La presente tesi analizza il ruolo della Corporate Governance e degli assetti decisionali nell’affrontare le sfide della Twin Transition (transizione ecologica e digitale), con particolare attenzione al tessuto manifatturiero dell’Emilia centrale (province di Bologna, Modena e Reggio Emilia). L’obiettivo dell’elaborato è valutare se un Consiglio di Amministrazione aperto, eterogeneo e qualificato renda le PMI più propense all’innovazione e proattive nell’intercettare i capitali della finanza agevolata. Il primo capitolo ricostruisce il tema della sostenibilità aziendale, ripercorrendo la sua evoluzione da iniziativa etica e volontaria a vincolo normativo. Attraverso l’analisi delle recenti normative europee (dall'Agenda 2030, alla Tassonomia, fino alla nuova direttiva CSRD) viene messo in evidenza come la finanza agevolata abbia smesso di essere una misura assistenziale, ma rappresenti oggi uno strumento essenziale per sostenere gli onerosi investimenti richiesti dalla duplice transizione. La finanza agevolata non si limita a erogare sgravi fiscali automatici, ma finanzia le imprese che dimostrano di avere una strategia concreta per il futuro. Il secondo capitolo approfondisce le peculiarità delle imprese familiari, che costituiscono la struttura portante del sistema produttivo italiano e, in particolare, del “Modello Emiliano”. Lo studio esamina l’evoluzione della gestione aziendale, passando dal controllo centralizzato dell’Amministratore Unico a Consigli di Amministrazione più aperti inclusivi. Particolare attenzione è riservata alla barriera psicologica della Socio-Emotional Wealth (SEW), ovvero il forte bisogno della famiglia di preservare il controllo aziendale, e a come questo istinto conservativo si scontri spesso con l'urgenza di inserire competenze esterne per superare gli ostacoli tecnologici e burocratici. Il terzo capitolo rappresenta il cuore quantitativo dell’elaborato e sviluppa un’analisi empirica originale, volta a valutare la relazione causale tra le caratteristiche del board e l'accesso alla finanza agevolata al fine della Twin Transition. La ricerca si basa su un campione robusto di 574 S.r.l. manifatturiere non quotate, osservate nel triennio 2022-2024. Per testare se, e in che misura, i CdA guidino le imprese nella transizione sostenibile, il modello di ricerca è stato strutturato attorno a tre ipotesi di ricerca. La prima (H1) ipotizza che l'apertura del board a professionisti esterni indipendenti fornisca all'impresa le competenze tali da poter superare la classica avversione al rischio. La seconda (H2) suggerisce che una maggiore presenza femminile ai vertici diventi un reale vantaggio competitivo, in grado di favorire una leadership partecipativa e una spinta verso investimenti avanzati in ambito di sostenibilità (ESG). La terza (H3) postula che, nelle imprese a controllo familiare, l'effetto positivo dei consiglieri esterni sia più debole o nullo, a causa delle tensioni organizzative legate alla tutela della Socio-Emotional Wealth (SEW). Per misurare concretamente questa “propensione a innovare”, la ricerca ha quantificato l’impegno delle imprese attraverso quattro differenti pilastri strategici di investimento: digitalizzazione, transizione energetico-ecologica, sviluppo del capitale umano e apertura verso i mercati esteri (internazionalizzazione). Questo lavoro di ricerca vuole dunque offrire un punto di vista diverso: l’idea che il vero ostacolo alla crescita delle imprese manifatturiere non sia la mancanza di tecnologie o di capitali. A fare la vera differenza e a garantire la sopravvivenza sul mercato di oggi è, prima di tutto, la qualità dell’organizzazione interna e l’apertura di chi la governa.
Il ruolo della Governance nella transizione alla sostenibilità: Assetti del Board e investimenti strategici nel manifatturiero emiliano (2022-2024).
SCANDURRA, FRANCESCO
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza il ruolo della Corporate Governance e degli assetti decisionali nell’affrontare le sfide della Twin Transition (transizione ecologica e digitale), con particolare attenzione al tessuto manifatturiero dell’Emilia centrale (province di Bologna, Modena e Reggio Emilia). L’obiettivo dell’elaborato è valutare se un Consiglio di Amministrazione aperto, eterogeneo e qualificato renda le PMI più propense all’innovazione e proattive nell’intercettare i capitali della finanza agevolata. Il primo capitolo ricostruisce il tema della sostenibilità aziendale, ripercorrendo la sua evoluzione da iniziativa etica e volontaria a vincolo normativo. Attraverso l’analisi delle recenti normative europee (dall'Agenda 2030, alla Tassonomia, fino alla nuova direttiva CSRD) viene messo in evidenza come la finanza agevolata abbia smesso di essere una misura assistenziale, ma rappresenti oggi uno strumento essenziale per sostenere gli onerosi investimenti richiesti dalla duplice transizione. La finanza agevolata non si limita a erogare sgravi fiscali automatici, ma finanzia le imprese che dimostrano di avere una strategia concreta per il futuro. Il secondo capitolo approfondisce le peculiarità delle imprese familiari, che costituiscono la struttura portante del sistema produttivo italiano e, in particolare, del “Modello Emiliano”. Lo studio esamina l’evoluzione della gestione aziendale, passando dal controllo centralizzato dell’Amministratore Unico a Consigli di Amministrazione più aperti inclusivi. Particolare attenzione è riservata alla barriera psicologica della Socio-Emotional Wealth (SEW), ovvero il forte bisogno della famiglia di preservare il controllo aziendale, e a come questo istinto conservativo si scontri spesso con l'urgenza di inserire competenze esterne per superare gli ostacoli tecnologici e burocratici. Il terzo capitolo rappresenta il cuore quantitativo dell’elaborato e sviluppa un’analisi empirica originale, volta a valutare la relazione causale tra le caratteristiche del board e l'accesso alla finanza agevolata al fine della Twin Transition. La ricerca si basa su un campione robusto di 574 S.r.l. manifatturiere non quotate, osservate nel triennio 2022-2024. Per testare se, e in che misura, i CdA guidino le imprese nella transizione sostenibile, il modello di ricerca è stato strutturato attorno a tre ipotesi di ricerca. La prima (H1) ipotizza che l'apertura del board a professionisti esterni indipendenti fornisca all'impresa le competenze tali da poter superare la classica avversione al rischio. La seconda (H2) suggerisce che una maggiore presenza femminile ai vertici diventi un reale vantaggio competitivo, in grado di favorire una leadership partecipativa e una spinta verso investimenti avanzati in ambito di sostenibilità (ESG). La terza (H3) postula che, nelle imprese a controllo familiare, l'effetto positivo dei consiglieri esterni sia più debole o nullo, a causa delle tensioni organizzative legate alla tutela della Socio-Emotional Wealth (SEW). Per misurare concretamente questa “propensione a innovare”, la ricerca ha quantificato l’impegno delle imprese attraverso quattro differenti pilastri strategici di investimento: digitalizzazione, transizione energetico-ecologica, sviluppo del capitale umano e apertura verso i mercati esteri (internazionalizzazione). Questo lavoro di ricerca vuole dunque offrire un punto di vista diverso: l’idea che il vero ostacolo alla crescita delle imprese manifatturiere non sia la mancanza di tecnologie o di capitali. A fare la vera differenza e a garantire la sopravvivenza sul mercato di oggi è, prima di tutto, la qualità dell’organizzazione interna e l’apertura di chi la governa.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Scandurra.Francesco.pdf
accesso aperto
Dimensione
3.93 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.93 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/7701