L’elaborato "Un Papa per ogni tempo: dal conflitto alla mediazione. L’evoluzione giuridica del primato pontificio" si propone di indagare la trasformazione storica, giuridica, dogmatica e internazionale della sovranità della Sede Apostolica e del Romano Pontefice lungo due millenni. Lo studio parte dall’osservazione di come nel tempo si siano modificati il potere e il ruolo del papato e più nello specifico della figura del pontefice. L'indagine si articola in tre capitoli: Il Primo Capitolo ricostruisce le radici storiche, dogmatiche e giurisdizionali del primato romano. Muovendo dal fondamento evangelico della centralità petrina per giungere alla costruzione del "discorso petrino". Attraverso l'esame della lettera di Clemente Romano e della fondazione teorica di Ireneo di Lione si mostra la progressiva istituzionalizzazione della centralità di Roma. La ricerca analizza la dottrina dualista di Gelasio I (il duo sunt tra auctoritas pontificia e potestas regale), approfondendo lo ius decretalium come transizione storica e dogmatica da casus a regula oltre che l'opera di sistematizzazione del Decretum di Graziano tramite il metodo dialettico. Infine, viene descritto l'apogeo ierocratico della bolla Unam Sanctam di Bonifacio VIII. Il Secondo Capitolo analizza l'impatto della modernità e della secolarizzazione. Esamina il conflitto tra la Chiesa, vista come societas iuridice perfecta, e lo Stato liberale. Questo scontro culmina nel 1870 con la presa di Porta Pia mostrando come nei successivi sessant'anni di totale perdita territoriale la continuità della soggettività internazionale della Santa Sede. L’analisi dei Patti Lateranensi del 1929, mette in risalto lo Stato della Città del Vaticano come puro 'Stato-mezzo' o 'Stato-strumento' preordinato a garantire l'indipendenza della Santa Sede come confermato dalla Legge Fondamentale del 13 maggio 2023. Il percorso comprende la svolta dell Concilio Vaticano II, che ridefinisce l’istituito concordatario classico in un moderno pactum libertatis et cooperationis improntato sulla “sana cooperazione” ( Accordi di Villa Madama del 1984) e lo “shock of the global” del pontificato di Giovanni Paolo II in parallelo alla codificazione del 1983. Il Terzo Capitolo tratta il ruolo attuale del papato descrivendo la Santa Sede come un soggetto sui generis, atipico e originario dell’ordinamento internazionale. Esamina l'efficacia e i limiti della neutralità positiva e della “diplomazia della misericordia” di Papa Francesco nel conflitto tra Russia e Ucraina. Attraverso lo studio della missione del Cardinale Matteo Zuppi (2023-2026), la ricerca mostra che l'iniziativa vaticana non si configura come una mediazione in senso tecnico-giuridico, mancando un mandato formale congiunto delle parti bensì come un’attività di buoni uffici e di diplomazia umanitaria vengono presi in esame . Infine vengono presi in esame aspetti critici della sovranità vaticana, come il difficile equilibrio tra l'immunità giurisdizionale della Santa Sede (acta jure imperii), confermata dalla CEDU nel caso J.C. c. Belgio (2021), e il diritto di accesso alla giustizia alle vittime di abusi. In conclusione, la tesi evidenzia la parabola della Chiesa, trasformatasi nel tempo da comunità delle origini a potenza mondiale, anche temporale, per poi essere provvidenzialmente spogliata di quest'ultima dimensione. Tale svestizione le ha consentito di acquisire una sovranità interamente spirituale, oggi universalmente riconosciuta per la sua autorevolezza morale al servizio della pace e dell'intangibile dignità umana.

Un Papa per ogni tempo: dal conflitto alla mediazione. L’evoluzione giuridica del primato pontificio

RAGUZZONI, MARTINA
2025/2026

Abstract

L’elaborato "Un Papa per ogni tempo: dal conflitto alla mediazione. L’evoluzione giuridica del primato pontificio" si propone di indagare la trasformazione storica, giuridica, dogmatica e internazionale della sovranità della Sede Apostolica e del Romano Pontefice lungo due millenni. Lo studio parte dall’osservazione di come nel tempo si siano modificati il potere e il ruolo del papato e più nello specifico della figura del pontefice. L'indagine si articola in tre capitoli: Il Primo Capitolo ricostruisce le radici storiche, dogmatiche e giurisdizionali del primato romano. Muovendo dal fondamento evangelico della centralità petrina per giungere alla costruzione del "discorso petrino". Attraverso l'esame della lettera di Clemente Romano e della fondazione teorica di Ireneo di Lione si mostra la progressiva istituzionalizzazione della centralità di Roma. La ricerca analizza la dottrina dualista di Gelasio I (il duo sunt tra auctoritas pontificia e potestas regale), approfondendo lo ius decretalium come transizione storica e dogmatica da casus a regula oltre che l'opera di sistematizzazione del Decretum di Graziano tramite il metodo dialettico. Infine, viene descritto l'apogeo ierocratico della bolla Unam Sanctam di Bonifacio VIII. Il Secondo Capitolo analizza l'impatto della modernità e della secolarizzazione. Esamina il conflitto tra la Chiesa, vista come societas iuridice perfecta, e lo Stato liberale. Questo scontro culmina nel 1870 con la presa di Porta Pia mostrando come nei successivi sessant'anni di totale perdita territoriale la continuità della soggettività internazionale della Santa Sede. L’analisi dei Patti Lateranensi del 1929, mette in risalto lo Stato della Città del Vaticano come puro 'Stato-mezzo' o 'Stato-strumento' preordinato a garantire l'indipendenza della Santa Sede come confermato dalla Legge Fondamentale del 13 maggio 2023. Il percorso comprende la svolta dell Concilio Vaticano II, che ridefinisce l’istituito concordatario classico in un moderno pactum libertatis et cooperationis improntato sulla “sana cooperazione” ( Accordi di Villa Madama del 1984) e lo “shock of the global” del pontificato di Giovanni Paolo II in parallelo alla codificazione del 1983. Il Terzo Capitolo tratta il ruolo attuale del papato descrivendo la Santa Sede come un soggetto sui generis, atipico e originario dell’ordinamento internazionale. Esamina l'efficacia e i limiti della neutralità positiva e della “diplomazia della misericordia” di Papa Francesco nel conflitto tra Russia e Ucraina. Attraverso lo studio della missione del Cardinale Matteo Zuppi (2023-2026), la ricerca mostra che l'iniziativa vaticana non si configura come una mediazione in senso tecnico-giuridico, mancando un mandato formale congiunto delle parti bensì come un’attività di buoni uffici e di diplomazia umanitaria vengono presi in esame . Infine vengono presi in esame aspetti critici della sovranità vaticana, come il difficile equilibrio tra l'immunità giurisdizionale della Santa Sede (acta jure imperii), confermata dalla CEDU nel caso J.C. c. Belgio (2021), e il diritto di accesso alla giustizia alle vittime di abusi. In conclusione, la tesi evidenzia la parabola della Chiesa, trasformatasi nel tempo da comunità delle origini a potenza mondiale, anche temporale, per poi essere provvidenzialmente spogliata di quest'ultima dimensione. Tale svestizione le ha consentito di acquisire una sovranità interamente spirituale, oggi universalmente riconosciuta per la sua autorevolezza morale al servizio della pace e dell'intangibile dignità umana.
2025
Primato pontificio
Evoluzione giuridica
Potere temporale
Santa Sede
Mediazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/8342