La presente tesi nasce dalla motivazione di tenere aperte domande di ricerca sul tema del sostegno ai percorsi professionali di chi opera nei servizi socio-educativi. Nonostante il riconoscimento dei ruoli di Educatore e Coordinatore sancito dalla legge 205/2017 e dalla legge 55/2024, permangono contesti in cui è necessaria una riflessione condivisa per far emergere risorse generative non ancora pienamente espresse. Lo studio prende avvio dall’esperienza professionale della scrivente, che dal 2011 opera presso la Cooperativa Sociale L’Albero. L’ente del Terzo Settore gestisce da oltre trent’anni servizi socio-educativi per minori e famiglie nel territorio di Verona e provincia, con attenzione alla qualità degli interventi e alla costruzione di reti territoriali e istituzionali. Il contesto di ricerca riguarda servizi in cui, per caratteristiche organizzative e tipologia di committenza, il Coordinamento interno è marginale in termini di ore dedicate. Prevalgono richieste orientate ad aspetti organizzativi e gestionali. Pertanto, il supporto all’équipe educativa si realizza attraverso monitoraggio periodico e gestione delle criticità, più che attraverso una dinamica strutturale e continuativa di Supervisione Pedagogica. La domanda di ricerca interroga in che misura il Coordinamento possa sostenere la riflessività dei percorsi professionali, individuali e di équipe, e contribuire all’evoluzione di questi servizi attraverso tempi e spazi dedicati alla scrittura riflessiva e alla documentazione educativa. È centrale la fotografia delle tre équipe coinvolte, in termini di assetto organizzativo e temi emergenti, da cui si articolano domande e obiettivi specifici per ciascun servizio. Il percorso si è svolto nell’anno educativo 2024-2025 in tre fasi: tra settembre e ottobre 2024 la fase di avvio e definizione del quadro concettuale; da ottobre 2024 a giugno 2025 la fase di osservazione e sperimentazione sul campo; tra settembre e dicembre 2025 la fase di analisi dei dati e rilancio progettuale. La ricerca adotta una prospettiva esperienziale e riflessiva, con approccio induttivo. A partire dall’osservazione dei contesti e dall’ascolto delle professioniste coinvolte sono stati sperimentati strumenti narrativi per sostenere la riflessività su tre livelli: il percorso professionale della singola Educatrice, la crescita della dimensione di équipe e lo sviluppo di progettualità con famiglie e rete.I riferimenti teorici trovano spazio nei primi due capitoli. Il primo capitolo approfondisce il paradigma della comunità di pratica come cornice di senso per il lavoro educativo. L’équipe è intesa come luogo in cui l’impegno personale si intreccia con la responsabilità collettiva di prendersi cura del gruppo e del servizio. Centrale è il ruolo del Coordinamento, inteso non solo come funzione organizzativa, ma come dispositivo che sostiene la coesione, la circolarità delle informazioni e la qualità delle relazioni interne. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi di Coordinamento e Supervisione Pedagogica, approfondendone funzioni, caratteristiche e potenzialità formative. Il tempo dedicato alla Supervisione rende stabile il movimento di decentramento avviato nel Coordinamento. Nel terzo capitolo vengono sviluppati il piano di ricerca e il lavoro svolto nei servizi. In questo quadro emerge la responsabilità degli Enti gestori nel garantire, oltre al raggiungimento degli esiti previsti da un Capitolato di Gara, le condizioni che permettano all’équipe di maturare posture professionali e pratiche riflessive. È necessario sollecitare la committenza pubblica e privata a documentare i passaggi evolutivi che rischiano di rimanere invisibili, per condividere le azioni da custodire e migliorare la qualità del servizio. Il valore della documentazione educativa attraversa l’intero lavoro quale strumento di riflessività, apprendimento e sviluppo dell’identità professionale.

Avere cura dell'équipe educativa: Coordinamento e Supervisione Pedagogica come dispositivi di riflessività.

