1. Quadro Teorico «Homo sum, humani nihil a me alienum puto». Nella celebre sentenza del commediografo latino Terenzio si rintraccia il nucleo fondante dell'empatia: la capacità di riconoscersi nell'altro, accogliendone la vulnerabilità in una dimensione di autentica intersoggettività. Di fronte all'analfabetismo emotivo e all'isolamento dell'era digitale, il presente studio rivendica l'urgenza pedagogica di coltivare le competenze socio-emotive, configurando la scuola come palestra di umanità. L'indagine adotta una pluralità di lenti epistemiche integrate, rintracciando nella dimensione neuroscientifica il proprio fondamento biologico tramite i costrutti di neuroni specchio di Rizzolatti e di simulazione incarnata di Gallese.A tale impianto si saldano l'approccio di Goleman sull'intelligenza emotiva e la prospettiva di Mortari, che elegge l'empatia a pratica di Cura autentica per l'inclusione, contrastando la "modernità liquida" di Bauman. 2. Metodologia della ricerca L'impianto si fonda sul principio di Educabilità, prediligendo la locuzione "competenze socio-emotive" per sottolinearne la natura plastica. Il framework concettuale si articola su tre pilastri integrati: l'attivismo del soggetto, dove la conoscenza è esperienza incarnata nella sinergia corpo-mente; il lifelong learning, inteso come apprendimento continuo e finalizzato all'autorealizzazione; l'orizzonte inclusivo, quale baricentro pedagogico volto alla valorizzazione attiva di ogni diversità. Il modello CASEL ha fornito la struttura per coniugare tali principi nell'azione. Lo studio si configura come ricerca Ex-Post Facto su caso singolo (Trinchero, 2004) in una classe seconda di scuola primaria. Esso è guidato da due domande di ricerca: indagare le manifestazioni empatiche nelle interazioni spontanee (RQ1) e verificare in quale misura una competenza collettiva favorisca un clima sicuro (RQ2). Il costrutto è stato declinato nelle dimensioni affettiva, cognitiva e comportamentale, poste alla base della griglia di codifica del diario di bordo quale dispositivo osservativo fondamentale per l'osservazione partecipante. Dall'analisi critica sono emersi cinque Episodi Critici emblematici analizzati criticamente attraverso triangolazione delle fonti per garantire il rigore, la validità e l'attendibilità dei risultati. 3. Evidenze Empiriche e Proposte Operative Sotto il profilo quantitativo, la somministrazione della «Scala di Valutazione dei Processi Inclusivi» (SVPI; Cottini et al., 2016) ai docenti di sezione ha supportato i dati qualitativi rilevati, confermando gli elevati livelli di partecipazione degli alunni. Per la RQ1, l'empatia è emersa come risignificazione simbolica, mediazione comunicativa e regolazione relazionale; riguardo alla RQ2, si è dimostrata garante della sicurezza emotiva del gruppo classe. Da tali coordinate discendono quattro proposte didattiche esportabili. 4. Conclusioni Questo percorso empirico ha contribuito a delineare la mia identità professionale e deontologica. La pratica sul campo mi ha insegnato ad accogliere il "rischio educativo" (Giussani) e a legittimare l'errore, sostituendo la logica sanzionatoria con una costante opportunità di crescita generativa. Da qui scaturisce la scelta di una postura empatica, inclusiva e riflessiva, guidata da alunni che hanno dimostrato come l'agire educativo non necessiti di rigide asimmetrie relazionali, bensì della capacità di abitare le sfide quotidiane, svelando quel fecondo "valore pedagogico della macchia" che ci rende autenticamente umani.

Riconoscersi umani: lo sviluppo della competenza empatica come capacità educabile nella scuola primaria Uno studio di caso ex-post sulle dinamiche relazionali e i loro esiti inclusivi

TROZZI, CARLOTTA
2025/2026

Abstract

1. Quadro Teorico «Homo sum, humani nihil a me alienum puto». Nella celebre sentenza del commediografo latino Terenzio si rintraccia il nucleo fondante dell'empatia: la capacità di riconoscersi nell'altro, accogliendone la vulnerabilità in una dimensione di autentica intersoggettività. Di fronte all'analfabetismo emotivo e all'isolamento dell'era digitale, il presente studio rivendica l'urgenza pedagogica di coltivare le competenze socio-emotive, configurando la scuola come palestra di umanità. L'indagine adotta una pluralità di lenti epistemiche integrate, rintracciando nella dimensione neuroscientifica il proprio fondamento biologico tramite i costrutti di neuroni specchio di Rizzolatti e di simulazione incarnata di Gallese.A tale impianto si saldano l'approccio di Goleman sull'intelligenza emotiva e la prospettiva di Mortari, che elegge l'empatia a pratica di Cura autentica per l'inclusione, contrastando la "modernità liquida" di Bauman. 2. Metodologia della ricerca L'impianto si fonda sul principio di Educabilità, prediligendo la locuzione "competenze socio-emotive" per sottolinearne la natura plastica. Il framework concettuale si articola su tre pilastri integrati: l'attivismo del soggetto, dove la conoscenza è esperienza incarnata nella sinergia corpo-mente; il lifelong learning, inteso come apprendimento continuo e finalizzato all'autorealizzazione; l'orizzonte inclusivo, quale baricentro pedagogico volto alla valorizzazione attiva di ogni diversità. Il modello CASEL ha fornito la struttura per coniugare tali principi nell'azione. Lo studio si configura come ricerca Ex-Post Facto su caso singolo (Trinchero, 2004) in una classe seconda di scuola primaria. Esso è guidato da due domande di ricerca: indagare le manifestazioni empatiche nelle interazioni spontanee (RQ1) e verificare in quale misura una competenza collettiva favorisca un clima sicuro (RQ2). Il costrutto è stato declinato nelle dimensioni affettiva, cognitiva e comportamentale, poste alla base della griglia di codifica del diario di bordo quale dispositivo osservativo fondamentale per l'osservazione partecipante. Dall'analisi critica sono emersi cinque Episodi Critici emblematici analizzati criticamente attraverso triangolazione delle fonti per garantire il rigore, la validità e l'attendibilità dei risultati. 3. Evidenze Empiriche e Proposte Operative Sotto il profilo quantitativo, la somministrazione della «Scala di Valutazione dei Processi Inclusivi» (SVPI; Cottini et al., 2016) ai docenti di sezione ha supportato i dati qualitativi rilevati, confermando gli elevati livelli di partecipazione degli alunni. Per la RQ1, l'empatia è emersa come risignificazione simbolica, mediazione comunicativa e regolazione relazionale; riguardo alla RQ2, si è dimostrata garante della sicurezza emotiva del gruppo classe. Da tali coordinate discendono quattro proposte didattiche esportabili. 4. Conclusioni Questo percorso empirico ha contribuito a delineare la mia identità professionale e deontologica. La pratica sul campo mi ha insegnato ad accogliere il "rischio educativo" (Giussani) e a legittimare l'errore, sostituendo la logica sanzionatoria con una costante opportunità di crescita generativa. Da qui scaturisce la scelta di una postura empatica, inclusiva e riflessiva, guidata da alunni che hanno dimostrato come l'agire educativo non necessiti di rigide asimmetrie relazionali, bensì della capacità di abitare le sfide quotidiane, svelando quel fecondo "valore pedagogico della macchia" che ci rende autenticamente umani.
2025
Competenza empatica
Educabilità
Cura Autentica
Episodi Critici
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7661