Questo lavoro di ricerca si propone di esaminare la complessa e delicata condizione del minore all'interno del panorama clinico, sociale e giuridico, mettendone in luce l'intrinseca vulnerabilità. L'indagine analizza le cause del maltrattamento infantile, determinate da fattori di rischio personali, genitoriali e sociali, quali fragilità biologiche del bambino, marginalità economica familiare e il passato traumatico dei genitori. Viene approfondito il meccanismo della trasmissione intergenerazionale della violenza, che spinge l'adulto a riprodurre sui figli le sofferenze subite nell'infanzia, evidenziando l'importanza di investire nella prevenzione primaria per sostenere i nuclei familiari fragili prima del danno. Vengono esaminate le diverse forme di violenza, come quella fisica, sessuale, omissiva, o legata a incuria nelle sue forme di trascuratezza e ipercura, e i relativi risvolti psicologici, indagando gli indicatori clinici e comportamentali essenziali per rilevare il trauma precocemente, specialmente attraverso le incongruenze tra lesioni fisiche e spiegazioni degli adulti. La risposta dell'ordinamento giuridico viene ripercorsa evidenziando il passaggio storico del fanciullo da mero oggetto a effettivo titolare di diritti, segnato dalla transizione dalla potestà alla responsabilità genitoriale introdotta dal Decreto Legislativo numero 154 del 2013. L'analisi investe i reati del Codice penale, mettendone in luce elementi costitutivi, soggetti, condotte e circostanze aggravanti, trattando i delitti contro la vita, l'incolumità personale, la personalità sessuale, la sfera familiare e l'individualità, comprese le riforme delle Leggi numero 66 del 1996 e numero 172 del 2012. Un'attenzione specifica è riservata alle forme moderne di sfruttamento come la prostituzione minorile e le mutilazioni genitali, disciplinate dalla Legge numero 269 del 1998, nonché alla regola della inescusabilità dell'errore sull'età della vittima. Il quadro repressivo viene integrato con lo studio della Legge numero 69 del 2019, nota come Codice Rosso, che ha inasprito le sanzioni per violenza sessuale, istituito il reato di deformazione dell'aspetto, esteso i termini per proporre querela e punito severamente la violazione delle tutele. Per fronteggiare tali condotte, si esaminano le sinergie tra strumenti penali e tutele civili, quali le misure cautelari di allontanamento e divieto di avvicinamento, la decadenza della responsabilità genitoriale, i provvedimenti limitativi flessibili introdotti dalla Legge numero 149 del 2001, gli interventi amministrativi d'urgenza e gli ordini di protezione civile previsti dalla Legge numero 154 del 2001. La riflessione si conclude sulla dimensione processuale e sul rischio concreto di infliggere al minore una vittimizzazione secondaria, intesa come trauma aggiuntivo derivante dalle ripetute audizioni e dall'impatto con la macchina giudiziaria. Questa minaccia viene arginata oggi attraverso l'applicazione dei criteri di accertamento della particolare vulnerabilità previsti dall'articolo 90-quater del codice di procedura penale.
La violenza sul minore come vittima vulnerabile.
MENCONI, FILIPPO
2025/2026
Abstract
Questo lavoro di ricerca si propone di esaminare la complessa e delicata condizione del minore all'interno del panorama clinico, sociale e giuridico, mettendone in luce l'intrinseca vulnerabilità. L'indagine analizza le cause del maltrattamento infantile, determinate da fattori di rischio personali, genitoriali e sociali, quali fragilità biologiche del bambino, marginalità economica familiare e il passato traumatico dei genitori. Viene approfondito il meccanismo della trasmissione intergenerazionale della violenza, che spinge l'adulto a riprodurre sui figli le sofferenze subite nell'infanzia, evidenziando l'importanza di investire nella prevenzione primaria per sostenere i nuclei familiari fragili prima del danno. Vengono esaminate le diverse forme di violenza, come quella fisica, sessuale, omissiva, o legata a incuria nelle sue forme di trascuratezza e ipercura, e i relativi risvolti psicologici, indagando gli indicatori clinici e comportamentali essenziali per rilevare il trauma precocemente, specialmente attraverso le incongruenze tra lesioni fisiche e spiegazioni degli adulti. La risposta dell'ordinamento giuridico viene ripercorsa evidenziando il passaggio storico del fanciullo da mero oggetto a effettivo titolare di diritti, segnato dalla transizione dalla potestà alla responsabilità genitoriale introdotta dal Decreto Legislativo numero 154 del 2013. L'analisi investe i reati del Codice penale, mettendone in luce elementi costitutivi, soggetti, condotte e circostanze aggravanti, trattando i delitti contro la vita, l'incolumità personale, la personalità sessuale, la sfera familiare e l'individualità, comprese le riforme delle Leggi numero 66 del 1996 e numero 172 del 2012. Un'attenzione specifica è riservata alle forme moderne di sfruttamento come la prostituzione minorile e le mutilazioni genitali, disciplinate dalla Legge numero 269 del 1998, nonché alla regola della inescusabilità dell'errore sull'età della vittima. Il quadro repressivo viene integrato con lo studio della Legge numero 69 del 2019, nota come Codice Rosso, che ha inasprito le sanzioni per violenza sessuale, istituito il reato di deformazione dell'aspetto, esteso i termini per proporre querela e punito severamente la violazione delle tutele. Per fronteggiare tali condotte, si esaminano le sinergie tra strumenti penali e tutele civili, quali le misure cautelari di allontanamento e divieto di avvicinamento, la decadenza della responsabilità genitoriale, i provvedimenti limitativi flessibili introdotti dalla Legge numero 149 del 2001, gli interventi amministrativi d'urgenza e gli ordini di protezione civile previsti dalla Legge numero 154 del 2001. La riflessione si conclude sulla dimensione processuale e sul rischio concreto di infliggere al minore una vittimizzazione secondaria, intesa come trauma aggiuntivo derivante dalle ripetute audizioni e dall'impatto con la macchina giudiziaria. Questa minaccia viene arginata oggi attraverso l'applicazione dei criteri di accertamento della particolare vulnerabilità previsti dall'articolo 90-quater del codice di procedura penale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/8424