Il presente elaborato è volto a esaminare la disciplina della prescrizione e della decadenza dei crediti nel diritto del lavoro, adottando sia un approccio interno all’ordinamento nazionale sia una prospettiva di tipo comparatistico. La protezione del lavoratore, quale parte strutturalmente debole del rapporto contrattuale, rappresenta il filo conduttore dell’intero sistema giuslavoristico. Senza indulgere in eccessive semplificazioni e tenendo conto del fatto che il contratto di lavoro subordinato si colloca costantemente in una dimensione di equilibrio instabile tra l’esigenza di tutela del prestatore e la sua funzione limitativa della concorrenza, è possibile affermare che, soprattutto nella fase successiva all’entrata in vigore della Costituzione, il diritto del lavoro abbia conosciuto una significativa evoluzione. In tale periodo, la diseguaglianza sostanziale emerge con forza, incrinando l’astrattezza delle categorie giuridiche tradizionali e determinando l’espansione di un sistema normativo autonomo, di natura extracodicistica, strettamente connesso ai principi costituzionali che pongono il lavoro al centro dell’ordinamento. Valori, principi e diritti fondamentali si collocano all’interno di un medesimo quadro concettuale e si alimentano reciprocamente: i primi trovano attuazione concreta attraverso i secondi, mentre questi ultimi evitano di restare privi di effettività grazie al riconoscimento dei primi. In tale prospettiva, i diritti dei lavoratori necessitano di un intervento attivo del legislatore, chiamato non solo a riconoscerli formalmente, ma anche a disciplinarli e a garantirne una tutela effettiva. Il diritto dell’Unione europea ha progressivamente superato l’impostazione fondata sul timore del lavoratore di far valere le proprie pretese (metus), orientando invece l’attenzione sulla reale possibilità di esercizio del diritto. In questa ottica, la conoscibilità del diritto stesso viene individuata come presupposto imprescindibile per l’avvio del decorso dei termini di prescrizione. Ne deriva una rinnovata configurazione del principio di certezza del diritto in ambito sovranazionale: esso non è più concepito esclusivamente come strumento di tutela del debitore, ossia del datore di lavoro, ma assume, in via prioritaria, la funzione di garantire il creditore, cioè il lavoratore, che intende far valere e ottenere la soddisfazione delle proprie pretese giuridiche.
PRESCRIZIONE E DECADENZA DEI CREDITI NEL DIRITTO DEL LAVORO
PRADELLI, CRISTINA
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato è volto a esaminare la disciplina della prescrizione e della decadenza dei crediti nel diritto del lavoro, adottando sia un approccio interno all’ordinamento nazionale sia una prospettiva di tipo comparatistico. La protezione del lavoratore, quale parte strutturalmente debole del rapporto contrattuale, rappresenta il filo conduttore dell’intero sistema giuslavoristico. Senza indulgere in eccessive semplificazioni e tenendo conto del fatto che il contratto di lavoro subordinato si colloca costantemente in una dimensione di equilibrio instabile tra l’esigenza di tutela del prestatore e la sua funzione limitativa della concorrenza, è possibile affermare che, soprattutto nella fase successiva all’entrata in vigore della Costituzione, il diritto del lavoro abbia conosciuto una significativa evoluzione. In tale periodo, la diseguaglianza sostanziale emerge con forza, incrinando l’astrattezza delle categorie giuridiche tradizionali e determinando l’espansione di un sistema normativo autonomo, di natura extracodicistica, strettamente connesso ai principi costituzionali che pongono il lavoro al centro dell’ordinamento. Valori, principi e diritti fondamentali si collocano all’interno di un medesimo quadro concettuale e si alimentano reciprocamente: i primi trovano attuazione concreta attraverso i secondi, mentre questi ultimi evitano di restare privi di effettività grazie al riconoscimento dei primi. In tale prospettiva, i diritti dei lavoratori necessitano di un intervento attivo del legislatore, chiamato non solo a riconoscerli formalmente, ma anche a disciplinarli e a garantirne una tutela effettiva. Il diritto dell’Unione europea ha progressivamente superato l’impostazione fondata sul timore del lavoratore di far valere le proprie pretese (metus), orientando invece l’attenzione sulla reale possibilità di esercizio del diritto. In questa ottica, la conoscibilità del diritto stesso viene individuata come presupposto imprescindibile per l’avvio del decorso dei termini di prescrizione. Ne deriva una rinnovata configurazione del principio di certezza del diritto in ambito sovranazionale: esso non è più concepito esclusivamente come strumento di tutela del debitore, ossia del datore di lavoro, ma assume, in via prioritaria, la funzione di garantire il creditore, cioè il lavoratore, che intende far valere e ottenere la soddisfazione delle proprie pretese giuridiche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7871