La presente tesi si propone di esplorare se e in quale misura la scuola primaria italiana offra agli alunni strumenti adeguati per sviluppare una consapevolezza alimentare che includa la dimensione etica e ambientale del cibo, con particolare attenzione all'alimentazione vegetale. La ricerca si articola in quattro capitoli. Il primo capitolo costruisce il quadro teorico di riferimento, attingendo a studiosi di ambiti diversi: dalla filosofia del cibo (Montanari, Segrè) alla pedagogia ecologica (Mortari), dall'etica animale applicata all'educazione (Horsthemke, Jalongo) alla didattica che includa lo stile di vita vegano (Chepner). Particolare attenzione è dedicata al concetto di "Humane Education" e al ruolo che la scuola può svolgere nel formare cittadini capaci di connettere le proprie scelte quotidiane, a partire dal cibo, con le loro conseguenze sul mondo. Il secondo capitolo analizza i materiali educativi disponibili in ambito scolastico, organizzati in quattro sezioni: la letteratura per l'infanzia a tema vegetale e animale, i libri di testo di educazione civica per la scuola primaria, le guide docenti di diverse case editrici e i materiali didattici prodotti da organizzazioni animaliste e di promozione dell'alimentazione vegetale (LAV e SSNV). L'analisi mette in luce un gap sistematico tra i principi pedagogici dichiarati e i contenuti effettivamente proposti, nonché una sostanziale assenza del tema alimentare nella sua dimensione etica e ambientale nei materiali scolastici. La letteratura per l'infanzia e i materiali delle organizzazioni animaliste risultano, al contrario, più coerenti e pedagogicamente più ricchi. Il terzo capitolo presenta e analizza i risultati di tre questionari somministrati a famiglie vegane e vegetariane, famiglie onnivore e insegnanti di scuola primaria. I dati mostrano una distanza diffusa tra consapevolezza e comportamento. La quasi totalità dei rispondenti riconosce l'importanza di un'educazione alimentare che includa etica e sostenibilità, ma questa consapevolezza fatica a tradursi in linguaggio e in pratica educativa coerenti. Emerge inoltre la centralità della comunicazione come nodo critico: la carne resta il termine di riferimento implicito attorno al quale si orienta la descrizione degli alimenti vegetali, anche tra chi ha scelto un'alimentazione a base vegetale. Il quarto capitolo sintetizza le lacune emerse, il gap tra normativa e pratica, la lacuna del linguaggio, la distanza tra consapevolezza e comportamento, l'assenza del bambino come soggetto attivo, fornendo alcune indicazioni per la pratica educativa. La tesi si chiude con una riflessione sul ruolo della scuola come comunità educante, capace di rendere coerenti i valori che dichiara con le pratiche che propone ogni giorno.
Educare al cibo attraverso l'alimentazione vegetale: riflessioni e prospettive per la scuola primaria
IATTICI, DORA
2025/2026
Abstract
La presente tesi si propone di esplorare se e in quale misura la scuola primaria italiana offra agli alunni strumenti adeguati per sviluppare una consapevolezza alimentare che includa la dimensione etica e ambientale del cibo, con particolare attenzione all'alimentazione vegetale. La ricerca si articola in quattro capitoli. Il primo capitolo costruisce il quadro teorico di riferimento, attingendo a studiosi di ambiti diversi: dalla filosofia del cibo (Montanari, Segrè) alla pedagogia ecologica (Mortari), dall'etica animale applicata all'educazione (Horsthemke, Jalongo) alla didattica che includa lo stile di vita vegano (Chepner). Particolare attenzione è dedicata al concetto di "Humane Education" e al ruolo che la scuola può svolgere nel formare cittadini capaci di connettere le proprie scelte quotidiane, a partire dal cibo, con le loro conseguenze sul mondo. Il secondo capitolo analizza i materiali educativi disponibili in ambito scolastico, organizzati in quattro sezioni: la letteratura per l'infanzia a tema vegetale e animale, i libri di testo di educazione civica per la scuola primaria, le guide docenti di diverse case editrici e i materiali didattici prodotti da organizzazioni animaliste e di promozione dell'alimentazione vegetale (LAV e SSNV). L'analisi mette in luce un gap sistematico tra i principi pedagogici dichiarati e i contenuti effettivamente proposti, nonché una sostanziale assenza del tema alimentare nella sua dimensione etica e ambientale nei materiali scolastici. La letteratura per l'infanzia e i materiali delle organizzazioni animaliste risultano, al contrario, più coerenti e pedagogicamente più ricchi. Il terzo capitolo presenta e analizza i risultati di tre questionari somministrati a famiglie vegane e vegetariane, famiglie onnivore e insegnanti di scuola primaria. I dati mostrano una distanza diffusa tra consapevolezza e comportamento. La quasi totalità dei rispondenti riconosce l'importanza di un'educazione alimentare che includa etica e sostenibilità, ma questa consapevolezza fatica a tradursi in linguaggio e in pratica educativa coerenti. Emerge inoltre la centralità della comunicazione come nodo critico: la carne resta il termine di riferimento implicito attorno al quale si orienta la descrizione degli alimenti vegetali, anche tra chi ha scelto un'alimentazione a base vegetale. Il quarto capitolo sintetizza le lacune emerse, il gap tra normativa e pratica, la lacuna del linguaggio, la distanza tra consapevolezza e comportamento, l'assenza del bambino come soggetto attivo, fornendo alcune indicazioni per la pratica educativa. La tesi si chiude con una riflessione sul ruolo della scuola come comunità educante, capace di rendere coerenti i valori che dichiara con le pratiche che propone ogni giorno.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7461