La tesi analizza il rapporto tra sostenibilità e piccole e medie imprese italiane, assumendo le B Corp come osservatorio privilegiato per comprendere come strumenti volontari di assessment, rendicontazione e certificazione possano sostenere l’integrazione dei fattori ESG nelle imprese di minori dimensioni. Il lavoro assume come punto di partenza l’evoluzione storica, culturale e normativa della sostenibilità. Da nozione legata al rapporto tra uomo e natura, essa si è affermata come paradigma globale, capace di incidere su politiche pubbliche, mercati finanziari, responsabilità d’impresa e obblighi di trasparenza. In questa prospettiva, la sostenibilità non è più un tema accessorio, ma una dimensione gestionale, informativa e strategica dell’attività economica. La ricerca si concentra sulle PMI italiane, evidenziandone il ruolo centrale nel sistema produttivo nazionale e le fragilità organizzative che ne condizionano il percorso ESG. Molte imprese minori sono radicate nei territori, integrate nelle filiere e caratterizzate da strutture decisionali accentrate, risorse amministrative limitate e competenze specialistiche non sempre disponibili. Pur adottando pratiche riconducibili alla sostenibilità, esse incontrano spesso difficoltà nel misurarle, formalizzarle, documentarle e comunicarle. La pressione informativa derivante dalla CSRD, dagli ESRS e dalle catene del valore rende necessario individuare strumenti proporzionati, accessibili e utili non solo alla disclosure esterna, ma anche al miglioramento dei processi interni. In questa prospettiva, la tesi esamina il Voluntary Sustainability Reporting Standard for non listed SMEs, il B Impact Assessment, i B Lab Standards e la certificazione B Corp. Il confronto mostra che tali strumenti non sono equivalenti né sostituibili tra loro. Il VSME risponde principalmente all’esigenza di comunicare informazioni ESG secondo una logica ordinata, proporzionata alle dimensioni delle PMI non quotate e orientata alla comparabilità. Il B Impact Assessment opera, invece, come strumento di autovalutazione e gestione dell’impatto, in grado di guidare l’impresa nell’analisi delle pratiche, nell’individuazione delle aree di miglioramento e nella costruzione di una prima base informativa. Con la certificazione B Corp, l’impresa si sottopone a una valutazione esterna che rende più credibile e riconoscibile il suo impegno verso gli stakeholder. La tesi sostiene che, per molte PMI, la logica di assessment del B Impact Assessment V6 possa produrre benefici gestionali immediati, pur senza sostituire la funzione rendicontativa propria del VSME o di altri standard di sostenibilità. La parte empirica è dedicata all’analisi di un campione di PMI italiane certificate B Corp. Attraverso l’esame dei punteggi BIA, dei profili pubblici nel B Corp Directory, dei B Impact Report e delle ulteriori comunicazioni ESG disponibili, la ricerca osserva quali pratiche e quali informazioni emergano concretamente dal percorso di assessment. Su questa base, valuta in quale misura tali evidenze possano contribuire alla gestione interna dell’impresa, al rafforzamento della reputazione e alla valorizzazione commerciale del profilo di sostenibilità. L’analisi verifica inoltre se il B Impact Assessment, pur non configurandosi come strumento di rendicontazione, possa favorire la raccolta e l’organizzazione preliminare di informazioni ESG utili ai fini della rendicontazione, con particolare riferimento al VSME. Il contributo della tesi consiste nel proporre una lettura integrata degli strumenti volontari di sostenibilità per le PMI, non come percorsi alternativi, ma come leve complementari che consentono di trasformare pratiche sostenibili spesso non formalizzate in sistemi più consapevoli di misurazione, gestione, comunicazione e valorizzazione dell’impatto.
La sostenibilità nelle PMI italiane: il caso delle B Corp
FRIGIERI, ENRICO
2025/2026
Abstract
La tesi analizza il rapporto tra sostenibilità e piccole e medie imprese italiane, assumendo le B Corp come osservatorio privilegiato per comprendere come strumenti volontari di assessment, rendicontazione e certificazione possano sostenere l’integrazione dei fattori ESG nelle imprese di minori dimensioni. Il lavoro assume come punto di partenza l’evoluzione storica, culturale e normativa della sostenibilità. Da nozione legata al rapporto tra uomo e natura, essa si è affermata come paradigma globale, capace di incidere su politiche pubbliche, mercati finanziari, responsabilità d’impresa e obblighi di trasparenza. In questa prospettiva, la sostenibilità non è più un tema accessorio, ma una dimensione gestionale, informativa e strategica dell’attività economica. La ricerca si concentra sulle PMI italiane, evidenziandone il ruolo centrale nel sistema produttivo nazionale e le fragilità organizzative che ne condizionano il percorso ESG. Molte imprese minori sono radicate nei territori, integrate nelle filiere e caratterizzate da strutture decisionali accentrate, risorse amministrative limitate e competenze specialistiche non sempre disponibili. Pur adottando pratiche riconducibili alla sostenibilità, esse incontrano spesso difficoltà nel misurarle, formalizzarle, documentarle e comunicarle. La pressione informativa derivante dalla CSRD, dagli ESRS e dalle catene del valore rende necessario individuare strumenti proporzionati, accessibili e utili non solo alla disclosure esterna, ma anche al miglioramento dei processi interni. In questa prospettiva, la tesi esamina il Voluntary Sustainability Reporting Standard for non listed SMEs, il B Impact Assessment, i B Lab Standards e la certificazione B Corp. Il confronto mostra che tali strumenti non sono equivalenti né sostituibili tra loro. Il VSME risponde principalmente all’esigenza di comunicare informazioni ESG secondo una logica ordinata, proporzionata alle dimensioni delle PMI non quotate e orientata alla comparabilità. Il B Impact Assessment opera, invece, come strumento di autovalutazione e gestione dell’impatto, in grado di guidare l’impresa nell’analisi delle pratiche, nell’individuazione delle aree di miglioramento e nella costruzione di una prima base informativa. Con la certificazione B Corp, l’impresa si sottopone a una valutazione esterna che rende più credibile e riconoscibile il suo impegno verso gli stakeholder. La tesi sostiene che, per molte PMI, la logica di assessment del B Impact Assessment V6 possa produrre benefici gestionali immediati, pur senza sostituire la funzione rendicontativa propria del VSME o di altri standard di sostenibilità. La parte empirica è dedicata all’analisi di un campione di PMI italiane certificate B Corp. Attraverso l’esame dei punteggi BIA, dei profili pubblici nel B Corp Directory, dei B Impact Report e delle ulteriori comunicazioni ESG disponibili, la ricerca osserva quali pratiche e quali informazioni emergano concretamente dal percorso di assessment. Su questa base, valuta in quale misura tali evidenze possano contribuire alla gestione interna dell’impresa, al rafforzamento della reputazione e alla valorizzazione commerciale del profilo di sostenibilità. L’analisi verifica inoltre se il B Impact Assessment, pur non configurandosi come strumento di rendicontazione, possa favorire la raccolta e l’organizzazione preliminare di informazioni ESG utili ai fini della rendicontazione, con particolare riferimento al VSME. Il contributo della tesi consiste nel proporre una lettura integrata degli strumenti volontari di sostenibilità per le PMI, non come percorsi alternativi, ma come leve complementari che consentono di trasformare pratiche sostenibili spesso non formalizzate in sistemi più consapevoli di misurazione, gestione, comunicazione e valorizzazione dell’impatto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7867