansia sportiva, all’enjoyment e alla soddisfazione di vita. La letteratura evidenzia come il calcio rappresenti un contesto caratterizzato da elevate richieste prestative, pressione valutativa e continua esposizione al giudizio di allenatori, compagni e ambiente sportivo. In tale scenario, le caratteristiche individuali dell’atleta possono influenzare in modo significativo la qualità dell’esperienza sportiva e l’adattamento psicologico. Lo studio ha coinvolto 74 giovani calciatori, di età compresa tra 11 e 16 anni, tesserati presso una società calcistica dilettantistica. Ai partecipanti è stata somministrata una batteria di questionari self-report finalizzata a rilevare perfezionismo sportivo, autoefficacia sportiva, ansia sportiva, enjoyment nella pratica calcistica e soddisfazione di vita. Le analisi hanno incluso correlazioni bivariate e regressioni per blocchi, considerando anche il ruolo dell’età. I risultati mostrano che il perfezionismo sportivo è associato all’ansia sportiva soprattutto nella componente auto-orientata, che emerge come unico predittore significativo dell’ansia nel modello di regressione. Al contrario, il perfezionismo non risulta significativamente associato agli indicatori positivi di benessere considerati. L’autoefficacia sportiva, invece, non mostra una relazione significativa con l’ansia sportiva, ma risulta positivamente collegata all’enjoyment e alla soddisfazione di vita. In particolare, alcune dimensioni dell’autoefficacia, come la Professional Thought Efficacy e la Personality Efficacy, contribuiscono alla spiegazione del piacere vissuto nella pratica calcistica, mentre l’autoefficacia complessiva contribuisce positivamente alla soddisfazione di vita. L’età presenta infine una relazione negativa con la soddisfazione di vita, indicando livelli lievemente inferiori nei partecipanti più grandi. Nel complesso, la ricerca sottolinea l’importanza di integrare nei settori giovanili interventi di preparazione psicologica orientati non solo alla performance, ma anche alla promozione del benessere mentale. In particolare, appare utile lavorare sulla gestione degli standard personali elevati e dell’autocritica, associati all’ansia sportiva, e sul potenziamento dell’autoefficacia come risorsa collegata alla qualità positiva dell’esperienza sportiva e alla soddisfazione personale.| File | Dimensione | Formato | |
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