Il virus Chikungunya (CHIKV) è un Arbovirus a RNA a singolo filamento positivo appartenente al genere Alphavirus della famiglia Togaviridae. L’infezione nell’uomo da CHIKV presenta un ampio spettro clinico, da un quadro pressoché asintomatico a una malattia grave, potenzialmente letale. I casi sintomatici si manifestano tipicamente con febbre alta ad esordio acuto, eruzione maculo-papulare non pruriginosa e poliartralgia anche grave. In alcuni pazienti, l’artralgia può persistere per mesi e persino anni. Il virus viene trasmesso all’uomo attraverso le punture di zanzare Aedes spp. infette. In Europa, l’Aedes albopictus è presente nei paesi dell’Europa meridionale e centrale, risultandone la specie vettrice più rilevante. La maggior parte dei casi di CHIKV diagnosticati in Europa è di importazione da aree endemiche, ma i cambiamenti climatici con aumento della temperatura e maggiore circolazione del vettore hanno portato a registrare negli anni passati limitati focolai di infezione autoctona, nel 2007 a Ravenna e nel 2017 nelle regioni Lazio e Calabria. Tra il 10 agosto e il 31 ottobre 2025, la provincia di Modena è stata invece interessata da un esteso focolaio autoctono di infezione sintomatica da virus Chikungunya, che ha coinvolto otto comuni per un totale di 343 casi notificati (306 confermati e 37 considerati probabili), la maggior parte nell’area del comune di Carpi (86%). La diagnosi della patologia è stata effettuata mediante la rilevazione dell’RNA virale in campioni ematici e urinari e attraverso la ricerca degli anticorpi IgM specifici. L’età mediana dei pazienti è risultata 61,2 anni, la maggior parte (70%) con età superiore ai 50 anni e simile distribuzione nei due sessi. Le manifestazioni cliniche più frequenti sono risultate essere l’artralgia (n = 326, 95%) e la febbre (n = 317, 92,4%), seguiti da astenia (n=251, 73,2%) e rash cutaneo (n = 219, 63,8%), senza il verificarsi di alcun decesso. La trasmissione locale tramite vettore è stata confermata dal riscontro dell’RNA di Chikungunya nel 14,8% (39/263) dei pool di zanzare Aedes albopictus analizzati. Il sequenziamento dell’intero genoma, eseguito su 11 campioni umani e due pool di vettori, ha permesso di identificare un ceppo virale appartenente alla linea ECSA (East/Central/South African) 2, strettamente correlato ai ceppi circolanti nell’isola di La Réunion, dipartimento francese nell’Oceano Indiano, nel biennio 2024-2025. La gestione dell’evento ha comportato un tempestivo intervento di sanità pubblica articolato su tre direzioni principali: rapide misure di controllo dei vettori, potenziamento della sorveglianza epidemiologica e coordinamento integrato tra autorità sanitarie, clinici, laboratorio ed entomologi. Rappresentando una delle più ampie epidemie autoctone di Chikungunya mai documentate in una regione temperata europea, il verificarsi di questo evento e la risposta di sanità pubblica messa in atto hanno evidenziato l’importanza cruciale di una risposta multidisciplinare integrata alla minaccia crescente delle arbovirosi nelle aree non endemiche quali il nostro Paese.
EPIDEMIOLOGIA DI UN’EPIDEMIA AUTOCTONA DI VIRUS CHIKUNGUNYA (CHIKV) NELLA PROVINCIA DI MODENA, ESTATE 2025
MONTANARI, MATTEO
2025/2026
Abstract
Il virus Chikungunya (CHIKV) è un Arbovirus a RNA a singolo filamento positivo appartenente al genere Alphavirus della famiglia Togaviridae. L’infezione nell’uomo da CHIKV presenta un ampio spettro clinico, da un quadro pressoché asintomatico a una malattia grave, potenzialmente letale. I casi sintomatici si manifestano tipicamente con febbre alta ad esordio acuto, eruzione maculo-papulare non pruriginosa e poliartralgia anche grave. In alcuni pazienti, l’artralgia può persistere per mesi e persino anni. Il virus viene trasmesso all’uomo attraverso le punture di zanzare Aedes spp. infette. In Europa, l’Aedes albopictus è presente nei paesi dell’Europa meridionale e centrale, risultandone la specie vettrice più rilevante. La maggior parte dei casi di CHIKV diagnosticati in Europa è di importazione da aree endemiche, ma i cambiamenti climatici con aumento della temperatura e maggiore circolazione del vettore hanno portato a registrare negli anni passati limitati focolai di infezione autoctona, nel 2007 a Ravenna e nel 2017 nelle regioni Lazio e Calabria. Tra il 10 agosto e il 31 ottobre 2025, la provincia di Modena è stata invece interessata da un esteso focolaio autoctono di infezione sintomatica da virus Chikungunya, che ha coinvolto otto comuni per un totale di 343 casi notificati (306 confermati e 37 considerati probabili), la maggior parte nell’area del comune di Carpi (86%). La diagnosi della patologia è stata effettuata mediante la rilevazione dell’RNA virale in campioni ematici e urinari e attraverso la ricerca degli anticorpi IgM specifici. L’età mediana dei pazienti è risultata 61,2 anni, la maggior parte (70%) con età superiore ai 50 anni e simile distribuzione nei due sessi. Le manifestazioni cliniche più frequenti sono risultate essere l’artralgia (n = 326, 95%) e la febbre (n = 317, 92,4%), seguiti da astenia (n=251, 73,2%) e rash cutaneo (n = 219, 63,8%), senza il verificarsi di alcun decesso. La trasmissione locale tramite vettore è stata confermata dal riscontro dell’RNA di Chikungunya nel 14,8% (39/263) dei pool di zanzare Aedes albopictus analizzati. Il sequenziamento dell’intero genoma, eseguito su 11 campioni umani e due pool di vettori, ha permesso di identificare un ceppo virale appartenente alla linea ECSA (East/Central/South African) 2, strettamente correlato ai ceppi circolanti nell’isola di La Réunion, dipartimento francese nell’Oceano Indiano, nel biennio 2024-2025. La gestione dell’evento ha comportato un tempestivo intervento di sanità pubblica articolato su tre direzioni principali: rapide misure di controllo dei vettori, potenziamento della sorveglianza epidemiologica e coordinamento integrato tra autorità sanitarie, clinici, laboratorio ed entomologi. Rappresentando una delle più ampie epidemie autoctone di Chikungunya mai documentate in una regione temperata europea, il verificarsi di questo evento e la risposta di sanità pubblica messa in atto hanno evidenziato l’importanza cruciale di una risposta multidisciplinare integrata alla minaccia crescente delle arbovirosi nelle aree non endemiche quali il nostro Paese.| File | Dimensione | Formato | |
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