Introduzione: La leucemia infantile rappresenta in età pediatrica il tumore più frequente. Mentre i sensibili progressi nella terapia hanno determinato una forte riduzione della mortalità, ancora poco è emerso in merito all’eziologia di questa patologia. Le evidenze maggiori riguardano il ruolo di alcuni fattori genetici (es. sindrome di Down) e di fattori ambientali quali le radiazioni ionizzanti, mentre più incerto rimane il ruolo della dieta (della madre e del bambino), dei campi magnetici, dell’inquinamento atmosferico e dello stile di vita. Tra i fattori ambientali, l’esposizione a inquinanti da traffico come benzene e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ha evidenziato un’associazione positiva col rischio della patologia, tuttavia sono ancora limitati gli studi sulla valutazione dei livelli di esposizione. L’obiettivo di questa indagine è stato quello di valutare l’associazione tra marcatori di esposizione al traffico motorizzato e il rischio di leucemia infantile in alcune aree del nostro Paese. Metodi: Tramite uno studio multicentrico caso-controllo, abbiamo reclutato tra il 2020 e il 2023 i casi di nuova diagnosi di leucemia infantile in tre ospedali italiani (Modena, Catania e Padova) e controlli ospedalieri tra bambini afferenti agli stessi centri. Abbiamo misurato i metaboliti urinari di benzene, 1,3-butadiene, acrilammide e IPA (fluorene, naftalene, fenantrene e pirene) di tali bambini, utilizzando cromatografia liquida – spettrometria di massa tandem. Abbiamo calcolato gli odds ratio (OR) di leucemia e i loro intervalli di confidenza al 95% (IC 95%) tramite regressione logistica non condizionata, aggiustando per età, sesso e cotinina urinaria. Abbiamo anche valutato possibili relazioni non lineari tramite la modellistica di regressione denominata restricted cubic splines. Risultati: Abbiamo complessivamente reclutato 81 bambini affetti da leucemia acuta e 82 controlli. I casi hanno evidenziato concentrazioni di metaboliti più elevate rispetto ai controlli. Confrontando il terzile più elevato di esposizione con quello più basso, abbiamo evidenziato un’associazione positiva con la patologia per il metabolita benzenico acido S-fenilmercapturico (OR=2,3; IC 95% 1,0-5,2). L’associazione è invece risultata assente per i metaboliti di 1,3-butadiene e acrilammide nel complesso della popolazione esaminata, anche se è emersa qualche indicazione di eccesso di rischio nei bambini di età inferiore a 5 anni per l’acrilammide. Nelle analisi non lineari, abbiamo osservato una forte relazione positiva dose-risposta col rischio di leucemia infantile per i metaboliti di naftalene, fluorene, pirene, e più debolmente per i metaboliti del fenantrene. I risultati sono stati sostanzialmente confermati dopo aggiustamento per i vari metaboliti nonché dopo esclusione dei soggetti residenti in prossimità di siti fortemente contaminati sul piano ambientale, i cosiddetti siti di interesse nazionale. Conclusioni: Nel complesso, questi risultati indicano come l’esposizione a benzene e ad alcuni IPA, in particolare naftalene, fluorene, fenantrene e pirene, emessi dal traffico autoveicolare, sia associata a un aumento del rischio di leucemia infantile e ne rappresenti un probabile fattore di rischio, confermando le evidenze fornite da alcuni studi epidemiologici basati su stime modellistiche ed analisi ambientali dei livelli espositivi.
FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI DELLA LEUCEMIA INFANTILE: UNO STUDIO MULTICENTRICO CASO-CONTROLLO
DE CANALE, MARIACHIARA
2025/2026
Abstract
Introduzione: La leucemia infantile rappresenta in età pediatrica il tumore più frequente. Mentre i sensibili progressi nella terapia hanno determinato una forte riduzione della mortalità, ancora poco è emerso in merito all’eziologia di questa patologia. Le evidenze maggiori riguardano il ruolo di alcuni fattori genetici (es. sindrome di Down) e di fattori ambientali quali le radiazioni ionizzanti, mentre più incerto rimane il ruolo della dieta (della madre e del bambino), dei campi magnetici, dell’inquinamento atmosferico e dello stile di vita. Tra i fattori ambientali, l’esposizione a inquinanti da traffico come benzene e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ha evidenziato un’associazione positiva col rischio della patologia, tuttavia sono ancora limitati gli studi sulla valutazione dei livelli di esposizione. L’obiettivo di questa indagine è stato quello di valutare l’associazione tra marcatori di esposizione al traffico motorizzato e il rischio di leucemia infantile in alcune aree del nostro Paese. Metodi: Tramite uno studio multicentrico caso-controllo, abbiamo reclutato tra il 2020 e il 2023 i casi di nuova diagnosi di leucemia infantile in tre ospedali italiani (Modena, Catania e Padova) e controlli ospedalieri tra bambini afferenti agli stessi centri. Abbiamo misurato i metaboliti urinari di benzene, 1,3-butadiene, acrilammide e IPA (fluorene, naftalene, fenantrene e pirene) di tali bambini, utilizzando cromatografia liquida – spettrometria di massa tandem. Abbiamo calcolato gli odds ratio (OR) di leucemia e i loro intervalli di confidenza al 95% (IC 95%) tramite regressione logistica non condizionata, aggiustando per età, sesso e cotinina urinaria. Abbiamo anche valutato possibili relazioni non lineari tramite la modellistica di regressione denominata restricted cubic splines. Risultati: Abbiamo complessivamente reclutato 81 bambini affetti da leucemia acuta e 82 controlli. I casi hanno evidenziato concentrazioni di metaboliti più elevate rispetto ai controlli. Confrontando il terzile più elevato di esposizione con quello più basso, abbiamo evidenziato un’associazione positiva con la patologia per il metabolita benzenico acido S-fenilmercapturico (OR=2,3; IC 95% 1,0-5,2). L’associazione è invece risultata assente per i metaboliti di 1,3-butadiene e acrilammide nel complesso della popolazione esaminata, anche se è emersa qualche indicazione di eccesso di rischio nei bambini di età inferiore a 5 anni per l’acrilammide. Nelle analisi non lineari, abbiamo osservato una forte relazione positiva dose-risposta col rischio di leucemia infantile per i metaboliti di naftalene, fluorene, pirene, e più debolmente per i metaboliti del fenantrene. I risultati sono stati sostanzialmente confermati dopo aggiustamento per i vari metaboliti nonché dopo esclusione dei soggetti residenti in prossimità di siti fortemente contaminati sul piano ambientale, i cosiddetti siti di interesse nazionale. Conclusioni: Nel complesso, questi risultati indicano come l’esposizione a benzene e ad alcuni IPA, in particolare naftalene, fluorene, fenantrene e pirene, emessi dal traffico autoveicolare, sia associata a un aumento del rischio di leucemia infantile e ne rappresenti un probabile fattore di rischio, confermando le evidenze fornite da alcuni studi epidemiologici basati su stime modellistiche ed analisi ambientali dei livelli espositivi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
De Canale.Mariachiara.pdf
Accesso riservato
Dimensione
4.31 MB
Formato
Adobe PDF
|
4.31 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/8084