In Formula 1 il tempo sul giro somma in un solo numero il merito della vettura e quello del pilota. Isolare le due componenti, e stimare l'incertezza di ciascuna, è il problema che questa tesi affronta. L'analisi scompone la prestazione in gara dell'era turbo-ibrida (2014-2025) nelle sue tre determinanti strutturali: la competitività della monoposto, il passo del pilota e la sinergia dell'accoppiamento pilota-vettura. La variabile di risposta è il Log-Gap from Geometric Mean (LGM), trasformazione log-ratio dei tempi mediani sul giro, continua e immune alla censura di ritiri e punteggi. Il campione conta 4.439 osservazioni pilota-gara su 251 Gran Premi, 61 piloti e 13 costruttori, ricavate da oltre 275.000 tempi sul giro puliti. La decomposizione è affidata a un modello gaussiano latente cross-classificato (CCGMM) stimato con INLA, sviluppato lungo una sequenza di specifiche (M0-M3) che introduce una sola modifica strutturale per passo. L'effetto del costruttore evolve tra le stagioni come random walk del primo ordine; le prior sono elicitate congiuntamente sulle quote di varianza tramite un albero gerarchico (makemyprior). La sequenza diagnostica risolve un'anomalia di attribuzione della varianza (variance leakage), separando il livello permanente della scuderia dalla dinamica stagionale. Nel modello finale la componente strutturale spiega il 76,6% della variabilità del passo. Al suo interno il costruttore pesa il 92,0%, il pilota il 4,6% e la sinergia il 3,4%: su un giro di 90 secondi, rispettivamente 8,4, 1,8 e 1,6 decimi. Gli effetti individuali restano in larga parte non identificati, riflesso della scarsa mobilità dei piloti tra le scuderie. La discussione traduce questi margini in valore economico: nel midfield, dove i distacchi tra vetture si comprimono, il passo di un pilota di vertice può valere una posizione nella classifica costruttori, con un valore atteso di circa 8 milioni di dollari a stagione. Sotto il budget cap, che esclude gli stipendi dei piloti, l'ingaggio resta una delle poche leve di spesa libere per incidere sul risultato.

Talento, costruttore e sinergia in Formula 1: una scomposizione bayesiana del passo gara e le sue implicazioni per la valutazione economica del pilota.

ZULLO, LUCA
2025/2026

Abstract

In Formula 1 il tempo sul giro somma in un solo numero il merito della vettura e quello del pilota. Isolare le due componenti, e stimare l'incertezza di ciascuna, è il problema che questa tesi affronta. L'analisi scompone la prestazione in gara dell'era turbo-ibrida (2014-2025) nelle sue tre determinanti strutturali: la competitività della monoposto, il passo del pilota e la sinergia dell'accoppiamento pilota-vettura. La variabile di risposta è il Log-Gap from Geometric Mean (LGM), trasformazione log-ratio dei tempi mediani sul giro, continua e immune alla censura di ritiri e punteggi. Il campione conta 4.439 osservazioni pilota-gara su 251 Gran Premi, 61 piloti e 13 costruttori, ricavate da oltre 275.000 tempi sul giro puliti. La decomposizione è affidata a un modello gaussiano latente cross-classificato (CCGMM) stimato con INLA, sviluppato lungo una sequenza di specifiche (M0-M3) che introduce una sola modifica strutturale per passo. L'effetto del costruttore evolve tra le stagioni come random walk del primo ordine; le prior sono elicitate congiuntamente sulle quote di varianza tramite un albero gerarchico (makemyprior). La sequenza diagnostica risolve un'anomalia di attribuzione della varianza (variance leakage), separando il livello permanente della scuderia dalla dinamica stagionale. Nel modello finale la componente strutturale spiega il 76,6% della variabilità del passo. Al suo interno il costruttore pesa il 92,0%, il pilota il 4,6% e la sinergia il 3,4%: su un giro di 90 secondi, rispettivamente 8,4, 1,8 e 1,6 decimi. Gli effetti individuali restano in larga parte non identificati, riflesso della scarsa mobilità dei piloti tra le scuderie. La discussione traduce questi margini in valore economico: nel midfield, dove i distacchi tra vetture si comprimono, il passo di un pilota di vertice può valere una posizione nella classifica costruttori, con un valore atteso di circa 8 milioni di dollari a stagione. Sotto il budget cap, che esclude gli stipendi dei piloti, l'ingaggio resta una delle poche leve di spesa libere per incidere sul risultato.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7854