Introduzione: L’individuazione e la gestione dei pazienti anziani fragili sono concetti fondamentali nel trattamento delle fratture di femore prossimale in geriatria. Una buona integrazione di queste nozioni nel Modello Ortogeriatrico contribuisce al miglioramento della qualità di vita e degli Outcome dei pazienti anziani. Obiettivi: In questo studio sono stati individuati e valutati i principali Outcome post-operatori dei pazienti anziani trattati per frattura di femore prossimale, stratificando i pazienti in base al loro stato di fragilità, il quale è stato rappresentato utilizzando la Clinical Frailty Scale (CFS) e comprendendo gli altri parametri utilizzati nella Valutazione Multidimensionale Geriatrica (VMD). Materiali e Metodi: I pazienti sono stati arruolati presso il reparto di Geriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara nel periodo Aprile 2026–Luglio 2026 (N=576; Uomini: 146 (25,3%); Donne: 430 (74,7%)). Per la valutazione degli Outcome post-operatori i pazienti sono stati suddivisi in quattro categorie sulla base del valore individuato di CFS, in particolare le categorie prese in considerazione sono: pazienti “Fit” (CFS <= 3); pazienti “Pre-Fragili” (CFS = 4); pazienti “Fragili” (CFS = 5 o 6); pazienti “Estremamente Fragili” (CFS >= 7). Per ognuna di queste categorie sono stati valutati degli Outcome Ospedalieri Precoci. Inoltre, sono stati presi in considerazione il Tempo all’Inizio della Fisioterapia e il Tempo alla Prima Verticalizzazione. In ultimo sono stati valutati la Mortalità al Follow-up, Il Recupero Funzionale a sei mesi e i valori di ADL e IADL a sei mesi. Risultati: Il primo risultato osservato è che all’aumentare dell’indice di fragilità anche l’età media dei pazienti aumenta, in particolare nel gruppo di pazienti “Fit” (CFS 1-3; età: 80,4 ± 7,0) rispetto alle altre categorie di pazienti (CFS 7-9; età: 86,6 ± 7,1). I parametri valutati nella VMD peggiorano progressivamente all’aumentare del valore di CFS e anche la prevalenza di Demenza subisce un netto aumento (CFS 1-3, 7/113 (6,2%); CFS 7-9, 75/104 (72,1%)). Per quanto riguarda gli Outcome Ospedalieri Precoci, il risultato principale vede l’incidenza di Delirium aumentare nettamente con la fragilità (CFS 1-3, 12/130 (9,2%); CFS 7-9, 64/107 (59,8%); p Holm = 0,014); aggiustando l’analisi per Età, Sesso, Comorbidità e Demenza, ogni punto aggiuntivo di CFS risulta essere associato ad un OR per Delirium maggiore del 37%. Anche il numero di Trasfusioni è associato all’aumento di valore di CFS (CFS 1-3, 75/122(61,5%); CFS 7-9, 85/102 (83,3%); OR per +1 CFS = 1,19 (1,06-1,33); p Holm = 0,012). Il Tempo alla Prima Verticalizzazione risulta aumentare progressivamente all’aumentare del valore di CFS (CFS 1-3, 2,58 ± 1,31; CFS 7-9, 3,07 ± 1,64; p Holm = 0,028). Se valutiamo la mortalità, il dato maggiore è l’aumento della Mortalità a Sei Mesi nei gruppi di pazienti “Fragili” ed “Estremamente Fragili”, nonostante il comunque basso numero di eventi (CFS 1-3, 0/60 (0,0%); CFS 5–6 e CFS 7-9, 15/117(26,3%); OR grezzo per +1 CFS = 1,83 (1,25-2,69); p Holm = 0,008). Per quanto riguarda il Recupero Funzionale a sei mesi, si nota una significativa riduzione del valore di ADL a 6 mesi all’aumentare della fragilità (-0,27 per +1 CFS; p = 0,029). Conclusioni: La fragilità ha un impatto importante sulla qualità di vita dei pazienti anziani con frattura di femore prossimale, sia per quanto riguarda l’incidenza delle complicanze ospedaliere come il Delirium, sia per quanto riguarda la qualità e le tempistiche della Fisioterapia e del Recupero della funzionalità. È quindi molto importante tenere in considerazione come obiettivo sanitario l’attuare strategie di prevenzione della fragilità nella popolazione anziana e migliorare il più possibile le condizioni dei pazienti che già mostrano caratteristiche di fragilità.
