Abstract Introduzione: I sistemi sanitari contemporanei sono attraversati da trasformazioni profonde, legate all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle condizioni croniche, alla multimorbidità e alla crescente complessità dei bisogni assistenziali. In questo scenario, la primary health care e l’assistenza territoriale assumono un ruolo strategico per garantire accessibilità, continuità, prossimità e sostenibilità dei servizi. La pratica avanzata infermieristica e ostetrica rappresenta una possibile risposta a tali cambiamenti, poiché integra competenze cliniche avanzate, autonomia decisionale, coordinamento, educazione, prevenzione, promozione della salute e collaborazione interprofessionale. Obiettivo: La presente scoping review ha l’obiettivo di mappare e descrivere le competenze di pratica avanzata degli infermieri e delle ostetriche nei contesti di primary health care, assistenza territoriale e comunitaria. L’analisi si concentra sulle attività svolte, sui livelli di autonomia decisionale, sul coordinamento e case management, sulla prevenzione e promozione della salute, sugli outcome per il paziente e per il sistema sanitario e sulle competenze dichiarate nella letteratura inclusa. Metodi: La revisione è stata condotta secondo la metodologia del Joanna Briggs Institute per le scoping review e riportata in accordo con il framework PRISMA-ScR. La definizione dell’ambito di revisione è stata guidata dal modello PCC, considerando come popolazione infermieri e ostetriche con ruoli o competenze riconducibili alla pratica avanzata, come concetto le competenze avanzate e come contesto i servizi di primary health care, assistenza territoriale, domiciliare, comunitaria e multiprofessionale. Sono stati consultati i database PubMed/Medline, CINAHL e Scopus, includendo studi pubblicati in lingua inglese tra il 2005 e il 2026. I dati sono stati estratti mediante una scheda costruita ad hoc e organizzati secondo categorie predefinite. Risultati: Sono stati inclusi 15 studi. La maggior parte riguarda la pratica avanzata infermieristica, mentre la pratica ostetrica avanzata è rappresentata da un numero più limitato di contributi. I setting descritti comprendono ambulatori di assistenza primaria, studi medici multiprofessionali, domicilio, strutture residenziali, servizi comunitari, contesti rurali e ambiti di policy sanitaria. Le attività più frequentemente riportate includono valutazione clinica, anamnesi, esame fisico, gestione di condizioni acute e croniche, visite domiciliari, educazione, counseling, coaching, supporto all’autogestione, coordinamento interprofessionale e sviluppo di percorsi assistenziali. L’autonomia decisionale risulta eterogenea: in alcuni contesti è ampia, in altri è parziale o condizionata dalla collaborazione medica, dai limiti prescrittivi e dai quadri normativi. Gli outcome per il paziente riguardano soprattutto soddisfazione, maggiore tempo dedicato, percezione di cura olistica, sicurezza relazionale, continuità assistenziale e miglioramento dell’esperienza di cura. Gli outcome di sistema includono maggiore accessibilità, riduzione del carico di lavoro medico, continuità, qualità dei servizi e possibile riduzione dei ricoveri evitabili. Conclusioni: La pratica avanzata infermieristica e ostetrica nei contesti di primary health care emerge come fenomeno eterogeneo e in evoluzione. Le competenze avanzate non coincidono con un semplice ampliamento delle attività, ma con un livello professionale caratterizzato da ragionamento clinico, autonomia, responsabilità, coordinamento, approccio centrato sulla persona e integrazione multiprofessionale. La variabilità terminologica, normativa e organizzativa evidenzia la necessità di maggiore chiarezza sullo scope of practice e di ulteriori studi sugli esiti clinici, organizzativi e di sistema.
Competenze di pratica avanzata nell’infermieristica e nell’ostetricia di comunità nei contesti di Primary Health Care: una scoping review
VIRGA MACCANO, VALTER
2025/2026
Abstract
Abstract Introduzione: I sistemi sanitari contemporanei sono attraversati da trasformazioni profonde, legate all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle condizioni croniche, alla multimorbidità e alla crescente complessità dei bisogni assistenziali. In questo scenario, la primary health care e l’assistenza territoriale assumono un ruolo strategico per garantire accessibilità, continuità, prossimità e sostenibilità dei servizi. La pratica avanzata infermieristica e ostetrica rappresenta una possibile risposta a tali cambiamenti, poiché integra competenze cliniche avanzate, autonomia decisionale, coordinamento, educazione, prevenzione, promozione della salute e collaborazione interprofessionale. Obiettivo: La presente scoping review ha l’obiettivo di mappare e descrivere le competenze di pratica avanzata degli infermieri e delle ostetriche nei contesti di primary health care, assistenza territoriale e comunitaria. L’analisi si concentra sulle attività svolte, sui livelli di autonomia decisionale, sul coordinamento e case management, sulla prevenzione e promozione della salute, sugli outcome per il paziente e per il sistema sanitario e sulle competenze dichiarate nella letteratura inclusa. Metodi: La revisione è stata condotta secondo la metodologia del Joanna Briggs Institute per le scoping review e riportata in accordo con il framework PRISMA-ScR. La definizione dell’ambito di revisione è stata guidata dal modello PCC, considerando come popolazione infermieri e ostetriche con ruoli o competenze riconducibili alla pratica avanzata, come concetto le competenze avanzate e come contesto i servizi di primary health care, assistenza territoriale, domiciliare, comunitaria e multiprofessionale. Sono stati consultati i database PubMed/Medline, CINAHL e Scopus, includendo studi pubblicati in lingua inglese tra il 2005 e il 2026. I dati sono stati estratti mediante una scheda costruita ad hoc e organizzati secondo categorie predefinite. Risultati: Sono stati inclusi 15 studi. La maggior parte riguarda la pratica avanzata infermieristica, mentre la pratica ostetrica avanzata è rappresentata da un numero più limitato di contributi. I setting descritti comprendono ambulatori di assistenza primaria, studi medici multiprofessionali, domicilio, strutture residenziali, servizi comunitari, contesti rurali e ambiti di policy sanitaria. Le attività più frequentemente riportate includono valutazione clinica, anamnesi, esame fisico, gestione di condizioni acute e croniche, visite domiciliari, educazione, counseling, coaching, supporto all’autogestione, coordinamento interprofessionale e sviluppo di percorsi assistenziali. L’autonomia decisionale risulta eterogenea: in alcuni contesti è ampia, in altri è parziale o condizionata dalla collaborazione medica, dai limiti prescrittivi e dai quadri normativi. Gli outcome per il paziente riguardano soprattutto soddisfazione, maggiore tempo dedicato, percezione di cura olistica, sicurezza relazionale, continuità assistenziale e miglioramento dell’esperienza di cura. Gli outcome di sistema includono maggiore accessibilità, riduzione del carico di lavoro medico, continuità, qualità dei servizi e possibile riduzione dei ricoveri evitabili. Conclusioni: La pratica avanzata infermieristica e ostetrica nei contesti di primary health care emerge come fenomeno eterogeneo e in evoluzione. Le competenze avanzate non coincidono con un semplice ampliamento delle attività, ma con un livello professionale caratterizzato da ragionamento clinico, autonomia, responsabilità, coordinamento, approccio centrato sulla persona e integrazione multiprofessionale. La variabilità terminologica, normativa e organizzativa evidenzia la necessità di maggiore chiarezza sullo scope of practice e di ulteriori studi sugli esiti clinici, organizzativi e di sistema.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7588