Dietro ogni collezione, ogni logo, ogni tessuto sostenibile dichiarato in etichetta, si nasconde un intreccio giuridico tanto complesso quanto sottovalutato: il fashion law, uno degli ambiti più dinamici e interdisciplinari del diritto contemporaneo, capace di intercettare, in un unico spazio di riflessione, questioni che attraversano la proprietà industriale, la concorrenza, la tutela del consumatore e, sempre più, la sostenibilità ambientale. L'industria della moda, per sua natura sospesa tra creatività e serialità, tra la necessità di proteggere l'innovazione e l'inevitabile ricorso a logiche imitative, costituisce un laboratorio privilegiato per osservare come il diritto sia chiamato a reinventarsi di fronte a fenomeni economici in costante accelerazione. Il presente lavoro nasce dall'esigenza di ricomporre in una visione unitaria un mosaico normativo articolato: dagli strumenti tradizionali di tutela della creatività — marchi, disegni e modelli, diritto d'autore e brevetti — fino alla disciplina della concorrenza sleale, che nel settore moda assume tratti peculiari legati alla forza evocativa dei marchi e alla rapidità con cui le tendenze vengono create, imitate e superate. Ma è soprattutto nel confronto con le sfide più recenti che il fashion law rivela la propria capacità di innovarsi costantemente: il fenomeno del greenwashing, la crescente pressione normativa europea e internazionale in materia di sostenibilità, e l'irruzione di tecnologie digitali — dall'intelligenza artificiale ai non-fungible token, dal metaverso alla tracciabilità di filiera — che stanno ridisegnando i confini stessi della tutela giuridica e i modelli di business dell'industria. Attraverso un percorso che intreccia inquadramento sistematico, analisi normativa e giurisprudenza più recente, il lavoro intende dimostrare come il fashion law non sia una disciplina statica, ma un campo di osservazione privilegiato delle trasformazioni del diritto industriale: un terreno in cui concorrenza, etica e innovazione tecnologica si incontrano, si scontrano e si ridefiniscono reciprocamente, offrendo spunti di riflessione destinati a incidere ben oltre i confini del settore moda.

Fashion Law: tra concorrenza sleale e sostenibilità

GIANNETTO, SARA MARIA CHIARA
2025/2026

Abstract

Dietro ogni collezione, ogni logo, ogni tessuto sostenibile dichiarato in etichetta, si nasconde un intreccio giuridico tanto complesso quanto sottovalutato: il fashion law, uno degli ambiti più dinamici e interdisciplinari del diritto contemporaneo, capace di intercettare, in un unico spazio di riflessione, questioni che attraversano la proprietà industriale, la concorrenza, la tutela del consumatore e, sempre più, la sostenibilità ambientale. L'industria della moda, per sua natura sospesa tra creatività e serialità, tra la necessità di proteggere l'innovazione e l'inevitabile ricorso a logiche imitative, costituisce un laboratorio privilegiato per osservare come il diritto sia chiamato a reinventarsi di fronte a fenomeni economici in costante accelerazione. Il presente lavoro nasce dall'esigenza di ricomporre in una visione unitaria un mosaico normativo articolato: dagli strumenti tradizionali di tutela della creatività — marchi, disegni e modelli, diritto d'autore e brevetti — fino alla disciplina della concorrenza sleale, che nel settore moda assume tratti peculiari legati alla forza evocativa dei marchi e alla rapidità con cui le tendenze vengono create, imitate e superate. Ma è soprattutto nel confronto con le sfide più recenti che il fashion law rivela la propria capacità di innovarsi costantemente: il fenomeno del greenwashing, la crescente pressione normativa europea e internazionale in materia di sostenibilità, e l'irruzione di tecnologie digitali — dall'intelligenza artificiale ai non-fungible token, dal metaverso alla tracciabilità di filiera — che stanno ridisegnando i confini stessi della tutela giuridica e i modelli di business dell'industria. Attraverso un percorso che intreccia inquadramento sistematico, analisi normativa e giurisprudenza più recente, il lavoro intende dimostrare come il fashion law non sia una disciplina statica, ma un campo di osservazione privilegiato delle trasformazioni del diritto industriale: un terreno in cui concorrenza, etica e innovazione tecnologica si incontrano, si scontrano e si ridefiniscono reciprocamente, offrendo spunti di riflessione destinati a incidere ben oltre i confini del settore moda.
2025
Fashion Law
Moda
Segni distintivi
Concorrenza sleale
Sostenibilità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/8384