Background Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’aspettativa di vita rendono necessario integrare l’approccio geriatrico e quello palliativo nella presa in carico delle persone anziane con patologie croniche avanzate. Nelle Case Residenza per Anziani (CRA), dove l’ingresso coincide spesso con l’ultima fase della vita, molti residenti non accedono ancora in modo appropriato a tali percorsi. Da questo contesto nasce il progetto di implementazione di un percorso strutturato di cure palliative nelle CRA della provincia di Reggio Emilia. Obiettivo Sperimentare l’implementazione di un percorso di cure palliative in 10 CRA della provincia di Reggio Emilia per favorire l’identificazione precoce dei bisogni palliativi, la presa in carico degli ospiti e l’autonomia delle equipe assistenziali. Metodologia È stata realizzata una sperimentazione pilota di circa 18 mesi secondo il modello PDCA (Plan-Do-Check-Act). Il progetto ha coinvolto 10 CRA distribuite nei sei distretti dell’AUSL di Reggio Emilia. Dopo una fase iniziale di formazione, le equipe assistenziali sono state affiancate dai medici palliativisti territoriali e successivamente hanno operato in autonomia. L’identificazione dei bisogni di cure palliative è stata effettuata mediante gli strumenti SPICT e FAST. Gli ospiti eleggibili, previo consenso, venivano arruolati nel progetto con predisposizione di un Piano Assistenziale Individualizzato di cure palliative e di prescrizioni terapeutiche anticipate. Risultati Tutte le CRA coinvolte hanno aderito alla sperimentazione fino alla conclusione, arruolando almeno 10 ospiti ciascuna. Complessivamente, il 53% della popolazione residente è risultato eleggibile alle cure palliative; il 91,6% degli arruolati era affetto da patologie cronico-degenerative non oncologiche. Nella fase di autonomia sono stati arruolati 83 ospiti rispetto ai 72 della fase di affiancamento. Per il 95% degli ospiti è stato predisposto un PAI di cure palliative e per il 78% prescrizioni terapeutiche anticipate. Il 93,7% degli ospiti arruolati e deceduti durante il periodo di osservazione è rimasto in CRA fino al decesso, mentre il 17% ha effettuato almeno un accesso in Pronto Soccorso dopo l’arruolamento, nella maggior parte dei casi conclusosi con dimissione verso la struttura di provenienza. Ospiti, familiari e professionisti hanno inoltre riportato un miglioramento della qualità dell’assistenza e della qualità di vita percepita. Conclusioni La sperimentazione ha dimostrato la fattibilità dell’integrazione di un percorso strutturato di cure palliative nelle CRA, favorendo l’identificazione precoce dei bisogni palliativi, la pianificazione assistenziale e la continuità delle cure nel fine vita. L’elevata adesione delle strutture e gli esiti osservati suggeriscono il valore del modello organizzativo proposto. Sebbene l’assenza di dati di baseline e di gruppi di confronto richieda una lettura prudente dei risultati, il modello appare potenzialmente estendibile alle restanti CRA del territorio e replicabile in altri contesti, contribuendo a migliorare la qualità dell’assistenza, l’appropriatezza dei percorsi di cura e l’integrazione delle cure palliative nella rete dei servizi per la popolazione anziana fragile.

PERCORSO DI CURE PALLIATIVE NELLE CASE RESIDENZE ANZIANI: UN PROGETTO SPERIMENTALE IN 10 CRA DI REGGIO EMILIA

BARTOLI, GAIA
2025/2026

Abstract

Background Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’aspettativa di vita rendono necessario integrare l’approccio geriatrico e quello palliativo nella presa in carico delle persone anziane con patologie croniche avanzate. Nelle Case Residenza per Anziani (CRA), dove l’ingresso coincide spesso con l’ultima fase della vita, molti residenti non accedono ancora in modo appropriato a tali percorsi. Da questo contesto nasce il progetto di implementazione di un percorso strutturato di cure palliative nelle CRA della provincia di Reggio Emilia. Obiettivo Sperimentare l’implementazione di un percorso di cure palliative in 10 CRA della provincia di Reggio Emilia per favorire l’identificazione precoce dei bisogni palliativi, la presa in carico degli ospiti e l’autonomia delle equipe assistenziali. Metodologia È stata realizzata una sperimentazione pilota di circa 18 mesi secondo il modello PDCA (Plan-Do-Check-Act). Il progetto ha coinvolto 10 CRA distribuite nei sei distretti dell’AUSL di Reggio Emilia. Dopo una fase iniziale di formazione, le equipe assistenziali sono state affiancate dai medici palliativisti territoriali e successivamente hanno operato in autonomia. L’identificazione dei bisogni di cure palliative è stata effettuata mediante gli strumenti SPICT e FAST. Gli ospiti eleggibili, previo consenso, venivano arruolati nel progetto con predisposizione di un Piano Assistenziale Individualizzato di cure palliative e di prescrizioni terapeutiche anticipate. Risultati Tutte le CRA coinvolte hanno aderito alla sperimentazione fino alla conclusione, arruolando almeno 10 ospiti ciascuna. Complessivamente, il 53% della popolazione residente è risultato eleggibile alle cure palliative; il 91,6% degli arruolati era affetto da patologie cronico-degenerative non oncologiche. Nella fase di autonomia sono stati arruolati 83 ospiti rispetto ai 72 della fase di affiancamento. Per il 95% degli ospiti è stato predisposto un PAI di cure palliative e per il 78% prescrizioni terapeutiche anticipate. Il 93,7% degli ospiti arruolati e deceduti durante il periodo di osservazione è rimasto in CRA fino al decesso, mentre il 17% ha effettuato almeno un accesso in Pronto Soccorso dopo l’arruolamento, nella maggior parte dei casi conclusosi con dimissione verso la struttura di provenienza. Ospiti, familiari e professionisti hanno inoltre riportato un miglioramento della qualità dell’assistenza e della qualità di vita percepita. Conclusioni La sperimentazione ha dimostrato la fattibilità dell’integrazione di un percorso strutturato di cure palliative nelle CRA, favorendo l’identificazione precoce dei bisogni palliativi, la pianificazione assistenziale e la continuità delle cure nel fine vita. L’elevata adesione delle strutture e gli esiti osservati suggeriscono il valore del modello organizzativo proposto. Sebbene l’assenza di dati di baseline e di gruppi di confronto richieda una lettura prudente dei risultati, il modello appare potenzialmente estendibile alle restanti CRA del territorio e replicabile in altri contesti, contribuendo a migliorare la qualità dell’assistenza, l’appropriatezza dei percorsi di cura e l’integrazione delle cure palliative nella rete dei servizi per la popolazione anziana fragile.
2025
Cure palliative
CRA
Anziano fragile
Infermieristica
Geriatria
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7599