La crescente varietà di prodotto rappresenta una leva commerciale rilevante nel settore dei beni di largo consumo, ma determina al tempo stesso un aumento della complessità operativa lungo la Supply Chain. Il fenomeno risulta particolarmente critico nei prodotti freschi, caratterizzati da vincoli di shelf life, elevata volatilità della domanda e limitate possibilità di gestione delle eccedenze. La presente tesi analizza il tema della semplificazione del portafoglio prodotti attraverso un caso di studio sviluppato all’interno della Fresh Bakery del Gruppo Barilla, con particolare riferimento ai segmenti Soft Breads e Cakes. L’obiettivo è individuare le referenze che generano una complessità operativa non proporzionata al relativo valore commerciale e identificare possibili leve di intervento per ridurre inefficienze, sprechi e immobilizzi di stock. L’analisi si sviluppa lungo due direttrici complementari. La prima riguarda il Long Tail Management e prevede la valutazione delle referenze attraverso un approccio multicriterio che integra classificazione ABC, livello di servizio, Inventory Adjustment e complessità produttiva, successivamente confrontati con il valore commerciale delle singole SKU. La seconda approfondisce il tema dei minimi lotti produttivi, analizzando il rapporto tra quantità minime di produzione, stock di sicurezza, domanda media e vincoli temporali legati a TUS e Pre-TUS. I risultati hanno consentito di individuare un insieme ristretto di referenze caratterizzate da elevata complessità operativa e ridotto contributo al portafoglio, successivamente sottoposte a valutazione cross-funzionale per definirne la possibile dismissione. Parallelamente, l’analisi dei minimi lotti ha evidenziato alcune referenze per le quali una riduzione della quantità minima di produzione potrebbe migliorare l’allineamento tra produzione e domanda e ridurre il rischio di eccedenze. Il lavoro mostra come la gestione della complessità di portafoglio non possa essere ricondotta alla sola eliminazione delle referenze a bassa rotazione, ma richieda un approccio integrato tra dimensione commerciale, performance di Supply Chain e vincoli produttivi. La combinazione tra razionalizzazione della Long Tail e revisione dei minimi lotti rappresenta quindi una leva complementare per migliorare l’efficienza operativa del portafoglio Fresh Bakery.
Gestione della complessità di portafoglio nella Supply Chain alimentare: il caso Barilla
ABBONIZIO, FRANCESCA
2025/2026
Abstract
La crescente varietà di prodotto rappresenta una leva commerciale rilevante nel settore dei beni di largo consumo, ma determina al tempo stesso un aumento della complessità operativa lungo la Supply Chain. Il fenomeno risulta particolarmente critico nei prodotti freschi, caratterizzati da vincoli di shelf life, elevata volatilità della domanda e limitate possibilità di gestione delle eccedenze. La presente tesi analizza il tema della semplificazione del portafoglio prodotti attraverso un caso di studio sviluppato all’interno della Fresh Bakery del Gruppo Barilla, con particolare riferimento ai segmenti Soft Breads e Cakes. L’obiettivo è individuare le referenze che generano una complessità operativa non proporzionata al relativo valore commerciale e identificare possibili leve di intervento per ridurre inefficienze, sprechi e immobilizzi di stock. L’analisi si sviluppa lungo due direttrici complementari. La prima riguarda il Long Tail Management e prevede la valutazione delle referenze attraverso un approccio multicriterio che integra classificazione ABC, livello di servizio, Inventory Adjustment e complessità produttiva, successivamente confrontati con il valore commerciale delle singole SKU. La seconda approfondisce il tema dei minimi lotti produttivi, analizzando il rapporto tra quantità minime di produzione, stock di sicurezza, domanda media e vincoli temporali legati a TUS e Pre-TUS. I risultati hanno consentito di individuare un insieme ristretto di referenze caratterizzate da elevata complessità operativa e ridotto contributo al portafoglio, successivamente sottoposte a valutazione cross-funzionale per definirne la possibile dismissione. Parallelamente, l’analisi dei minimi lotti ha evidenziato alcune referenze per le quali una riduzione della quantità minima di produzione potrebbe migliorare l’allineamento tra produzione e domanda e ridurre il rischio di eccedenze. Il lavoro mostra come la gestione della complessità di portafoglio non possa essere ricondotta alla sola eliminazione delle referenze a bassa rotazione, ma richieda un approccio integrato tra dimensione commerciale, performance di Supply Chain e vincoli produttivi. La combinazione tra razionalizzazione della Long Tail e revisione dei minimi lotti rappresenta quindi una leva complementare per migliorare l’efficienza operativa del portafoglio Fresh Bakery.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/8487