Il presente elaborato analizza l'evoluzione della disciplina penale del reato di violenza sessuale nell'ordinamento italiano, con particolare attenzione al progressivo riconoscimento della libertà e dell'autodeterminazione sessuale quali beni giuridici meritevoli di tutela. La ricostruzione storico-normativa evidenzia il passaggio dalla tradizionale tutela della moralità pubblica e del buon costume alla centralità della persona e del suo diritto all'autodeterminazione, attraverso la riforma introdotta dalla legge 15 febbraio 1996, n. 66. L'analisi si concentra sull'art. 609-bis c.p., esaminandone la struttura e le principali questioni interpretative emerse nella dottrina e nella giurisprudenza, con particolare riguardo alla nozione di "atti sessuali" e alla progressiva valorizzazione del consenso della persona offesa. Tale evoluzione ha posto in evidenza il divario tra la formulazione vigente della fattispecie, fondata su modalità tipiche di costrizione e induzione, e il crescente rilievo attribuito alla volontà della persona nell'accertamento dell'illiceità della condotta. Alla luce di tale divergenza vengono esaminate le principali prospettive di riforma dell'art. 609-bis c.p., anche attraverso il confronto con le indicazioni provenienti dalle fonti sovranazionali e con le esperienze di altri ordinamenti europei. In particolare sono analizzati i presupposti e i principali profili problematici del modello consensuale puro, fondato su una manifestazione positiva di volontà della persona offesa, e del modello consensuale limitato o dissensuale, incentrato sulla volontà contraria della medesima. L'elaborato si propone così di esaminare le possibili direttrici di evoluzione della disciplina, attualmente oggetto di dibattito in sede parlamentare.
Il consenso nel reato di violenza sessuale
ABBATI MARESCOTTI, SILVIA
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato analizza l'evoluzione della disciplina penale del reato di violenza sessuale nell'ordinamento italiano, con particolare attenzione al progressivo riconoscimento della libertà e dell'autodeterminazione sessuale quali beni giuridici meritevoli di tutela. La ricostruzione storico-normativa evidenzia il passaggio dalla tradizionale tutela della moralità pubblica e del buon costume alla centralità della persona e del suo diritto all'autodeterminazione, attraverso la riforma introdotta dalla legge 15 febbraio 1996, n. 66. L'analisi si concentra sull'art. 609-bis c.p., esaminandone la struttura e le principali questioni interpretative emerse nella dottrina e nella giurisprudenza, con particolare riguardo alla nozione di "atti sessuali" e alla progressiva valorizzazione del consenso della persona offesa. Tale evoluzione ha posto in evidenza il divario tra la formulazione vigente della fattispecie, fondata su modalità tipiche di costrizione e induzione, e il crescente rilievo attribuito alla volontà della persona nell'accertamento dell'illiceità della condotta. Alla luce di tale divergenza vengono esaminate le principali prospettive di riforma dell'art. 609-bis c.p., anche attraverso il confronto con le indicazioni provenienti dalle fonti sovranazionali e con le esperienze di altri ordinamenti europei. In particolare sono analizzati i presupposti e i principali profili problematici del modello consensuale puro, fondato su una manifestazione positiva di volontà della persona offesa, e del modello consensuale limitato o dissensuale, incentrato sulla volontà contraria della medesima. L'elaborato si propone così di esaminare le possibili direttrici di evoluzione della disciplina, attualmente oggetto di dibattito in sede parlamentare.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/8401