INTRODUZIONE: La fragilità rappresenta una sindrome geriatrica complessa e multidimensionale, caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e da una maggiore vulnerabilità agli eventi avversi. Nel paziente anziano con patologia cardiovascolare, la sua identificazione assume particolare rilevanza per la complessità clinico-assistenziale e per le possibili ripercussioni sull’autonomia e sulla prognosi. Lo scopo dello studio è stato valutare la fragilità nei pazienti afferenti all’Ambulatorio di Cardiogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara di Modena attraverso una valutazione complessiva, integrando i dati clinici raccolti durante la visita con i risultati delle prove di performance, utilizzate per indagare oggettivamente la componente funzionale. MATERIALI E METODI: Sono stati studiati 309 pazienti, 151 uomini e 158 donne, con età media di 77,71 anni, presi in carico tra il 2024 e il 2026. La popolazione è stata suddivisa in pazienti fragili e fit sulla base della valutazione fisico-funzionale. Sono state analizzate caratteristiche generali, dati anamnestici e comorbidità, parametri clinici e cardiovascolari, terapia farmacologica, parametri elettrocardiografici, pressione arteriosa e prove di performance: Chair Standing, Timed Up and Go, Standing Balance e Handgrip Test. I gruppi sono stati confrontati mediante analisi univariata e multivariata. RISULTATI: All’analisi univariata, i pazienti fragili risultano più anziani (età media 80,92 anni vs 75,61 anni, p<0,001), con maggiore rappresentazione del sesso femminile (59.0% vs 46,0%, p=0,025) e maggiore prevalenza di demenza (14,8% vs 1,1%, p<0,001), depressione (17,2% vs 2,7%, p<0,001), diabete mellito tipo 2 (28,7% vs 16,6%, p=0,011), BPCO (13,9% vs 4,3%, p=0,002) insufficienza renale (16,5% vs 8,6%, p=0,033) e osteoporosi (16,5% vs 7,5%, p=0,014). Presentano inoltre più frequentemente segni e sintomi di compromissione cardiovascolare o respiratoria e scompenso cardiaco (12,3% vs 3,2%, p=0,002), maggiore polifarmacoterapia (media 7 vs 5, p<0,001) e più frequente ricorso al deprescribing (60% vs 32,7%, p=0,010). L’ipotensione ortostatica presenta una maggiore prevalenza nei pazienti fragili rispetto ai fit (30,5% vs 13,4%, p<0,001). L’analisi multivariata mostra un’associazione indipendente tra fragilità e ipotensione ortostatica (OR 2,19; IC 95% 1,14-4,22; P=0,019) suggerendo una maggiore suscettibilità dei pazienti fragili a tale condizione. Età, sesso femminile, demenza, depressione, diabete mellito tipo 2, BPCO, scompenso cardiaco, risultano inoltre indipendentemente associati alla fragilità. CONCLUSIONI: Lo studio sottolinea l’importanza di una valutazione globale e integrata del paziente cardiogeriatrico. La combinazione degli aspetti clinici con le performance fisico-funzionali può contribuire all’identificazione dei pazienti più vulnerabili e favorire una presa in carico calibrata sulle specifiche esigenze del singolo paziente.

LA VALUTAZIONE DELLA FRAGILITA’ NELL’AMBULATORIO DI CARDIOGERIATRIA

EPAMINONDA, CARLOTTA
2025/2026

Abstract

INTRODUZIONE: La fragilità rappresenta una sindrome geriatrica complessa e multidimensionale, caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e da una maggiore vulnerabilità agli eventi avversi. Nel paziente anziano con patologia cardiovascolare, la sua identificazione assume particolare rilevanza per la complessità clinico-assistenziale e per le possibili ripercussioni sull’autonomia e sulla prognosi. Lo scopo dello studio è stato valutare la fragilità nei pazienti afferenti all’Ambulatorio di Cardiogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara di Modena attraverso una valutazione complessiva, integrando i dati clinici raccolti durante la visita con i risultati delle prove di performance, utilizzate per indagare oggettivamente la componente funzionale. MATERIALI E METODI: Sono stati studiati 309 pazienti, 151 uomini e 158 donne, con età media di 77,71 anni, presi in carico tra il 2024 e il 2026. La popolazione è stata suddivisa in pazienti fragili e fit sulla base della valutazione fisico-funzionale. Sono state analizzate caratteristiche generali, dati anamnestici e comorbidità, parametri clinici e cardiovascolari, terapia farmacologica, parametri elettrocardiografici, pressione arteriosa e prove di performance: Chair Standing, Timed Up and Go, Standing Balance e Handgrip Test. I gruppi sono stati confrontati mediante analisi univariata e multivariata. RISULTATI: All’analisi univariata, i pazienti fragili risultano più anziani (età media 80,92 anni vs 75,61 anni, p<0,001), con maggiore rappresentazione del sesso femminile (59.0% vs 46,0%, p=0,025) e maggiore prevalenza di demenza (14,8% vs 1,1%, p<0,001), depressione (17,2% vs 2,7%, p<0,001), diabete mellito tipo 2 (28,7% vs 16,6%, p=0,011), BPCO (13,9% vs 4,3%, p=0,002) insufficienza renale (16,5% vs 8,6%, p=0,033) e osteoporosi (16,5% vs 7,5%, p=0,014). Presentano inoltre più frequentemente segni e sintomi di compromissione cardiovascolare o respiratoria e scompenso cardiaco (12,3% vs 3,2%, p=0,002), maggiore polifarmacoterapia (media 7 vs 5, p<0,001) e più frequente ricorso al deprescribing (60% vs 32,7%, p=0,010). L’ipotensione ortostatica presenta una maggiore prevalenza nei pazienti fragili rispetto ai fit (30,5% vs 13,4%, p<0,001). L’analisi multivariata mostra un’associazione indipendente tra fragilità e ipotensione ortostatica (OR 2,19; IC 95% 1,14-4,22; P=0,019) suggerendo una maggiore suscettibilità dei pazienti fragili a tale condizione. Età, sesso femminile, demenza, depressione, diabete mellito tipo 2, BPCO, scompenso cardiaco, risultano inoltre indipendentemente associati alla fragilità. CONCLUSIONI: Lo studio sottolinea l’importanza di una valutazione globale e integrata del paziente cardiogeriatrico. La combinazione degli aspetti clinici con le performance fisico-funzionali può contribuire all’identificazione dei pazienti più vulnerabili e favorire una presa in carico calibrata sulle specifiche esigenze del singolo paziente.
2025
Fragilità
Invecchiamento
Performance
Multimorbilità
Cardiogeriatria
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/8086