La presente tesi intitolata "Il testamento del soggetto vulnerabile" tratta del rapporto che intercorre tra autonomi testamentaria, condizione di vulnerabilità e tutela dell'autodeterminazione del testatore, con particolare riferimento ai casi in cui la volontà manifestata delle disposizioni testamentarie possa essere condizionata dal terzo. La tesi si apre con il primo capitolo incentrato sul testamento, quale ultimo atto di volontà, attraverso il quale il soggetto dispone dei suoi beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere. Vengono esaminati anche i principi fondamentali che vengono applicati all'atto e le forme in cui il testamento si articola. Nel secondo capitolo il ruolo centrale viene attribuito all'analisi del concetto di vulnerabilità e del soggetto vulnerabile. Particolare attenzione viene dedicata alle modalità con cui l' ordinamento nazionale, europeo e internazionale si impegna a proteggere l soggetto che a causa di questa vulnerabilità è maggiormente a rischio di pressioni o condizionamenti del volere. Il terzo capitolo si occupa della formazione della volontà, disciplinando gli istituti della incapacità naturale e vizi del volere, al fine di tutelare il testatore nei casi in cui la propria autodeterminazione fosse compromessa. Meritevole di approfondimento è l'insufficienza di questi strumenti di tutela, dovendo comparare la ricerca con altri strumenti, previsti in altri ordinamenti, quali captazione e influenza indebita, come forme di interferenza nella formazione della volontà testamentaria. Si conclude accertando se gli strumenti tradizionali previsti dall'ordinamento a tutela del soggetto vulnerabile siano sufficienti a garantire la protezione della loro libertà testamentaria. Attraverso il precedente esami della incapacità naturale, vizi del volere, captazione e influenza indebita, si mette in luce i limiti di queste misure dinnanzi a forme di condizionamento che possono incidere sulla libertà della decisione senza integrare necessariamente un vizio della volontà. Ci si deve interrogare sull'equilibrio che deve sussistere tra autonomia testamentaria e protezione effettiva del soggetto vulnerabile, affinché la volontà manifestata sia considerata, anche sostanzialmente, libera e autodeterminata.
Il testamento del soggetto vulnerabile
BISI, SOFIA
2025/2026
Abstract
La presente tesi intitolata "Il testamento del soggetto vulnerabile" tratta del rapporto che intercorre tra autonomi testamentaria, condizione di vulnerabilità e tutela dell'autodeterminazione del testatore, con particolare riferimento ai casi in cui la volontà manifestata delle disposizioni testamentarie possa essere condizionata dal terzo. La tesi si apre con il primo capitolo incentrato sul testamento, quale ultimo atto di volontà, attraverso il quale il soggetto dispone dei suoi beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere. Vengono esaminati anche i principi fondamentali che vengono applicati all'atto e le forme in cui il testamento si articola. Nel secondo capitolo il ruolo centrale viene attribuito all'analisi del concetto di vulnerabilità e del soggetto vulnerabile. Particolare attenzione viene dedicata alle modalità con cui l' ordinamento nazionale, europeo e internazionale si impegna a proteggere l soggetto che a causa di questa vulnerabilità è maggiormente a rischio di pressioni o condizionamenti del volere. Il terzo capitolo si occupa della formazione della volontà, disciplinando gli istituti della incapacità naturale e vizi del volere, al fine di tutelare il testatore nei casi in cui la propria autodeterminazione fosse compromessa. Meritevole di approfondimento è l'insufficienza di questi strumenti di tutela, dovendo comparare la ricerca con altri strumenti, previsti in altri ordinamenti, quali captazione e influenza indebita, come forme di interferenza nella formazione della volontà testamentaria. Si conclude accertando se gli strumenti tradizionali previsti dall'ordinamento a tutela del soggetto vulnerabile siano sufficienti a garantire la protezione della loro libertà testamentaria. Attraverso il precedente esami della incapacità naturale, vizi del volere, captazione e influenza indebita, si mette in luce i limiti di queste misure dinnanzi a forme di condizionamento che possono incidere sulla libertà della decisione senza integrare necessariamente un vizio della volontà. Ci si deve interrogare sull'equilibrio che deve sussistere tra autonomia testamentaria e protezione effettiva del soggetto vulnerabile, affinché la volontà manifestata sia considerata, anche sostanzialmente, libera e autodeterminata.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/8462