La cultura rappresenta per l'Italia un patrimonio identitario di eccezionale ricchezza, ma anche una risorsa economica il cui potenziale resta in larga parte inespresso. Muovendo da questa constatazione, il presente lavoro si interroga su come il settore culturale italiano possa crescere sul piano economico, valorizzando in modo più efficace il patrimonio storico, artistico e culturale del Paese. La ricerca si apre con una ricostruzione dell'evoluzione del concetto di cultura, dalle origini antropologiche ottocentesche alle teorie contemporanee, per poi analizzare l'evoluzione storica e l'assetto giuridico della tutela in Italia, con particolare attenzione al fondamento costituzionale degli articoli 9 e 33 e al rapporto, spesso problematico, tra tutela e valorizzazione. Il quadro italiano viene quindi confrontato con due modelli internazionali scelti per ragioni opposte: la Francia, esempio di forte accentramento statale e gestione manageriale efficace dei grandi attrattori culturali, e il Giappone, portatore di un paradigma non occidentale in cui il patrimonio è concepito come pratica vivente affidata alla continuità delle comunità locali. Il confronto prosegue sul piano economico, analizzando il settore culturale e creativo come motore di crescita e i diversi modelli di governance degli attrattori culturali adottati nei tre paesi, con particolare attenzione agli strumenti operativi e alla loro effettiva capacità di generare valore. Sulla base di questa analisi comparata, il lavoro individua le criticità strutturali del sistema italiano e propone alcune linee di rafforzamento compatibili con l'ordinamento vigente, distinguendo tra strategie pensate per i grandi poli di eccellenza e strategie pensate per il patrimonio diffuso dei piccoli centri, spesso ricchi di storia e tradizioni ma esclusi dai flussi turistici principali. La tesi sostiene che una crescita economica sostenibile del settore culturale italiano richieda non un modello unico importato dall'estero, ma una governance differenziata, capace di coniugare l'efficienza gestionale dei grandi attrattori con la valorizzazione di comunità e territori minori.
Cultura come risorsa economica. Tutela, valorizzazione e modelli di governance a confronto tra Italia, Francia e Giappone.
ZANCA, VALENTINA
2025/2026
Abstract
La cultura rappresenta per l'Italia un patrimonio identitario di eccezionale ricchezza, ma anche una risorsa economica il cui potenziale resta in larga parte inespresso. Muovendo da questa constatazione, il presente lavoro si interroga su come il settore culturale italiano possa crescere sul piano economico, valorizzando in modo più efficace il patrimonio storico, artistico e culturale del Paese. La ricerca si apre con una ricostruzione dell'evoluzione del concetto di cultura, dalle origini antropologiche ottocentesche alle teorie contemporanee, per poi analizzare l'evoluzione storica e l'assetto giuridico della tutela in Italia, con particolare attenzione al fondamento costituzionale degli articoli 9 e 33 e al rapporto, spesso problematico, tra tutela e valorizzazione. Il quadro italiano viene quindi confrontato con due modelli internazionali scelti per ragioni opposte: la Francia, esempio di forte accentramento statale e gestione manageriale efficace dei grandi attrattori culturali, e il Giappone, portatore di un paradigma non occidentale in cui il patrimonio è concepito come pratica vivente affidata alla continuità delle comunità locali. Il confronto prosegue sul piano economico, analizzando il settore culturale e creativo come motore di crescita e i diversi modelli di governance degli attrattori culturali adottati nei tre paesi, con particolare attenzione agli strumenti operativi e alla loro effettiva capacità di generare valore. Sulla base di questa analisi comparata, il lavoro individua le criticità strutturali del sistema italiano e propone alcune linee di rafforzamento compatibili con l'ordinamento vigente, distinguendo tra strategie pensate per i grandi poli di eccellenza e strategie pensate per il patrimonio diffuso dei piccoli centri, spesso ricchi di storia e tradizioni ma esclusi dai flussi turistici principali. La tesi sostiene che una crescita economica sostenibile del settore culturale italiano richieda non un modello unico importato dall'estero, ma una governance differenziata, capace di coniugare l'efficienza gestionale dei grandi attrattori con la valorizzazione di comunità e territori minori.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Zanca.Valentina.pdf
accesso aperto
Dimensione
3.35 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.35 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/8305