La partecipazione degli studenti con disabilità alle uscite didattiche costituisce una delle sfide più significative per la costruzione di contesti scolastici realmente inclusivi. Le gite scolastiche rappresentano importanti occasioni di apprendimento, socializzazione e sviluppo dell’autonomia, ma possono anche evidenziare ostacoli organizzativi, relazionali e comunicativi che limitano la qualità dell’esperienza educativa. In questa prospettiva, l’inclusione non coincide con la sola presenza dello studente all’interno dell’attività, ma con la possibilità di partecipare in modo attivo e significativo all’esperienza proposta. Il presente elaborato si propone di individuare le condizioni pedagogiche, organizzative e relazionali che rendono una gita scolastica realmente inclusiva e di elaborare una proposta operativa orientata a rispondere alle criticità emerse dalla ricerca. A tal fine, è stato adottato un approccio esplorativo-progettuale che ha previsto la somministrazione del questionario “Inclusione degli studenti con disabilità nelle gite scolastiche”, rivolto a docenti curricolari, insegnanti di sostegno, educatori e altre figure professionali operanti nel contesto scolastico. L’analisi dei dati ha evidenziato criticità ricorrenti legate alla pianificazione organizzativa, alla carenza di personale di supporto, alla necessità di una maggiore formazione specifica e al limitato coinvolgimento dell’intero consiglio di classe nella progettazione delle attività. Parallelamente, sono emersi importanti fattori facilitanti, tra cui il valore delle relazioni tra pari, la collaborazione tra scuola e famiglia, l’utilizzo di strumenti comunicativi accessibili e la preparazione anticipata dell’esperienza. I risultati confermano come la qualità della partecipazione dipenda non solo dall’eliminazione delle barriere fisiche, ma anche dalla capacità dei contesti educativi di adattarsi ai bisogni degli studenti. A partire dalle evidenze emerse è stato elaborato il modello operativo G.I.T.A. (Guida Inclusiva per Trasformare l’Accessibilità), finalizzato a tradurre le criticità rilevate in strategie educative concrete. Il modello si articola in quattro dimensioni fondamentali: preparazione dell’esperienza, integrazione del gruppo classe, accessibilità dell’ambiente e accompagnamento educativo. Pur assumendo come riferimento la disabilità in senso ampio, la proposta viene approfondita attraverso un focus specifico sul Disturbo dello Spettro Autistico, per la particolare rilevanza degli aspetti comunicativi, sensoriali e relazionali che caratterizzano l’esperienza delle uscite didattiche. Il modello viene applicato al contesto dell’Abbazia di Nonantola attraverso la progettazione di un percorso inclusivo rivolto a uno studente con Disturbo dello Spettro Autistico, disabilità cognitiva di grado medio e limitate competenze verbali. L’intervento prevede l’utilizzo di strumenti di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, supporti visivi, attività multisensoriali e strategie di peer support finalizzate a favorire comprensione, partecipazione e senso di appartenenza. L’elaborato conclude sostenendo che una gita scolastica può essere considerata realmente inclusiva quando crea le condizioni affinché ogni studente possa comprendere, partecipare e attribuire significato all’esperienza vissuta. In questa prospettiva, il modello G.I.T.A. si propone come una proposta operativa finalizzata a promuovere una riflessione sulle condizioni che favoriscono la partecipazione degli studenti con disabilità alle uscite didattiche.
Dall'accessibilità alla partecipazione: analisi pedagogica delle uscite didattiche e proposta di un modello operativo per l'inclusione degli studenti con disabilità.
DI MENNA, CHIARA
2025/2026
Abstract
La partecipazione degli studenti con disabilità alle uscite didattiche costituisce una delle sfide più significative per la costruzione di contesti scolastici realmente inclusivi. Le gite scolastiche rappresentano importanti occasioni di apprendimento, socializzazione e sviluppo dell’autonomia, ma possono anche evidenziare ostacoli organizzativi, relazionali e comunicativi che limitano la qualità dell’esperienza educativa. In questa prospettiva, l’inclusione non coincide con la sola presenza dello studente all’interno dell’attività, ma con la possibilità di partecipare in modo attivo e significativo all’esperienza proposta. Il presente elaborato si propone di individuare le condizioni pedagogiche, organizzative e relazionali che rendono una gita scolastica realmente inclusiva e di elaborare una proposta operativa orientata a rispondere alle criticità emerse dalla ricerca. A tal fine, è stato adottato un approccio esplorativo-progettuale che ha previsto la somministrazione del questionario “Inclusione degli studenti con disabilità nelle gite scolastiche”, rivolto a docenti curricolari, insegnanti di sostegno, educatori e altre figure professionali operanti nel contesto scolastico. L’analisi dei dati ha evidenziato criticità ricorrenti legate alla pianificazione organizzativa, alla carenza di personale di supporto, alla necessità di una maggiore formazione specifica e al limitato coinvolgimento dell’intero consiglio di classe nella progettazione delle attività. Parallelamente, sono emersi importanti fattori facilitanti, tra cui il valore delle relazioni tra pari, la collaborazione tra scuola e famiglia, l’utilizzo di strumenti comunicativi accessibili e la preparazione anticipata dell’esperienza. I risultati confermano come la qualità della partecipazione dipenda non solo dall’eliminazione delle barriere fisiche, ma anche dalla capacità dei contesti educativi di adattarsi ai bisogni degli studenti. A partire dalle evidenze emerse è stato elaborato il modello operativo G.I.T.A. (Guida Inclusiva per Trasformare l’Accessibilità), finalizzato a tradurre le criticità rilevate in strategie educative concrete. Il modello si articola in quattro dimensioni fondamentali: preparazione dell’esperienza, integrazione del gruppo classe, accessibilità dell’ambiente e accompagnamento educativo. Pur assumendo come riferimento la disabilità in senso ampio, la proposta viene approfondita attraverso un focus specifico sul Disturbo dello Spettro Autistico, per la particolare rilevanza degli aspetti comunicativi, sensoriali e relazionali che caratterizzano l’esperienza delle uscite didattiche. Il modello viene applicato al contesto dell’Abbazia di Nonantola attraverso la progettazione di un percorso inclusivo rivolto a uno studente con Disturbo dello Spettro Autistico, disabilità cognitiva di grado medio e limitate competenze verbali. L’intervento prevede l’utilizzo di strumenti di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, supporti visivi, attività multisensoriali e strategie di peer support finalizzate a favorire comprensione, partecipazione e senso di appartenenza. L’elaborato conclude sostenendo che una gita scolastica può essere considerata realmente inclusiva quando crea le condizioni affinché ogni studente possa comprendere, partecipare e attribuire significato all’esperienza vissuta. In questa prospettiva, il modello G.I.T.A. si propone come una proposta operativa finalizzata a promuovere una riflessione sulle condizioni che favoriscono la partecipazione degli studenti con disabilità alle uscite didattiche.| File | Dimensione | Formato | |
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