L’assistenza territoriale è al centro dei processi di riorganizzazione dei sistemi sanitari europei chiamati a rispondere all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle patologie croniche e alla crescente complessità dei bisogni assistenziali. In questo scenario si colloca il presente elaborato, che prende avvio dall’esperienza di tirocinio osservativo svolta presso il Centro d’Atenció Primària (CAP) Can Bou di Castelldefels, in Catalogna, e dall’attività professionale presso la Casa della Comunità “Regina Margherita” di Castelfranco Emilia, in Emilia-Romagna. L’obiettivo è analizzare e confrontare i due modelli di assistenza territoriale, evidenziandone caratteristiche organizzative, modalità di presa in carico, ruolo dell’infermiere e strategie di gestione della cronicità, al fine di individuare punti di forza, criticità ed elementi di miglioramento trasferibili. Il progetto adotta una metodologia osservativa e descrittiva, basata sull’osservazione diretta del contesto catalano durante il tirocinio (25–29 maggio 2026), sull’analisi documentale e sulla conoscenza esperienziale della realtà emiliana. I due contesti sono stati comparati qualitativamente secondo criteri specifici: governance, integrazione sociosanitaria, offerta dei servizi, continuità assistenziale e presa in carico della popolazione. Dall’analisi emergono obiettivi condivisi – prossimità delle cure, promozione della salute, gestione della cronicità e centralità della persona – ma anche differenze negli assetti organizzativi. Il modello catalano del CAP Can Bou si caratterizza per una medicina di iniziativa consolidata e basata sulla popolazione assegnata: a ciascun cittadino è attribuito un infermiere di riferimento che garantisce continuità relazionale, educazione terapeutica, monitoraggio programmato e presa in carico proattiva, supportato da sistemi informativi integrati e protocolli standardizzati. La Casa della Comunità di Castelfranco Emilia presenta un’organizzazione più articolata, configurandosi come struttura Hub distrettuale. Si distingue per l’ampiezza e l’integrazione dei servizi: ambulatori specialistici, cure intermedie e percorsi di fine vita, come Ospedale di Comunità e Hospice, che rafforzano la continuità assistenziale per bisogni complessi. L’introduzione dell’Infermiere di Famiglia e Comunità e l’evoluzione normativa italiana stanno progressivamente valorizzando il ruolo infermieristico territoriale, pur con livelli di autonomia e capillarità della presa in carico ancora in evoluzione rispetto al modello catalano. In conclusione, i due modelli condividono obiettivi di prossimità, continuità e centralità della persona, pur attraverso soluzioni organizzative differenti. Il CAP Can Bou si distingue per la presa in carico proattiva e l’autonomia infermieristica, mentre la Casa della Comunità rappresenta un modello avanzato di integrazione tra servizi territoriali e percorsi assistenziali. L’esperienza ha evidenziato pratiche – come il follow-up programmato dei pazienti cronici e una maggiore strutturazione della presa in carico infermieristica – potenzialmente trasferibili alle Case della Comunità previste dal DM 77/2022, favorendo un miglioramento continuo dei servizi e una maggiore risposta ai bisogni della comunità.
Assistenza territoriale a confronto: Catalogna ed Emilia-Romagna, analisi organizzativa e prospettive di innovazione infermieristica
ANCONA, ANGELICA
2025/2026
Abstract
L’assistenza territoriale è al centro dei processi di riorganizzazione dei sistemi sanitari europei chiamati a rispondere all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle patologie croniche e alla crescente complessità dei bisogni assistenziali. In questo scenario si colloca il presente elaborato, che prende avvio dall’esperienza di tirocinio osservativo svolta presso il Centro d’Atenció Primària (CAP) Can Bou di Castelldefels, in Catalogna, e dall’attività professionale presso la Casa della Comunità “Regina Margherita” di Castelfranco Emilia, in Emilia-Romagna. L’obiettivo è analizzare e confrontare i due modelli di assistenza territoriale, evidenziandone caratteristiche organizzative, modalità di presa in carico, ruolo dell’infermiere e strategie di gestione della cronicità, al fine di individuare punti di forza, criticità ed elementi di miglioramento trasferibili. Il progetto adotta una metodologia osservativa e descrittiva, basata sull’osservazione diretta del contesto catalano durante il tirocinio (25–29 maggio 2026), sull’analisi documentale e sulla conoscenza esperienziale della realtà emiliana. I due contesti sono stati comparati qualitativamente secondo criteri specifici: governance, integrazione sociosanitaria, offerta dei servizi, continuità assistenziale e presa in carico della popolazione. Dall’analisi emergono obiettivi condivisi – prossimità delle cure, promozione della salute, gestione della cronicità e centralità della persona – ma anche differenze negli assetti organizzativi. Il modello catalano del CAP Can Bou si caratterizza per una medicina di iniziativa consolidata e basata sulla popolazione assegnata: a ciascun cittadino è attribuito un infermiere di riferimento che garantisce continuità relazionale, educazione terapeutica, monitoraggio programmato e presa in carico proattiva, supportato da sistemi informativi integrati e protocolli standardizzati. La Casa della Comunità di Castelfranco Emilia presenta un’organizzazione più articolata, configurandosi come struttura Hub distrettuale. Si distingue per l’ampiezza e l’integrazione dei servizi: ambulatori specialistici, cure intermedie e percorsi di fine vita, come Ospedale di Comunità e Hospice, che rafforzano la continuità assistenziale per bisogni complessi. L’introduzione dell’Infermiere di Famiglia e Comunità e l’evoluzione normativa italiana stanno progressivamente valorizzando il ruolo infermieristico territoriale, pur con livelli di autonomia e capillarità della presa in carico ancora in evoluzione rispetto al modello catalano. In conclusione, i due modelli condividono obiettivi di prossimità, continuità e centralità della persona, pur attraverso soluzioni organizzative differenti. Il CAP Can Bou si distingue per la presa in carico proattiva e l’autonomia infermieristica, mentre la Casa della Comunità rappresenta un modello avanzato di integrazione tra servizi territoriali e percorsi assistenziali. L’esperienza ha evidenziato pratiche – come il follow-up programmato dei pazienti cronici e una maggiore strutturazione della presa in carico infermieristica – potenzialmente trasferibili alle Case della Comunità previste dal DM 77/2022, favorendo un miglioramento continuo dei servizi e una maggiore risposta ai bisogni della comunità.| File | Dimensione | Formato | |
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