La presente tesi analizza l‘inclusione scolastica degli alunni con disturbo dello spettro autistico, ponendo particolare attenzione al ruolo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) come mezzo per facilitare la comunicazione, la partecipazione e l’autonomia nei diversi contesti di vita. La prima parte dell’elaborato propone un quadro teorico del disturbo dello spettro autistico, analizzandone le principali caratteristiche e i bisogni educativi e comunicativi, per poi approfondire l’evoluzione del concetto di inclusione scolastica e le strategie educative finalizzate alla costruzione di ambienti di apprendimento accessibili. Successivamente viene approfondita la Comunicazione Aumentativa Alternativa, considerata non soltanto come insieme di strumenti comunicativi, ma come prospettiva capace di ridurre le barriere alla partecipazione. La dimensione teorica trova applicazione nell’analisi del progetto territoriale "Suzzara CAA Friendly", esperienza finalizzata a rendere accessibili alcuni contesti della vita quotidiana attraverso la predisposizione e la diffusione di supporti comunicativi in CAA. La parte empirica della ricerca, condotta nel territorio del basso mantovano attraverso un approccio metodologico misto, integra i dati raccolti mediante un questionario rivolto a docenti ed educatori con le esperienze emerse da interviste semistrutturate rivolte a genitori e professionisti esperti nell’ambito dell’autismo. La ricerca esplora le percezioni relative all’inclusione scolastica, le strategie educative adottate, l’utilizzo della CAA, i bisogni formativi e la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi. I risultati evidenziano una crescente attenzione verso le pratiche inclusive e il valore degli strumenti comunicativi, ma mostrano al contempo la necessità di rafforzare la formazione professionale, la continuità degli interventi e la collaborazione tra i diversi attori educativi. In conclusione, il lavoro evidenzia come l’inclusione non possa essere circoscritta al solo contesto scolastico, ma richieda la costruzione di una rete educativa capace di coinvolgere scuola, famiglia, servizi e territorio.
Costruire contesti inclusivi per le persone con autismo: il ruolo della Comunicazione Aumentativa Alternativa tra scuola, famiglia e territorio
MONDA, MARTINA FRANCESCA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza l‘inclusione scolastica degli alunni con disturbo dello spettro autistico, ponendo particolare attenzione al ruolo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) come mezzo per facilitare la comunicazione, la partecipazione e l’autonomia nei diversi contesti di vita. La prima parte dell’elaborato propone un quadro teorico del disturbo dello spettro autistico, analizzandone le principali caratteristiche e i bisogni educativi e comunicativi, per poi approfondire l’evoluzione del concetto di inclusione scolastica e le strategie educative finalizzate alla costruzione di ambienti di apprendimento accessibili. Successivamente viene approfondita la Comunicazione Aumentativa Alternativa, considerata non soltanto come insieme di strumenti comunicativi, ma come prospettiva capace di ridurre le barriere alla partecipazione. La dimensione teorica trova applicazione nell’analisi del progetto territoriale "Suzzara CAA Friendly", esperienza finalizzata a rendere accessibili alcuni contesti della vita quotidiana attraverso la predisposizione e la diffusione di supporti comunicativi in CAA. La parte empirica della ricerca, condotta nel territorio del basso mantovano attraverso un approccio metodologico misto, integra i dati raccolti mediante un questionario rivolto a docenti ed educatori con le esperienze emerse da interviste semistrutturate rivolte a genitori e professionisti esperti nell’ambito dell’autismo. La ricerca esplora le percezioni relative all’inclusione scolastica, le strategie educative adottate, l’utilizzo della CAA, i bisogni formativi e la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi. I risultati evidenziano una crescente attenzione verso le pratiche inclusive e il valore degli strumenti comunicativi, ma mostrano al contempo la necessità di rafforzare la formazione professionale, la continuità degli interventi e la collaborazione tra i diversi attori educativi. In conclusione, il lavoro evidenzia come l’inclusione non possa essere circoscritta al solo contesto scolastico, ma richieda la costruzione di una rete educativa capace di coinvolgere scuola, famiglia, servizi e territorio.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/7969