Il carcinoma mammario rappresenta la neoplasia a maggior incidenza a livello globale e una delle principali cause di mortalità specifica per cancro nella popolazione femminile. Nonostante l'aumento dei casi, i programmi di screening precoce e il progresso delle terapie hanno sensibilmente ridotto i tassi di mortalità. Tuttavia, tali trattamenti comportano spesso effetti collaterali nel breve e nel lungo termine, tra cui fatigue cronica, dolori articolari e muscolo scheletrici, perdita di massa muscolare e densità ossea. Ciò compromette l'autonomia e la qualità della vita delle pazienti. In questo scenario, l'Attività Motoria Adattata (AMA) è uno strumento fondamentale per favorire il recupero funzionale e il benessere psicofisico. Il presente studio si propone di valutare l'impatto di un protocollo standardizzato di AMA sulle capacità funzionali, sulla qualità della vita e sulla salute percepita in un gruppo di donne con pregressa diagnosi di carcinoma mammario in fase di sorveglianza attiva. La ricerca ha coinvolto un campione di 45 donne idonee all'attività fisica nell'ambito del "Percorso Benessere in Oncologia" (strutturato in collaborazione tra l'Oncologia e la Medicina dello Sport di Carpi, AUSL di Modena). Il protocollo ha previsto due sessioni settimanali da 60 minuti ciascuna per la durata di circa due mesi, integrando esercizi di mobilità articolare, equilibrio, rinforzo muscolare, stabilizzazione del core ed esercizio aerobico, in accordo con le Linee Guida AIOM. Le valutazioni chinesiologiche sono state effettuate a inizio percorso (T0) e al follow-up (T1) tramite test motori (tra cui il 6MWT) e la somministrazione di questionari sulla salute percepita. All'interno del campione, un sottogruppo di 10 pazienti ha eseguito esercizi aerobici aggiuntivi. Al termine delle sessioni, le pazienti hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi in tutti i parametri considerati. L'analisi comparativa tramite test di Mann-Whitney ha evidenziato un incremento maggiore della distanza percorsa al 6MWT nel sottogruppo che ha integrato esercizi aerobici supplementari rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, si è registrato un netto miglioramento della salute percepita dalle pazienti, valutata mediante questionari. I risultati confermano l'efficacia dell'esercizio fisico strutturato nel contrastare gli effetti collaterali post-terapie e nel preservare l'autonomia delle pazienti oncologiche lungo-viventi. L'incremento della distanza percorsa nel 6MWT, soprattutto nel gruppo che ha aumentato la componente aerobica, dimostra non solo un recupero funzionale ma assume un valore prognostico e di salute generale. Nonostante i limiti dello studio, legati alla ridotta numerosità del sottogruppo e alla breve durata dell'osservazione, si evidenzia l'importanza di integrare la figura del chinesiologo nei percorsi oncologici e di prevenzione, lavorando in sinergia con i programmi di screening per identificare e trattare precocemente persone apparentemente sane ma biologicamente fragili.

IMPATTO DI UN PROTOCOLLO DI ATTIVITA’ MOTORIA ADATTATA ED ESERCIZIO DI TIPO AEROBICO SULLE CAPACITA’ FUNZIONALI E SULLA QUALITA’ DI VITA NELLA PAZIENTE ONCOLOGICA CON PREGRESSA DIAGNOSI DI CARCINOMA MAMMARIO

BARBIERI, ADELE
2025/2026

Abstract

Il carcinoma mammario rappresenta la neoplasia a maggior incidenza a livello globale e una delle principali cause di mortalità specifica per cancro nella popolazione femminile. Nonostante l'aumento dei casi, i programmi di screening precoce e il progresso delle terapie hanno sensibilmente ridotto i tassi di mortalità. Tuttavia, tali trattamenti comportano spesso effetti collaterali nel breve e nel lungo termine, tra cui fatigue cronica, dolori articolari e muscolo scheletrici, perdita di massa muscolare e densità ossea. Ciò compromette l'autonomia e la qualità della vita delle pazienti. In questo scenario, l'Attività Motoria Adattata (AMA) è uno strumento fondamentale per favorire il recupero funzionale e il benessere psicofisico. Il presente studio si propone di valutare l'impatto di un protocollo standardizzato di AMA sulle capacità funzionali, sulla qualità della vita e sulla salute percepita in un gruppo di donne con pregressa diagnosi di carcinoma mammario in fase di sorveglianza attiva. La ricerca ha coinvolto un campione di 45 donne idonee all'attività fisica nell'ambito del "Percorso Benessere in Oncologia" (strutturato in collaborazione tra l'Oncologia e la Medicina dello Sport di Carpi, AUSL di Modena). Il protocollo ha previsto due sessioni settimanali da 60 minuti ciascuna per la durata di circa due mesi, integrando esercizi di mobilità articolare, equilibrio, rinforzo muscolare, stabilizzazione del core ed esercizio aerobico, in accordo con le Linee Guida AIOM. Le valutazioni chinesiologiche sono state effettuate a inizio percorso (T0) e al follow-up (T1) tramite test motori (tra cui il 6MWT) e la somministrazione di questionari sulla salute percepita. All'interno del campione, un sottogruppo di 10 pazienti ha eseguito esercizi aerobici aggiuntivi. Al termine delle sessioni, le pazienti hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi in tutti i parametri considerati. L'analisi comparativa tramite test di Mann-Whitney ha evidenziato un incremento maggiore della distanza percorsa al 6MWT nel sottogruppo che ha integrato esercizi aerobici supplementari rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, si è registrato un netto miglioramento della salute percepita dalle pazienti, valutata mediante questionari. I risultati confermano l'efficacia dell'esercizio fisico strutturato nel contrastare gli effetti collaterali post-terapie e nel preservare l'autonomia delle pazienti oncologiche lungo-viventi. L'incremento della distanza percorsa nel 6MWT, soprattutto nel gruppo che ha aumentato la componente aerobica, dimostra non solo un recupero funzionale ma assume un valore prognostico e di salute generale. Nonostante i limiti dello studio, legati alla ridotta numerosità del sottogruppo e alla breve durata dell'osservazione, si evidenzia l'importanza di integrare la figura del chinesiologo nei percorsi oncologici e di prevenzione, lavorando in sinergia con i programmi di screening per identificare e trattare precocemente persone apparentemente sane ma biologicamente fragili.
2025
carcinoma mammario
protocollo AMA
6MWT
esercizio aerobico
qualità della vita
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