Il costante invecchiamento della popolazione e la multimorbilità impongono modelli assistenziali proattivi e centrati sulla persona. Il Patient Health Engagement (PHE) offre una chiave di lettura concreta per coinvolgere il paziente nelle scelte di salute, superando il ruolo passivo per favorire aderenza terapeutica, stili di vita salutari ed empowerment. L'integrazione di interventi educativi personalizzati e competenze comunicative consente di costruire percorsi orientati ai bisogni reali, migliorando la continuità assistenziale e contenendo la spesa sanitaria legata alla cronicità. Obiettivo: osservare prospetticamente il livello di PHE in pazienti cardio-geriatrici con multimorbilità cardiovascolare e verificare l'efficacia di un intervento educativo infermieristico personalizzato nel migliorare engagement, empowerment e comportamenti salutari a tre mesi dal primo accesso ambulatoriale. Materiali e metodi: studio osservazionale prospettico presso l'ambulatorio di cardio-geriatria dell'Ospedale Civile di Baggiovara (Modena), arruolando 31 pazienti (70-96 anni) con patologie cardiovascolari croniche e multimorbilità. L'engagement è stato valutato con PHE-Scale al basale (T0) e dopo tre mesi (T3). Sono stati raccolti dati clinici, funzionali e comportamentali, realizzando interventi di educazione terapeutica personalizzata per promuovere corretti stili di vita. L'analisi statistica applicata è stata di tipo descrittivo. Risultati: il campione è composto in prevalenza da donne (58%, età media 81 anni) e uomini (42%, età media 79 anni). L'ipertensione arteriosa è la patologia più diffusa (74%), seguita da cardiopatia ischemica (65%), fibrillazione atriale (26%) e diabete mellito (23%); quasi la metà dei partecipanti convive con tre o più patologie. Al T0, 2 pazienti erano in fase di blackout, 13 di allerta, 16 di consapevolezza e nessuno in progetto eudaimonico. Al T3 si è registrata resistenza al cambiamento per fumo e alcol, ma progressi significativi nell'assunzione di liquidi ed esercizi aerobici per contrastare il rischio di sarcopenia e migliorare l'equilibrio. L'incremento dell'empowerment ha condotto a una comprensione più profonda della malattia e a una partecipazione attiva. La rivalutazione al T3 ha mostrato un'evoluzione positiva: 0 pazienti in blackout, 1 in allerta, 28 in consapevolezza e 2 in progetto eudaimonico, diventando cooperatori attivi. Conclusioni: l'applicazione del PHE Model nell'educazione terapeutica infermieristica è una strada promettente per attivare l'anziano con cronicità cardiovascolare. Promuovere l'ingaggio consente di affrontare le patologie croniche con maggiore consapevolezza, prevenendo complicanze a lungo termine e contenendo i costi sanitari pubblici. Implicazioni per la pratica. Promuovere l'ingaggio del paziente è il presupposto per una vera medicina d'iniziativa sul territorio, valorizzando il ruolo strategico dell'infermiere nella personalizzazione delle cure e nella progettazione di modelli assistenziali efficaci e sostenibili.
Dalla medicina d'attesa alla medicina d'iniziativa: l'applicazione del modello PHE come driver di aderenza nel paziente anziano con cronicità cardio-vascolare.
NUTRICATO, MARTINA
2025/2026
Abstract
Il costante invecchiamento della popolazione e la multimorbilità impongono modelli assistenziali proattivi e centrati sulla persona. Il Patient Health Engagement (PHE) offre una chiave di lettura concreta per coinvolgere il paziente nelle scelte di salute, superando il ruolo passivo per favorire aderenza terapeutica, stili di vita salutari ed empowerment. L'integrazione di interventi educativi personalizzati e competenze comunicative consente di costruire percorsi orientati ai bisogni reali, migliorando la continuità assistenziale e contenendo la spesa sanitaria legata alla cronicità. Obiettivo: osservare prospetticamente il livello di PHE in pazienti cardio-geriatrici con multimorbilità cardiovascolare e verificare l'efficacia di un intervento educativo infermieristico personalizzato nel migliorare engagement, empowerment e comportamenti salutari a tre mesi dal primo accesso ambulatoriale. Materiali e metodi: studio osservazionale prospettico presso l'ambulatorio di cardio-geriatria dell'Ospedale Civile di Baggiovara (Modena), arruolando 31 pazienti (70-96 anni) con patologie cardiovascolari croniche e multimorbilità. L'engagement è stato valutato con PHE-Scale al basale (T0) e dopo tre mesi (T3). Sono stati raccolti dati clinici, funzionali e comportamentali, realizzando interventi di educazione terapeutica personalizzata per promuovere corretti stili di vita. L'analisi statistica applicata è stata di tipo descrittivo. Risultati: il campione è composto in prevalenza da donne (58%, età media 81 anni) e uomini (42%, età media 79 anni). L'ipertensione arteriosa è la patologia più diffusa (74%), seguita da cardiopatia ischemica (65%), fibrillazione atriale (26%) e diabete mellito (23%); quasi la metà dei partecipanti convive con tre o più patologie. Al T0, 2 pazienti erano in fase di blackout, 13 di allerta, 16 di consapevolezza e nessuno in progetto eudaimonico. Al T3 si è registrata resistenza al cambiamento per fumo e alcol, ma progressi significativi nell'assunzione di liquidi ed esercizi aerobici per contrastare il rischio di sarcopenia e migliorare l'equilibrio. L'incremento dell'empowerment ha condotto a una comprensione più profonda della malattia e a una partecipazione attiva. La rivalutazione al T3 ha mostrato un'evoluzione positiva: 0 pazienti in blackout, 1 in allerta, 28 in consapevolezza e 2 in progetto eudaimonico, diventando cooperatori attivi. Conclusioni: l'applicazione del PHE Model nell'educazione terapeutica infermieristica è una strada promettente per attivare l'anziano con cronicità cardiovascolare. Promuovere l'ingaggio consente di affrontare le patologie croniche con maggiore consapevolezza, prevenendo complicanze a lungo termine e contenendo i costi sanitari pubblici. Implicazioni per la pratica. Promuovere l'ingaggio del paziente è il presupposto per una vera medicina d'iniziativa sul territorio, valorizzando il ruolo strategico dell'infermiere nella personalizzazione delle cure e nella progettazione di modelli assistenziali efficaci e sostenibili.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7590