Le micromalformazioni artero-venose cerebrali rappresentano un’entità patologica insidiosa nel panorama delle anomalie vascolari a causa dell’elevato rischio di sanguinamento. La loro principale criticità risiede proprio nell’elevata difficoltà di identificazione, poiché la presentazione clinica d’esordio coincide tipicamente con un’emorragia intracerebrale. Tale condizione rende complessa la visualizzazione della lesione anche mediante l’imaging avanzato; la latenza temporale, di conseguenza, ritarda la diagnosi eziologica, con ripercussioni sulla pianificazione di un trattamento mirato. Il presente studio si pone l’obiettivo di comprendere se vi è la possibilità di migliorare l’attuale percorso diagnostico-terapeutico attraverso l’analisi retrospettiva di una casistica di pazienti, afferiti con ICH da micro-MAV, presso l’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale Civile di Baggiovara. Nel corso dell’indagine sono state prese in esame la condizioni cliniche, l’anamnesi e i reperti di neuroimaging d'urgenza, quali TC, angio-TC. Sono stati altresì valutati i tempi intercorsi tra l’imaging avanzato, la diagnosi definitiva e il trattamento. La valutazione clinica approfondita associata a pattern di sanguinamento può rappresentare una base per indirizzare l’ipotesi diagnostica verso una micro-MAV prima della conferma angiografica. In questo modo si potrebbe perfezionare la stratificazione del paziente da inviare a imaging di secondo livello permettendo di personalizzare il trattamento neurochirurgico o neuroradiologico interventistico. Le micro-MAV cerebrali rimangono tutt’ora una sfida diagnostica; tuttavia, l’attenzione sempre maggiore che si sta dedicando a questa entità vascolare consentirà, verosimilmente, di migliorare e ampliare gli attuali percorsi di cura, con una conseguente ottimizzazione della prognosi.
Diagnosi e gestione chirurgica delle micromalformazioni artero-venose nel contesto epidemiologico delle emorragie cerebrali: studio di casistica monocentrica
MAURICHI, DAVIDE
2025/2026
Abstract
Le micromalformazioni artero-venose cerebrali rappresentano un’entità patologica insidiosa nel panorama delle anomalie vascolari a causa dell’elevato rischio di sanguinamento. La loro principale criticità risiede proprio nell’elevata difficoltà di identificazione, poiché la presentazione clinica d’esordio coincide tipicamente con un’emorragia intracerebrale. Tale condizione rende complessa la visualizzazione della lesione anche mediante l’imaging avanzato; la latenza temporale, di conseguenza, ritarda la diagnosi eziologica, con ripercussioni sulla pianificazione di un trattamento mirato. Il presente studio si pone l’obiettivo di comprendere se vi è la possibilità di migliorare l’attuale percorso diagnostico-terapeutico attraverso l’analisi retrospettiva di una casistica di pazienti, afferiti con ICH da micro-MAV, presso l’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale Civile di Baggiovara. Nel corso dell’indagine sono state prese in esame la condizioni cliniche, l’anamnesi e i reperti di neuroimaging d'urgenza, quali TC, angio-TC. Sono stati altresì valutati i tempi intercorsi tra l’imaging avanzato, la diagnosi definitiva e il trattamento. La valutazione clinica approfondita associata a pattern di sanguinamento può rappresentare una base per indirizzare l’ipotesi diagnostica verso una micro-MAV prima della conferma angiografica. In questo modo si potrebbe perfezionare la stratificazione del paziente da inviare a imaging di secondo livello permettendo di personalizzare il trattamento neurochirurgico o neuroradiologico interventistico. Le micro-MAV cerebrali rimangono tutt’ora una sfida diagnostica; tuttavia, l’attenzione sempre maggiore che si sta dedicando a questa entità vascolare consentirà, verosimilmente, di migliorare e ampliare gli attuali percorsi di cura, con una conseguente ottimizzazione della prognosi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/8089