La presente tesi analizza il ruolo delle tecnologie didattiche e dell'intelligenza artificiale (IA) nel promuovere l'inclusione scolastica e rispondere ai bisogni educativi speciali (BES), con particolare attenzione al contesto della scuola italiana. In un'epoca di rapida innovazione digitale, il lavoro si propone di esaminare come gli strumenti tecnologici, dalle tecnologie assistive alle piattaforme adattive basate sull'IA, possano contribuire alla costruzione di ambienti di apprendimento equi, personalizzati e inclusivi. La metodologia adottata è di tipo misto: combina un'analisi della letteratura scientifica recente con un approccio comparativo tra diverse realtà scolastiche, valutando i dati alla luce del framework DigCompEdu e dei principi dell'Universal Design for Learning (UDL). Le fonti considerate includono studi sull'efficacia della personalizzazione didattica, sulla progettazione inclusiva e sull'uso dell'IA per l'apprendimento, con attenzione all'evoluzione normativa italiana. Il lavoro si articola in otto capitoli. Dopo una panoramica sulle tecnologie didattiche e sulla loro evoluzione nella scuola italiana, dall'informatica educativa degli anni Ottanta alle piattaforme digitali attuali, viene approfondito il ruolo dell'insegnante nell'era digitale e l'importanza delle competenze digitali dei docenti come leva per l'innovazione inclusiva. Si analizza poi il quadro normativo italiano in materia di BES, DSA e inclusione scolastica, evidenziando il passaggio da un modello medico-assistenziale a uno sistemico e partecipativo. Ampio spazio è dedicato alle tecnologie assistive e agli strumenti compensativi, con riferimento a soluzioni quali sintesi vocali, OCR, piattaforme adattive (DreamBox, Knewton Alta) e sistemi di Retrieval Augmented Generation (RAG), che hanno dimostrato miglioramenti significativi nelle performance e nel benessere degli studenti con DSA. Il sesto e il settimo capitolo approfondiscono i fondamenti dell'IA in ambito educativo, l'apprendimento adattivo, gli strumenti di IA per studenti con BES e le sfide etiche connesse, concludendo con proposte concrete di progettazione didattica inclusiva che integrano UDL, piattaforme intelligenti e co-progettazione tra docenti, famiglie e specialisti. I risultati evidenziano che le tecnologie e l'IA, se integrate in un solido framework pedagogico e sostenute da una formazione docente continua e strutturata, consentono di superare barriere cognitive, sensoriali e sociali, favorendo personalizzazione, motivazione e partecipazione attiva. Tuttavia, emergono criticità rilevanti: la disomogeneità territoriale nelle competenze digitali dei docenti, la frammentazione dei percorsi formativi, il rischio di bias algoritmici, le implicazioni etiche legate alla privacy e il persistente divario infrastrutturale tra scuole. Lo studio sottolinea come l'efficacia degli strumenti tecnologici dipenda non dalla loro semplice adozione, ma dalla qualità della progettazione didattica, dalla corresponsabilità di tutti gli attori coinvolti e da una visione sistemica dell'inclusione. La tecnologia, in quest'ottica, non sostituisce la relazione educativa, ma la potenzia, diventandone un'estensione consapevole e responsabile.
Innovazione Didattica e Inclusione Scolastica: Il Ruolo delle Tecnologie e dell'Intelligenza Artificiale
ZILIANI, REBECCA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza il ruolo delle tecnologie didattiche e dell'intelligenza artificiale (IA) nel promuovere l'inclusione scolastica e rispondere ai bisogni educativi speciali (BES), con particolare attenzione al contesto della scuola italiana. In un'epoca di rapida innovazione digitale, il lavoro si propone di esaminare come gli strumenti tecnologici, dalle tecnologie assistive alle piattaforme adattive basate sull'IA, possano contribuire alla costruzione di ambienti di apprendimento equi, personalizzati e inclusivi. La metodologia adottata è di tipo misto: combina un'analisi della letteratura scientifica recente con un approccio comparativo tra diverse realtà scolastiche, valutando i dati alla luce del framework DigCompEdu e dei principi dell'Universal Design for Learning (UDL). Le fonti considerate includono studi sull'efficacia della personalizzazione didattica, sulla progettazione inclusiva e sull'uso dell'IA per l'apprendimento, con attenzione all'evoluzione normativa italiana. Il lavoro si articola in otto capitoli. Dopo una panoramica sulle tecnologie didattiche e sulla loro evoluzione nella scuola italiana, dall'informatica educativa degli anni Ottanta alle piattaforme digitali attuali, viene approfondito il ruolo dell'insegnante nell'era digitale e l'importanza delle competenze digitali dei docenti come leva per l'innovazione inclusiva. Si analizza poi il quadro normativo italiano in materia di BES, DSA e inclusione scolastica, evidenziando il passaggio da un modello medico-assistenziale a uno sistemico e partecipativo. Ampio spazio è dedicato alle tecnologie assistive e agli strumenti compensativi, con riferimento a soluzioni quali sintesi vocali, OCR, piattaforme adattive (DreamBox, Knewton Alta) e sistemi di Retrieval Augmented Generation (RAG), che hanno dimostrato miglioramenti significativi nelle performance e nel benessere degli studenti con DSA. Il sesto e il settimo capitolo approfondiscono i fondamenti dell'IA in ambito educativo, l'apprendimento adattivo, gli strumenti di IA per studenti con BES e le sfide etiche connesse, concludendo con proposte concrete di progettazione didattica inclusiva che integrano UDL, piattaforme intelligenti e co-progettazione tra docenti, famiglie e specialisti. I risultati evidenziano che le tecnologie e l'IA, se integrate in un solido framework pedagogico e sostenute da una formazione docente continua e strutturata, consentono di superare barriere cognitive, sensoriali e sociali, favorendo personalizzazione, motivazione e partecipazione attiva. Tuttavia, emergono criticità rilevanti: la disomogeneità territoriale nelle competenze digitali dei docenti, la frammentazione dei percorsi formativi, il rischio di bias algoritmici, le implicazioni etiche legate alla privacy e il persistente divario infrastrutturale tra scuole. Lo studio sottolinea come l'efficacia degli strumenti tecnologici dipenda non dalla loro semplice adozione, ma dalla qualità della progettazione didattica, dalla corresponsabilità di tutti gli attori coinvolti e da una visione sistemica dell'inclusione. La tecnologia, in quest'ottica, non sostituisce la relazione educativa, ma la potenzia, diventandone un'estensione consapevole e responsabile.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7508