RUOLO DELLA FRAGILITA’ NEGLI OUTCOME POST-OPERATORI DELL’ANZIANO CON FRATTURA DI FEMORE
PETRELLI, PAOLO
2025/2026
Abstract
Introduzione: L’individuazione e la gestione dei pazienti anziani fragili sono concetti fondamentali nel trattamento delle fratture di femore prossimale in geriatria. Una buona integrazione di queste nozioni nel Modello Ortogeriatrico contribuisce al miglioramento della qualità di vita e degli Outcome dei pazienti anziani. Obiettivi: In questo studio sono stati individuati e valutati i principali Outcome post-operatori dei pazienti anziani trattati per frattura di femore prossimale, stratificando i pazienti in base al loro stato di fragilità, il quale è stato rappresentato utilizzando la Clinical Frailty Scale (CFS) e comprendendo gli altri parametri utilizzati nella Valutazione Multidimensionale Geriatrica (VMD). Materiali e Metodi: I pazienti sono stati arruolati presso il reparto di Geriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara nel periodo Aprile 2026–Luglio 2026 (N=576; Uomini: 146 (25,3%); Donne: 430 (74,7%)). Per la valutazione degli Outcome post-operatori i pazienti sono stati suddivisi in quattro categorie sulla base del valore individuato di CFS, in particolare le categorie prese in considerazione sono: pazienti “Fit” (CFS <= 3); pazienti “Pre-Fragili” (CFS = 4); pazienti “Fragili” (CFS = 5 o 6); pazienti “Estremamente Fragili” (CFS >= 7). Per ognuna di queste categorie sono stati valutati degli Outcome Ospedalieri Precoci. Inoltre, sono stati presi in considerazione il Tempo all’Inizio della Fisioterapia e il Tempo alla Prima Verticalizzazione. In ultimo sono stati valutati la Mortalità al Follow-up, Il Recupero Funzionale a sei mesi e i valori di ADL e IADL a sei mesi. Risultati: Il primo risultato osservato è che all’aumentare dell’indice di fragilità anche l’età media dei pazienti aumenta, in particolare nel gruppo di pazienti “Fit” (CFS 1-3; età: 80,4 ± 7,0) rispetto alle altre categorie di pazienti (CFS 7-9; età: 86,6 ± 7,1). I parametri valutati nella VMD peggiorano progressivamente all’aumentare del valore di CFS e anche la prevalenza di Demenza subisce un netto aumento (CFS 1-3, 7/113 (6,2%); CFS 7-9, 75/104 (72,1%)). Per quanto riguarda gli Outcome Ospedalieri Precoci, il risultato principale vede l’incidenza di Delirium aumentare nettamente con la fragilità (CFS 1-3, 12/130 (9,2%); CFS 7-9, 64/107 (59,8%); p Holm = 0,014); aggiustando l’analisi per Età, Sesso, Comorbidità e Demenza, ogni punto aggiuntivo di CFS risulta essere associato ad un OR per Delirium maggiore del 37%. Anche il numero di Trasfusioni è associato all’aumento di valore di CFS (CFS 1-3, 75/122(61,5%); CFS 7-9, 85/102 (83,3%); OR per +1 CFS = 1,19 (1,06-1,33); p Holm = 0,012). Il Tempo alla Prima Verticalizzazione risulta aumentare progressivamente all’aumentare del valore di CFS (CFS 1-3, 2,58 ± 1,31; CFS 7-9, 3,07 ± 1,64; p Holm = 0,028). Se valutiamo la mortalità, il dato maggiore è l’aumento della Mortalità a Sei Mesi nei gruppi di pazienti “Fragili” ed “Estremamente Fragili”, nonostante il comunque basso numero di eventi (CFS 1-3, 0/60 (0,0%); CFS 5–6 e CFS 7-9, 15/117(26,3%); OR grezzo per +1 CFS = 1,83 (1,25-2,69); p Holm = 0,008). Per quanto riguarda il Recupero Funzionale a sei mesi, si nota una significativa riduzione del valore di ADL a 6 mesi all’aumentare della fragilità (-0,27 per +1 CFS; p = 0,029). Conclusioni: La fragilità ha un impatto importante sulla qualità di vita dei pazienti anziani con frattura di femore prossimale, sia per quanto riguarda l’incidenza delle complicanze ospedaliere come il Delirium, sia per quanto riguarda la qualità e le tempistiche della Fisioterapia e del Recupero della funzionalità. È quindi molto importante tenere in considerazione come obiettivo sanitario l’attuare strategie di prevenzione della fragilità nella popolazione anziana e migliorare il più possibile le condizioni dei pazienti che già mostrano caratteristiche di fragilità.| File | Dimensione | Formato | |
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