Il presente elaborato nasce dall’analisi della crescente complessità informativa che caratterizza la società contemporanea, nella quale i soggetti apprendenti sono esposti a un’elevata quantità di informazioni e conoscenze. Tale condizione, se da un lato amplia l’accesso al sapere, dall’altro può favorire forme di apprendimento prevalentemente quantitative, non sempre accompagnate da processi di rielaborazione consapevole. In questa cornice, la tesi si articola in tre capitoli. Il primo approfondisce il ruolo della metacognizione come dispositivo a supporto dei processi di autoregolazione, riflessione e consapevolezza dell’apprendimento. A partire dal quadro teorico e normativo delle competenze, con particolare riferimento alla competenza dell’“imparare a imparare”, vengono analizzati i fondamenti del costrutto, gli strumenti di rilevazione e le principali implicazioni didattiche, con attenzione al ruolo di insegnanti, alunni e metodologie. Il secondo capitolo analizza il concetto di continuità educativa, ripercorrendone l’evoluzione teorica e normativa e gli strumenti applicativi. Vengono inoltre messi in evidenza i rischi connessi a una sua interpretazione omologante e poco sensibile alla discontinuità positiva tra i diversi gradi scolastici. Si approfondisce quindi l’integrazione tra continuità e metacognizione, intese come dimensioni complementari finalizzate a promuovere percorsi di apprendimento verticali significativi. Con lo scopo di integrare la riflessione teorica con uno sguardo empirico sulla pratica educativa, il terzo capitolo presenta un’indagine condotta tramite questionario rivolto a docenti della scuola dell’infanzia e primaria, finalizzata a esplorare rappresentazioni e pratiche relative ai due costrutti nella pratica scolastica. L’elaborato si propone, dunque, di indagare il rapporto tra metacognizione e continuità educativa, evidenziando come la prospettiva metacognitiva possa contribuire alla costruzione di percorsi formativi coerenti ed efficaci. In questa prospettiva, il ruolo delle istituzioni scolastiche è quello di accompagnare alla costruzione di un “filo di continuità interno” nei processi di apprendimento, grazie al quale lo studente non affronta i diversi passaggi formativi come esperienze isolate, ma rielabora e trasferisce consapevolmente le proprie strategie cognitive in contesti nuovi e progressivamente più complessi, realizzando così una continuità autentica e significativa.
Costruire continuità: la metacognizione come dispositivo pedagogico tra scuola dell'infanzia e scuola primaria
MAZZA, DEBORA
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato nasce dall’analisi della crescente complessità informativa che caratterizza la società contemporanea, nella quale i soggetti apprendenti sono esposti a un’elevata quantità di informazioni e conoscenze. Tale condizione, se da un lato amplia l’accesso al sapere, dall’altro può favorire forme di apprendimento prevalentemente quantitative, non sempre accompagnate da processi di rielaborazione consapevole. In questa cornice, la tesi si articola in tre capitoli. Il primo approfondisce il ruolo della metacognizione come dispositivo a supporto dei processi di autoregolazione, riflessione e consapevolezza dell’apprendimento. A partire dal quadro teorico e normativo delle competenze, con particolare riferimento alla competenza dell’“imparare a imparare”, vengono analizzati i fondamenti del costrutto, gli strumenti di rilevazione e le principali implicazioni didattiche, con attenzione al ruolo di insegnanti, alunni e metodologie. Il secondo capitolo analizza il concetto di continuità educativa, ripercorrendone l’evoluzione teorica e normativa e gli strumenti applicativi. Vengono inoltre messi in evidenza i rischi connessi a una sua interpretazione omologante e poco sensibile alla discontinuità positiva tra i diversi gradi scolastici. Si approfondisce quindi l’integrazione tra continuità e metacognizione, intese come dimensioni complementari finalizzate a promuovere percorsi di apprendimento verticali significativi. Con lo scopo di integrare la riflessione teorica con uno sguardo empirico sulla pratica educativa, il terzo capitolo presenta un’indagine condotta tramite questionario rivolto a docenti della scuola dell’infanzia e primaria, finalizzata a esplorare rappresentazioni e pratiche relative ai due costrutti nella pratica scolastica. L’elaborato si propone, dunque, di indagare il rapporto tra metacognizione e continuità educativa, evidenziando come la prospettiva metacognitiva possa contribuire alla costruzione di percorsi formativi coerenti ed efficaci. In questa prospettiva, il ruolo delle istituzioni scolastiche è quello di accompagnare alla costruzione di un “filo di continuità interno” nei processi di apprendimento, grazie al quale lo studente non affronta i diversi passaggi formativi come esperienze isolate, ma rielabora e trasferisce consapevolmente le proprie strategie cognitive in contesti nuovi e progressivamente più complessi, realizzando così una continuità autentica e significativa.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Mazza.Debora.pdf
accesso aperto
Descrizione: Costruire continuità: la metacognizione come dispositivo pedagogico tra scuola dell'infanzia e scuola primaria
Dimensione
2.18 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.18 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/7465