Il presente elaborato esamina il mutamento del quadro regolatorio nell’ordinamento europeo e nazionale in materia di sostenibilità, analizzando l'impatto della disciplina ESG (Environmental, Social, Governance) sul sistema delle piccole e medie imprese (PMI) italiane. L’obiettivo è verificare se tali disposizioni possano generare una compressione della libertà di iniziativa economica privata, storicamente garantita dall’Articolo 41 della Costituzione italiana e dall’Articolo 16 della Carta di Nizza. Nella prima parte, la tesi affronta l’evoluzione del diritto di libertà d’impresa, focalizzandosi sulla Riforma Costituzionale del 2022, la quale ha formalmente introdotto la tutela dell'ambiente e della salute come limiti intrinseci del mercato. Tale quadro di riferimento viene confrontato con la teoria della regolazione economica, evidenziando il passaggio dai rimedi ai fallimenti del mercato (market failures) ai rischi di fallimento dello Stato (government failures), dove l'iperregolamentazione rischia di distorcere le dinamiche concorrenziali. La seconda parte dell'indagine illustra le norme europee sulla sostenibilità, tra cui il Regolamento Tassonomia, il principio DNSH e le Direttive CSRD e CSDDD. L'analisi mette in luce il cosiddetto effetto "cascata" (trickle-down effect): sebbene l'Unione Europea escluda formalmente le PMI dagli adempimenti più pesanti, i meccanismi delle filiere commerciali e le regole EBA sul credito trasferiscono gli oneri di compliance burocratica dai grandi committenti alle imprese minori, creando un vincolo indiretto ma inevitabile. Si giunge poi al fulcro della ricerca, costituito da un’indagine empirica condotta direttamente sul campo attraverso la somministrazione di un questionario a un campione selezionato di aziende. Lo scopo è di verificare e misurare come le crescenti richieste di sostenibilità (criteri ESG) stiano impattando concretamente sulla gestione quotidiana, sui costi e sull’autonomia delle PMI italiane. In conclusione, l'elaborato adotta una prospettiva propositiva, esplorando gli strumenti di tutela giuridica idonei a riequilibrare il mercato. Nello specifico, si analizza l'utilità dello standard semplificato europeo VSME come strumento per arginare la proliferazione di questionari privati non standardizzati. Infine, si valuta il contributo delle politiche pubbliche di sostegno, quali i crediti d'imposta della Transizione 5.0 e i contratti di rete, identificando un percorso di riforma verso un’interpretazione economicamente sostenibile della transizione ecologica.

La regolazione dei mercati e la disciplina ESG: un'indagine sul campo nelle PMI italiane tra limiti alla libertà d’impresa e opportunità strategiche

MASCETTI, ARIANNA
2025/2026

Abstract

Il presente elaborato esamina il mutamento del quadro regolatorio nell’ordinamento europeo e nazionale in materia di sostenibilità, analizzando l'impatto della disciplina ESG (Environmental, Social, Governance) sul sistema delle piccole e medie imprese (PMI) italiane. L’obiettivo è verificare se tali disposizioni possano generare una compressione della libertà di iniziativa economica privata, storicamente garantita dall’Articolo 41 della Costituzione italiana e dall’Articolo 16 della Carta di Nizza. Nella prima parte, la tesi affronta l’evoluzione del diritto di libertà d’impresa, focalizzandosi sulla Riforma Costituzionale del 2022, la quale ha formalmente introdotto la tutela dell'ambiente e della salute come limiti intrinseci del mercato. Tale quadro di riferimento viene confrontato con la teoria della regolazione economica, evidenziando il passaggio dai rimedi ai fallimenti del mercato (market failures) ai rischi di fallimento dello Stato (government failures), dove l'iperregolamentazione rischia di distorcere le dinamiche concorrenziali. La seconda parte dell'indagine illustra le norme europee sulla sostenibilità, tra cui il Regolamento Tassonomia, il principio DNSH e le Direttive CSRD e CSDDD. L'analisi mette in luce il cosiddetto effetto "cascata" (trickle-down effect): sebbene l'Unione Europea escluda formalmente le PMI dagli adempimenti più pesanti, i meccanismi delle filiere commerciali e le regole EBA sul credito trasferiscono gli oneri di compliance burocratica dai grandi committenti alle imprese minori, creando un vincolo indiretto ma inevitabile. Si giunge poi al fulcro della ricerca, costituito da un’indagine empirica condotta direttamente sul campo attraverso la somministrazione di un questionario a un campione selezionato di aziende. Lo scopo è di verificare e misurare come le crescenti richieste di sostenibilità (criteri ESG) stiano impattando concretamente sulla gestione quotidiana, sui costi e sull’autonomia delle PMI italiane. In conclusione, l'elaborato adotta una prospettiva propositiva, esplorando gli strumenti di tutela giuridica idonei a riequilibrare il mercato. Nello specifico, si analizza l'utilità dello standard semplificato europeo VSME come strumento per arginare la proliferazione di questionari privati non standardizzati. Infine, si valuta il contributo delle politiche pubbliche di sostegno, quali i crediti d'imposta della Transizione 5.0 e i contratti di rete, identificando un percorso di riforma verso un’interpretazione economicamente sostenibile della transizione ecologica.
2025
PMI italiane
Criteri ESG
Libertà d'impresa
"Effetto cascata"
Compliance
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