ZANTEDESCHI, FEDERICA
2025/2026

Abstract

La presente tesi nasce dalla motivazione di tenere aperte domande di ricerca sul tema del sostegno ai percorsi professionali di chi opera nei servizi socio-educativi. Nonostante il riconoscimento dei ruoli di Educatore e Coordinatore sancito dalla legge 205/2017 e dalla legge 55/2024, permangono contesti in cui è necessaria una riflessione condivisa per far emergere risorse generative non ancora pienamente espresse. Lo studio prende avvio dall’esperienza professionale della scrivente, che dal 2011 opera presso la Cooperativa Sociale L’Albero. L’ente del Terzo Settore gestisce da oltre trent’anni servizi socio-educativi per minori e famiglie nel territorio di Verona e provincia, con attenzione alla qualità degli interventi e alla costruzione di reti territoriali e istituzionali. Il contesto di ricerca riguarda servizi in cui, per caratteristiche organizzative e tipologia di committenza, il Coordinamento interno è marginale in termini di ore dedicate. Prevalgono richieste orientate ad aspetti organizzativi e gestionali. Pertanto, il supporto all’équipe educativa si realizza attraverso monitoraggio periodico e gestione delle criticità, più che attraverso una dinamica strutturale e continuativa di Supervisione Pedagogica. La domanda di ricerca interroga in che misura il Coordinamento possa sostenere la riflessività dei percorsi professionali, individuali e di équipe, e contribuire all’evoluzione di questi servizi attraverso tempi e spazi dedicati alla scrittura riflessiva e alla documentazione educativa. È centrale la fotografia delle tre équipe coinvolte, in termini di assetto organizzativo e temi emergenti, da cui si articolano domande e obiettivi specifici per ciascun servizio. Il percorso si è svolto nell’anno educativo 2024-2025 in tre fasi: tra settembre e ottobre 2024 la fase di avvio e definizione del quadro concettuale; da ottobre 2024 a giugno 2025 la fase di osservazione e sperimentazione sul campo; tra settembre e dicembre 2025 la fase di analisi dei dati e rilancio progettuale. La ricerca adotta una prospettiva esperienziale e riflessiva, con approccio induttivo. A partire dall’osservazione dei contesti e dall’ascolto delle professioniste coinvolte sono stati sperimentati strumenti narrativi per sostenere la riflessività su tre livelli: il percorso professionale della singola Educatrice, la crescita della dimensione di équipe e lo sviluppo di progettualità con famiglie e rete.I riferimenti teorici trovano spazio nei primi due capitoli. Il primo capitolo approfondisce il paradigma della comunità di pratica come cornice di senso per il lavoro educativo. L’équipe è intesa come luogo in cui l’impegno personale si intreccia con la responsabilità collettiva di prendersi cura del gruppo e del servizio. Centrale è il ruolo del Coordinamento, inteso non solo come funzione organizzativa, ma come dispositivo che sostiene la coesione, la circolarità delle informazioni e la qualità delle relazioni interne. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi di Coordinamento e Supervisione Pedagogica, approfondendone funzioni, caratteristiche e potenzialità formative. Il tempo dedicato alla Supervisione rende stabile il movimento di decentramento avviato nel Coordinamento. Nel terzo capitolo vengono sviluppati il piano di ricerca e il lavoro svolto nei servizi. In questo quadro emerge la responsabilità degli Enti gestori nel garantire, oltre al raggiungimento degli esiti previsti da un Capitolato di Gara, le condizioni che permettano all’équipe di maturare posture professionali e pratiche riflessive. È necessario sollecitare la committenza pubblica e privata a documentare i passaggi evolutivi che rischiano di rimanere invisibili, per condividere le azioni da custodire e migliorare la qualità del servizio. Il valore della documentazione educativa attraversa l’intero lavoro quale strumento di riflessività, apprendimento e sviluppo dell’identità professionale.
2025
Coordinamento
Supervisione
équipe educativa
riflessività
narrazione
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