Il presente lavoro di tesi si propone di esplorare la relazione tra pratica sportiva, percezione di supporto sociale e livelli di benessere psicologico globale in età adolescenziale e pre-adolescenziale. Assumendo come cornice teorica di riferimento il Positive Youth Development (PYD) e i costrutti della Self-Determination Theory, lo studio indaga come la specificità della disciplina praticata (sport di squadra, sport individuale o assenza di attività) eserciti un ruolo discriminante nel modellare l'equilibrio psicofisico e l'impatto delle reti di sostegno relazionale, distinte tra famiglia, amici e figure significative. A tal fine, la ricerca si articola in un'indagine sperimentale di natura quantitativa basata sulla somministrazione di un questionario self-report, comprensivo delle scale validate WHO-5 Index (benessere generale) e Multidimensional Scale of Perceived Social Support (MSPSS: supporto sociale), a un campione di 123 giovani di età compresa tra i 10 e i 23 anni. La verifica empirica delle ipotesi è stata condotta mediante l'impiego dell'Analisi della Varianza (ANOVA) univariata e dell'analisi delle correlazioni bivariate di Pearson. I risultati ottenuti evidenziano un andamento lineare e progressivamente crescente: la pratica sportiva, in modo peculiare nei contesti di squadra, predice livelli superiori di benessere soggettivo e di supporto amicale percepito rispetto ai coetanei. L'analisi delle correlazioni rivela inoltre che, sebbene il supporto sociale si confermi un fattore protettivo trasversale, la sua efficacia muta in base al contesto di socializzazione. Nei giovani sedentari, il benessere appare strettamente vincolato alle figure adulte, senza legami statisticamente significativi con il gruppo dei pari. Al contrario, l'inserimento in dinamiche relazionali proprie degli sport di squadra attiva associazioni stabili, robuste e omogenee tra tutte le fonti di sostegno e l'equilibrio psicofisico, laddove gli atleti di discipline individuali mostrano associazioni positive, ma di entità più contenuta. In conclusione, le evidenze prodotte offrono una solida convalida empirica del Main Effect Model, confermando che l'integrazione formale in una rete sociale strutturata genera benefici costanti e generalizzati sulla salute psicosociale. Sul piano operativo, lo studio mette in luce l'importanza cruciale di promuovere attivamente la partecipazione sportiva collettiva come precisa strategia d'intervento preventiva contro l'isolamento e la vulnerabilità, configurando il contesto sportivo di squadra come una risorsa psicologica strutturale capace di convertire il legame con i pari in un fattore funzionale alla fioritura personale (flourishing).
Supporto sociale e benessere nei giovani: Il ruolo della partecipazione sportiva nella loro promozione.
GIOVANELLI, ILARIA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi si propone di esplorare la relazione tra pratica sportiva, percezione di supporto sociale e livelli di benessere psicologico globale in età adolescenziale e pre-adolescenziale. Assumendo come cornice teorica di riferimento il Positive Youth Development (PYD) e i costrutti della Self-Determination Theory, lo studio indaga come la specificità della disciplina praticata (sport di squadra, sport individuale o assenza di attività) eserciti un ruolo discriminante nel modellare l'equilibrio psicofisico e l'impatto delle reti di sostegno relazionale, distinte tra famiglia, amici e figure significative. A tal fine, la ricerca si articola in un'indagine sperimentale di natura quantitativa basata sulla somministrazione di un questionario self-report, comprensivo delle scale validate WHO-5 Index (benessere generale) e Multidimensional Scale of Perceived Social Support (MSPSS: supporto sociale), a un campione di 123 giovani di età compresa tra i 10 e i 23 anni. La verifica empirica delle ipotesi è stata condotta mediante l'impiego dell'Analisi della Varianza (ANOVA) univariata e dell'analisi delle correlazioni bivariate di Pearson. I risultati ottenuti evidenziano un andamento lineare e progressivamente crescente: la pratica sportiva, in modo peculiare nei contesti di squadra, predice livelli superiori di benessere soggettivo e di supporto amicale percepito rispetto ai coetanei. L'analisi delle correlazioni rivela inoltre che, sebbene il supporto sociale si confermi un fattore protettivo trasversale, la sua efficacia muta in base al contesto di socializzazione. Nei giovani sedentari, il benessere appare strettamente vincolato alle figure adulte, senza legami statisticamente significativi con il gruppo dei pari. Al contrario, l'inserimento in dinamiche relazionali proprie degli sport di squadra attiva associazioni stabili, robuste e omogenee tra tutte le fonti di sostegno e l'equilibrio psicofisico, laddove gli atleti di discipline individuali mostrano associazioni positive, ma di entità più contenuta. In conclusione, le evidenze prodotte offrono una solida convalida empirica del Main Effect Model, confermando che l'integrazione formale in una rete sociale strutturata genera benefici costanti e generalizzati sulla salute psicosociale. Sul piano operativo, lo studio mette in luce l'importanza cruciale di promuovere attivamente la partecipazione sportiva collettiva come precisa strategia d'intervento preventiva contro l'isolamento e la vulnerabilità, configurando il contesto sportivo di squadra come una risorsa psicologica strutturale capace di convertire il legame con i pari in un fattore funzionale alla fioritura personale (flourishing).| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Giovanelli.Ilaria.pdf
Accesso riservato
Dimensione
945.96 kB
Formato
Adobe PDF
|
945.96 kB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/7274