La tesi affronta il tema della maternità surrogata nell'ordinamento italiano, analizzando il difficile bilanciamento tra autonomia privata, ordine pubblico e tutela del minore. Il primo capitolo ricostruisce l'inquadramento giuridico della materia, dalle diverse tipologie di surrogazione al quadro normativo italiano, fondato sul divieto assoluto sancito dall'art. 12, comma 6, della legge n. 40/2004 e di recente rafforzato dalla qualificazione come reato universale. Particolare attenzione è dedicata al dibattito dottrinale sulla dignità della donna gestante, posta a fondamento del divieto e alle diverse letture che ne offrono la giurisprudenza costituzionale e la dottrina più critica. Il secondo capitolo analizza il principio del best interest of the child, mostrando come esso venga invocato tanto a sostegno del riconoscimento dei legami familiari già instaurati quanto a tutela del minore dalle conseguenze della pratica stessa, con particolare riguardo al diritto all'identità personale e al nodo della trascrizione degli atti di nascita stranieri. Il terzo capitolo ricostruisce il dialogo tra la giurisprudenza della Corte EDU, la Corte costituzionale e le Sezioni Unite, fino alle prospettive di riforma, tra il vuoto normativo interno e i lavori della Conferenza dell'Aja di diritto internazionale privato. Nelle conclusioni si propone una lettura critica del divieto assoluto, suggerendo l'opportunità di una disciplina che distingua la surrogazione commerciale da quella altruistica, quale possibile modello di bilanciamento tra i valori in gioco.
La maternità surrogata e best interest of the child: il difficile bilanciamento tra autonomia privata, ordine pubblico e tutela del minore
BONDI, ALESSIA
2025/2026
Abstract
La tesi affronta il tema della maternità surrogata nell'ordinamento italiano, analizzando il difficile bilanciamento tra autonomia privata, ordine pubblico e tutela del minore. Il primo capitolo ricostruisce l'inquadramento giuridico della materia, dalle diverse tipologie di surrogazione al quadro normativo italiano, fondato sul divieto assoluto sancito dall'art. 12, comma 6, della legge n. 40/2004 e di recente rafforzato dalla qualificazione come reato universale. Particolare attenzione è dedicata al dibattito dottrinale sulla dignità della donna gestante, posta a fondamento del divieto e alle diverse letture che ne offrono la giurisprudenza costituzionale e la dottrina più critica. Il secondo capitolo analizza il principio del best interest of the child, mostrando come esso venga invocato tanto a sostegno del riconoscimento dei legami familiari già instaurati quanto a tutela del minore dalle conseguenze della pratica stessa, con particolare riguardo al diritto all'identità personale e al nodo della trascrizione degli atti di nascita stranieri. Il terzo capitolo ricostruisce il dialogo tra la giurisprudenza della Corte EDU, la Corte costituzionale e le Sezioni Unite, fino alle prospettive di riforma, tra il vuoto normativo interno e i lavori della Conferenza dell'Aja di diritto internazionale privato. Nelle conclusioni si propone una lettura critica del divieto assoluto, suggerendo l'opportunità di una disciplina che distingua la surrogazione commerciale da quella altruistica, quale possibile modello di bilanciamento tra i valori in gioco.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/8385