Questa tesi si propone di analizzare la differenza nella forza e nella fatica neuromuscolare tra pazienti con il morbo di Parkinson e il gruppo di controllo. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce prevalentemente il sistema nervoso centrale, causando diversi sintomi motori quali compromissione della forza e dei movimenti degli arti, tremore e rigidità muscolare. L’obiettivo principale è quello di valutare la differenza di forza e di fatica nell’arto superiore dominante per quanto riguarda il gruppo di controllo, e l’arto superiore dominante e più colpito nel gruppo sperimentale. La valutazione è stata fatta in modo oggettivo e ripetibile, e sono stati reclutati soggetti tra i 40 e 70 anni, di sesso maschile e con dominanza dell’arto superiore destro. Tramite un’attenta valutazione vengono ricavati ed analizzati i seguenti dati: la media di tre massime contrazioni volontarie normalizzate per la sezione trasversale del muscolo; la media del resting twitch, ossia la contrazione muscolare involontaria data da una stimolazione elettrica sul muscolo; la massima percentuale dell’attivazione volontaria del muscolo ed infine il time to task failure, ovvero il tempo durante il quale il soggetto riesce a mantenere uno sforzo muscolare. I risultati emersi sono i seguenti: il braccio dominante di una persona sana risulta più forte dell’arto dominante colpito dal morbo di Parkinson, anche il resting twitch risulta essere maggiore nel gruppo di controllo, mentre l’attivazione volontaria e il compito affaticante risultano maggiori nei pazienti Parkinson. Lo scopo di questo studio era quello di evidenziare un eventuale divario tra il gruppo di controllo e il gruppo sperimentale, per quanto riguarda la diversa espressione della forza e la presenza di una percezione differente della fatica. Con questa tesi possiamo quindi dimostrare che per quanto riguarda il braccio dominante, nonché il maggiormente colpito per i pazienti Parkinson, i soggetti del gruppo di controllo non si affaticano precocemente rispetto ai soggetti sani, ma bensì in questo caso la media risulta addirittura maggiore rispetto ai sani. Per quanto riguarda la forza invece c’è una buona differenza nelle massime contrazioni volontarie a discapito del gruppo sperimentale, che però mostra una maggiore attivazione volontaria.
La differenza nella forza e nella fatica neuromuscolare tra pazienti con il morbo di Parkinson e la popolazione sana
CORRADI, ELENA
2025/2026
Abstract
Questa tesi si propone di analizzare la differenza nella forza e nella fatica neuromuscolare tra pazienti con il morbo di Parkinson e il gruppo di controllo. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce prevalentemente il sistema nervoso centrale, causando diversi sintomi motori quali compromissione della forza e dei movimenti degli arti, tremore e rigidità muscolare. L’obiettivo principale è quello di valutare la differenza di forza e di fatica nell’arto superiore dominante per quanto riguarda il gruppo di controllo, e l’arto superiore dominante e più colpito nel gruppo sperimentale. La valutazione è stata fatta in modo oggettivo e ripetibile, e sono stati reclutati soggetti tra i 40 e 70 anni, di sesso maschile e con dominanza dell’arto superiore destro. Tramite un’attenta valutazione vengono ricavati ed analizzati i seguenti dati: la media di tre massime contrazioni volontarie normalizzate per la sezione trasversale del muscolo; la media del resting twitch, ossia la contrazione muscolare involontaria data da una stimolazione elettrica sul muscolo; la massima percentuale dell’attivazione volontaria del muscolo ed infine il time to task failure, ovvero il tempo durante il quale il soggetto riesce a mantenere uno sforzo muscolare. I risultati emersi sono i seguenti: il braccio dominante di una persona sana risulta più forte dell’arto dominante colpito dal morbo di Parkinson, anche il resting twitch risulta essere maggiore nel gruppo di controllo, mentre l’attivazione volontaria e il compito affaticante risultano maggiori nei pazienti Parkinson. Lo scopo di questo studio era quello di evidenziare un eventuale divario tra il gruppo di controllo e il gruppo sperimentale, per quanto riguarda la diversa espressione della forza e la presenza di una percezione differente della fatica. Con questa tesi possiamo quindi dimostrare che per quanto riguarda il braccio dominante, nonché il maggiormente colpito per i pazienti Parkinson, i soggetti del gruppo di controllo non si affaticano precocemente rispetto ai soggetti sani, ma bensì in questo caso la media risulta addirittura maggiore rispetto ai sani. Per quanto riguarda la forza invece c’è una buona differenza nelle massime contrazioni volontarie a discapito del gruppo sperimentale, che però mostra una maggiore attivazione volontaria.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7278