La presente tesi analizza il fenomeno della devianza e del comportamento criminale adottando una prospettiva multidisciplinare che integra contributi sociologici, psicologici e pedagogici. L’obiettivo principale è comprendere come i percorsi individuali che conducono alla devianza siano il risultato di una complessa interazione tra fattori personali, relazionali e contestuali, con particolare attenzione al ruolo dell’infanzia, della famiglia e delle esperienze traumatiche precoci. Nel primo capitolo vengono approfondite le principali definizioni di devianza e criminalità, insieme ai fattori di rischio e di protezione che influenzano la formazione della personalità. Viene inoltre analizzato il ruolo determinante delle esperienze infantili attraverso alcune tra le più rilevanti teorie di riferimento, tra cui la teoria dell’attaccamento, l’apprendimento sociale, il controllo sociale e la teoria dell’etichettamento, al fine di evidenziare come il comportamento deviante possa svilupparsi all’interno di specifici contesti relazionali e sociali. Il secondo capitolo si concentra sull’influenza della famiglia e delle esperienze infantili nello sviluppo della devianza, approfondendo il tema delle famiglie disfunzionali, della trascuratezza emotiva, della violenza domestica e della trasmissione intergenerazionale della criminalità. Viene inoltre analizzato il legame tra traumi precoci e comportamenti aggressivi in età adulta, nonché il fenomeno della criminalità minorile attraverso il modello teorico di Moffitt. Il terzo capitolo affronta il tema della pedagogia penitenziaria e della funzione rieducativa della pena nel sistema giuridico italiano, con riferimento anche alle principali riforme normative. Viene posta particolare attenzione alle misure alternative alla detenzione e ai percorsi di reinserimento sociale, evidenziando il valore educativo di strumenti quali il lavoro, la formazione e i programmi di supporto relazionale. In questo contesto viene inoltre approfondito il ruolo della giustizia riparativa come possibile modello innovativo orientato alla responsabilizzazione e alla ricostruzione del legame sociale. Il quarto capitolo presenta la parte sperimentale della ricerca, basata su interviste qualitative rivolte a professionisti del settore penitenziario ed educativo. L’analisi dei dati raccolti ha permesso di mettere in luce la complessità dei percorsi di reinserimento, evidenziando come molti soggetti coinvolti presentino una profonda mancanza di fiducia in sé stessi e nelle istituzioni. Allo stesso tempo, emerge con forza il ruolo fondamentale delle relazioni significative e delle opportunità concrete offerte da realtà come la cooperazione sociale, che rappresentano un elemento chiave nei processi di cambiamento. I risultati evidenziano come la devianza non possa essere interpretata esclusivamente come una responsabilità individuale, ma debba essere letta anche alla luce delle condizioni sociali e delle carenze del contesto. In questa prospettiva, il reinserimento sociale si configura come un processo complesso che richiede interventi integrati, capaci di coniugare dimensione educativa, supporto relazionale e inclusione lavorativa.

CRIMINOLOGIA, PEDAGOGIA E DEVIANZA: L’INFLUENZA DELL’INFANZIA E DEL CONTESTO FAMILIARE SUI PROFILI CRIMINOLOGICI E PERCORSI EDUCATIVI PER LA PREVENZIONE DELLA RECIDIVA

ROSSI, ALESSIA
2025/2026

Abstract

La presente tesi analizza il fenomeno della devianza e del comportamento criminale adottando una prospettiva multidisciplinare che integra contributi sociologici, psicologici e pedagogici. L’obiettivo principale è comprendere come i percorsi individuali che conducono alla devianza siano il risultato di una complessa interazione tra fattori personali, relazionali e contestuali, con particolare attenzione al ruolo dell’infanzia, della famiglia e delle esperienze traumatiche precoci. Nel primo capitolo vengono approfondite le principali definizioni di devianza e criminalità, insieme ai fattori di rischio e di protezione che influenzano la formazione della personalità. Viene inoltre analizzato il ruolo determinante delle esperienze infantili attraverso alcune tra le più rilevanti teorie di riferimento, tra cui la teoria dell’attaccamento, l’apprendimento sociale, il controllo sociale e la teoria dell’etichettamento, al fine di evidenziare come il comportamento deviante possa svilupparsi all’interno di specifici contesti relazionali e sociali. Il secondo capitolo si concentra sull’influenza della famiglia e delle esperienze infantili nello sviluppo della devianza, approfondendo il tema delle famiglie disfunzionali, della trascuratezza emotiva, della violenza domestica e della trasmissione intergenerazionale della criminalità. Viene inoltre analizzato il legame tra traumi precoci e comportamenti aggressivi in età adulta, nonché il fenomeno della criminalità minorile attraverso il modello teorico di Moffitt. Il terzo capitolo affronta il tema della pedagogia penitenziaria e della funzione rieducativa della pena nel sistema giuridico italiano, con riferimento anche alle principali riforme normative. Viene posta particolare attenzione alle misure alternative alla detenzione e ai percorsi di reinserimento sociale, evidenziando il valore educativo di strumenti quali il lavoro, la formazione e i programmi di supporto relazionale. In questo contesto viene inoltre approfondito il ruolo della giustizia riparativa come possibile modello innovativo orientato alla responsabilizzazione e alla ricostruzione del legame sociale. Il quarto capitolo presenta la parte sperimentale della ricerca, basata su interviste qualitative rivolte a professionisti del settore penitenziario ed educativo. L’analisi dei dati raccolti ha permesso di mettere in luce la complessità dei percorsi di reinserimento, evidenziando come molti soggetti coinvolti presentino una profonda mancanza di fiducia in sé stessi e nelle istituzioni. Allo stesso tempo, emerge con forza il ruolo fondamentale delle relazioni significative e delle opportunità concrete offerte da realtà come la cooperazione sociale, che rappresentano un elemento chiave nei processi di cambiamento. I risultati evidenziano come la devianza non possa essere interpretata esclusivamente come una responsabilità individuale, ma debba essere letta anche alla luce delle condizioni sociali e delle carenze del contesto. In questa prospettiva, il reinserimento sociale si configura come un processo complesso che richiede interventi integrati, capaci di coniugare dimensione educativa, supporto relazionale e inclusione lavorativa.
2025
Devianza
Famiglia
Risocializzazione
Educatori
Inclusione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7650