Introduzione Le lesioni da erosione dentale rappresentano una delle principali patologie non cariose dei tessuti dentali duri e sono caratterizzate da una perdita progressiva di sostanza dentale causata da processi chimici non mediati dall’azione batterica. Attualmente, tale patologia rappresenta una delle principali cause di perdita di tessuto dentale soprattutto nei giovani adulti e negli adolescenti. La crescente diffusione di tale fenomeno rende fondamentale una diagnosi precoce e una gestione clinica appropriata. Le difficoltà diagnostiche e la mancanza di protocolli standardizzati rendono necessario un approccio integrato sia nella ricerca sia nella pratica clinica. Obiettivi Lo studio si propone di indagare gli orientamenti diagnostici e terapeutici degli odontoiatri italiani nella gestione delle lesioni erosive dentali e di confrontarli con quelli riportati nelle stesse indagini condotte in altri Paesi europei. L’obiettivo è contribuire alla definizione di un quadro conoscitivo più approfondito e sistematizzato delle pratiche cliniche attualmente adottate, al fine di orientare future strategie preventive e terapeutiche e promuovere una maggiore consapevolezza professionale riguardo a questa patologia all’ interno della comunità odontoiatrica. Materiali e Metodi E’ stato utilizzato lo stesso questionario somministrato negli altri Paesi europei in cui è stato condotto il medesimo studio. E’ stato tradotto e validato in lingua italiana e successivamente diffuso agli odontoiatri operanti sul territorio nazionale mediante i canali ordinistici. I dati raccolti sono stati analizzati e confrontati con quelli disponibili in letteratura relativi ad altri contesti europei. Risultati I risultati preliminari evidenziano una significativa eterogeneità negli approcci diagnostici e terapeutici adottati dagli odontoiatri italiani. Emergono alcune similitudini con gli altri Paesi europei accanto ad alcune peculiarità nazionali. Nel contesto italiano come negli altri Paesi in cui è stato effettuato lo studio prevale un approccio minimamente invasivo, basato sul controllo dei fattori eziologici e sull’impiego di agenti desensibilizzanti. Nei casi di maggiore compromissione dei tessuti, si osserva una preferenza per trattamenti conservativi mediante restauri diretti in composito. Le principali differenze riguardano gli aspetti diagnostici e, in particolare, la registrazione delle lesioni erosive nella cartella clinica. Tale pratica è infatti riportata dal 99% degli odontoiatri norvegesi, dal 97% dei danesi, dal 96% degli islandesi e dal 73% dei greci, mentre dai dati preliminari italiani emerge una percentuale inferiore, pari al 58%. Inoltre, la Norvegia risulta il Paese con la maggiore diffusione di sistemi di scoring standardizzati per la valutazione e il monitoraggio delle lesioni erosive. Conclusioni Le difficoltà diagnostiche e la mancanza di protocolli condivisi evidenziano la necessità di una maggiore standardizzazione nella gestione delle erosioni dentali. I risultati dello studio sottolineano l’importanza di promuovere ulteriori ricerche e iniziative formative finalizzate a migliorare il riconoscimento precoce della patologia e l’adozione di strategie preventive e minimamente invasive. Un approccio più uniforme e consapevole potrebbe contribuire a limitare la progressione delle lesioni erosive e a ridurne l’impatto sulla salute orale dei pazienti.
Gestione clinica delle erosioni dentali nei giovani adulti e negli adolescenti: survey tra odontoiatri italiani e analisi comparativa con altri Paesi europei.
RODIO, MARY
2025/2026
Abstract
Introduzione Le lesioni da erosione dentale rappresentano una delle principali patologie non cariose dei tessuti dentali duri e sono caratterizzate da una perdita progressiva di sostanza dentale causata da processi chimici non mediati dall’azione batterica. Attualmente, tale patologia rappresenta una delle principali cause di perdita di tessuto dentale soprattutto nei giovani adulti e negli adolescenti. La crescente diffusione di tale fenomeno rende fondamentale una diagnosi precoce e una gestione clinica appropriata. Le difficoltà diagnostiche e la mancanza di protocolli standardizzati rendono necessario un approccio integrato sia nella ricerca sia nella pratica clinica. Obiettivi Lo studio si propone di indagare gli orientamenti diagnostici e terapeutici degli odontoiatri italiani nella gestione delle lesioni erosive dentali e di confrontarli con quelli riportati nelle stesse indagini condotte in altri Paesi europei. L’obiettivo è contribuire alla definizione di un quadro conoscitivo più approfondito e sistematizzato delle pratiche cliniche attualmente adottate, al fine di orientare future strategie preventive e terapeutiche e promuovere una maggiore consapevolezza professionale riguardo a questa patologia all’ interno della comunità odontoiatrica. Materiali e Metodi E’ stato utilizzato lo stesso questionario somministrato negli altri Paesi europei in cui è stato condotto il medesimo studio. E’ stato tradotto e validato in lingua italiana e successivamente diffuso agli odontoiatri operanti sul territorio nazionale mediante i canali ordinistici. I dati raccolti sono stati analizzati e confrontati con quelli disponibili in letteratura relativi ad altri contesti europei. Risultati I risultati preliminari evidenziano una significativa eterogeneità negli approcci diagnostici e terapeutici adottati dagli odontoiatri italiani. Emergono alcune similitudini con gli altri Paesi europei accanto ad alcune peculiarità nazionali. Nel contesto italiano come negli altri Paesi in cui è stato effettuato lo studio prevale un approccio minimamente invasivo, basato sul controllo dei fattori eziologici e sull’impiego di agenti desensibilizzanti. Nei casi di maggiore compromissione dei tessuti, si osserva una preferenza per trattamenti conservativi mediante restauri diretti in composito. Le principali differenze riguardano gli aspetti diagnostici e, in particolare, la registrazione delle lesioni erosive nella cartella clinica. Tale pratica è infatti riportata dal 99% degli odontoiatri norvegesi, dal 97% dei danesi, dal 96% degli islandesi e dal 73% dei greci, mentre dai dati preliminari italiani emerge una percentuale inferiore, pari al 58%. Inoltre, la Norvegia risulta il Paese con la maggiore diffusione di sistemi di scoring standardizzati per la valutazione e il monitoraggio delle lesioni erosive. Conclusioni Le difficoltà diagnostiche e la mancanza di protocolli condivisi evidenziano la necessità di una maggiore standardizzazione nella gestione delle erosioni dentali. I risultati dello studio sottolineano l’importanza di promuovere ulteriori ricerche e iniziative formative finalizzate a migliorare il riconoscimento precoce della patologia e l’adozione di strategie preventive e minimamente invasive. Un approccio più uniforme e consapevole potrebbe contribuire a limitare la progressione delle lesioni erosive e a ridurne l’impatto sulla salute orale dei pazienti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7568