Titolo: TRAIETTORIA DEL DOLORE POST-OPERATORIO NEL PAZIENTE ANZIANO CON FRATTURA DI FEMORE: RUOLO DEI BLOCCHI ANTALGICI PERIFERICI Introduzione: Il controllo del dolore post-operatorio nel paziente geriatrico con frattura di femore prossimale è un obiettivo determinante per limitare il consumo di oppioidi e le complicanze ad esso correlate. In una popolazione fragile, comprendere come il dolore evolva nei giorni successivi all'intervento, più che il suo valore in un singolo momento, risulta prioritario per valutare correttamente l'efficacia delle strategie antalgiche. Obiettivi: Lo studio si è proposto di analizzare il ruolo dei blocchi antalgici nervosi periferici (FNB block; PENG block; ESP block) sia sulla traiettoria del dolore post-operatorio sia sul consumo di oppioidi nelle prime tre giornate post-operatorie (POD1, POD2, POD3), ma anche sulla mobilizzazione precoce e sull'incidenza di delirium post-operatorio, confrontando pazienti sottoposti a blocco con un gruppo di controllo senza blocco. Materiali e Metodi: Sono stati arruolati prospetticamente 278 pazienti afferenti al reparto di Ortogeriatria dell'Ospedale Civile di Baggiovara (gennaio 2025 – giugno 2026; età 84,9 ± 7,6 anni; 71,6% donne), suddivisi in pazienti sottoposti a blocco nervoso periferico (n = 208: FNB 76, PENG 106, ESP 26) e pazienti senza blocco (n = 70). Dolore (NRS) e consumo di oppioidi (equivalenti di morfina, OME) sono stati valutati in POD1, POD2 e POD3. In aggiunta, sono stati registrati l'incidenza di delirium post-operatorio e il tempo alla prima verticalizzazione. La traiettoria del dolore è stata studiata con test di Friedman, modello lineare misto e confronto delle variazioni individuali (Mann-Whitney); quella dell'OME con modello GEE. Sono stati costruiti due modelli di regressione multivariabile per individuare i predittori indipendenti della variazione di NRS e OME tra POD1 e POD3. Risultati: Il confronto statico giorno per giorno non ha evidenziato variazioni significative tra i gruppi (POD3 al limite: p = 0,057), verosimilmente per un effetto pavimento legato al buon controllo basale del dolore. La traiettoria del dolore è risultata invece significativamente più favorevole nei pazienti con blocco (ΔNRS POD3-POD1: -0,74 vs +0,16; p = 0,014), confermata dall'interazione blocco×tempo (p = 0,037). Un andamento analogo ma meno robusto è emerso per il consumo di oppioidi. Nei modelli multivariabili, il blocco è risultato predittore indipendente sia della variazione del dolore (β = -1,36; p = 0,003) sia del consumo di oppioidi (β = -3,21; p = 0,012). Non sono emerse differenze significative né nel tempo di verticalizzazione né nell'incidenza di delirium post-operatorio. Conclusioni: I blocchi antalgici nervosi periferici si associano a una traiettoria del dolore post-operatorio più vantaggiosa e a una limitazione del consumo di oppioidi, anche in una popolazione con dolore basale già ben controllato, senza determinare svantaggi né sulla mobilizzazione precoce né sull'incidenza di delirium.
TRAIETTORIA DEL DOLORE POST-OPERATORIO NEL PAZIENTE ANZIANO CON FRATTURA DI FEMORE: RUOLO DEI BLOCCHI ANTALGICI PERIFERICI
SCARPA, ANGELICA
2025/2026
Abstract
Titolo: TRAIETTORIA DEL DOLORE POST-OPERATORIO NEL PAZIENTE ANZIANO CON FRATTURA DI FEMORE: RUOLO DEI BLOCCHI ANTALGICI PERIFERICI Introduzione: Il controllo del dolore post-operatorio nel paziente geriatrico con frattura di femore prossimale è un obiettivo determinante per limitare il consumo di oppioidi e le complicanze ad esso correlate. In una popolazione fragile, comprendere come il dolore evolva nei giorni successivi all'intervento, più che il suo valore in un singolo momento, risulta prioritario per valutare correttamente l'efficacia delle strategie antalgiche. Obiettivi: Lo studio si è proposto di analizzare il ruolo dei blocchi antalgici nervosi periferici (FNB block; PENG block; ESP block) sia sulla traiettoria del dolore post-operatorio sia sul consumo di oppioidi nelle prime tre giornate post-operatorie (POD1, POD2, POD3), ma anche sulla mobilizzazione precoce e sull'incidenza di delirium post-operatorio, confrontando pazienti sottoposti a blocco con un gruppo di controllo senza blocco. Materiali e Metodi: Sono stati arruolati prospetticamente 278 pazienti afferenti al reparto di Ortogeriatria dell'Ospedale Civile di Baggiovara (gennaio 2025 – giugno 2026; età 84,9 ± 7,6 anni; 71,6% donne), suddivisi in pazienti sottoposti a blocco nervoso periferico (n = 208: FNB 76, PENG 106, ESP 26) e pazienti senza blocco (n = 70). Dolore (NRS) e consumo di oppioidi (equivalenti di morfina, OME) sono stati valutati in POD1, POD2 e POD3. In aggiunta, sono stati registrati l'incidenza di delirium post-operatorio e il tempo alla prima verticalizzazione. La traiettoria del dolore è stata studiata con test di Friedman, modello lineare misto e confronto delle variazioni individuali (Mann-Whitney); quella dell'OME con modello GEE. Sono stati costruiti due modelli di regressione multivariabile per individuare i predittori indipendenti della variazione di NRS e OME tra POD1 e POD3. Risultati: Il confronto statico giorno per giorno non ha evidenziato variazioni significative tra i gruppi (POD3 al limite: p = 0,057), verosimilmente per un effetto pavimento legato al buon controllo basale del dolore. La traiettoria del dolore è risultata invece significativamente più favorevole nei pazienti con blocco (ΔNRS POD3-POD1: -0,74 vs +0,16; p = 0,014), confermata dall'interazione blocco×tempo (p = 0,037). Un andamento analogo ma meno robusto è emerso per il consumo di oppioidi. Nei modelli multivariabili, il blocco è risultato predittore indipendente sia della variazione del dolore (β = -1,36; p = 0,003) sia del consumo di oppioidi (β = -3,21; p = 0,012). Non sono emerse differenze significative né nel tempo di verticalizzazione né nell'incidenza di delirium post-operatorio. Conclusioni: I blocchi antalgici nervosi periferici si associano a una traiettoria del dolore post-operatorio più vantaggiosa e a una limitazione del consumo di oppioidi, anche in una popolazione con dolore basale già ben controllato, senza determinare svantaggi né sulla mobilizzazione precoce né sull'incidenza di delirium.| File | Dimensione | Formato | |
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