La tesi analizza la disciplina del marchio d’impresa, con particolare attenzione al requisito della capacità distintiva e alla sua incidenza sull’estensione della tutela giuridica riconosciuta al titolare. L’indagine prende avvio dall’inquadramento del marchio nel sistema dei segni distintivi, esaminandone la nozione, le principali funzioni e l’evoluzione della relativa disciplina, anche alla luce della dimensione internazionale ed europea e della normativa nazionale contenuta nel Codice della proprietà industriale. La trattazione si concentra quindi sui presupposti necessari per l’accesso alla protezione, con particolare riguardo all’idoneità distintiva del segno, ai limiti derivanti dalla legge, dall’ordine pubblico e dal buon costume, nonché al requisito della novità e al rapporto con i diritti anteriori. Viene approfondito il rapporto tra segno, prodotti o servizi e percezione del pubblico, distinguendo le diverse manifestazioni della capacità distintiva e analizzando anche il fenomeno dell’acquisto di distintività attraverso l’uso. Particolare attenzione è dedicata alla distinzione tra marchi forti e marchi deboli, quale criterio elaborato dalla dottrina e, soprattutto, dalla giurisprudenza per graduare l’intensità della tutela in relazione alla concreta capacità individualizzante del segno. In tale prospettiva, vengono esaminati i criteri utilizzati per individuare la forza distintiva del marchio, il rapporto con i prodotti e i servizi contraddistinti, nonché il concetto di “cuore” del marchio. L’ultima parte dell’indagine è dedicata alla tutela dei marchi e ai criteri attraverso i quali viene valutato il rischio di confusione, considerando complessivamente le somiglianze e le differenze tra i segni e la percezione del pubblico. La ricerca si conclude con l’esame dell’elaborazione giurisprudenziale della distinzione tra marchi forti e deboli e della sua evoluzione nel tempo, attraverso l’analisi dei principali orientamenti della Corte di cassazione.
Il marchio d'impresa: disciplina, capacità distintiva e tutela
PERRELLI, DAVIDE
2025/2026
Abstract
La tesi analizza la disciplina del marchio d’impresa, con particolare attenzione al requisito della capacità distintiva e alla sua incidenza sull’estensione della tutela giuridica riconosciuta al titolare. L’indagine prende avvio dall’inquadramento del marchio nel sistema dei segni distintivi, esaminandone la nozione, le principali funzioni e l’evoluzione della relativa disciplina, anche alla luce della dimensione internazionale ed europea e della normativa nazionale contenuta nel Codice della proprietà industriale. La trattazione si concentra quindi sui presupposti necessari per l’accesso alla protezione, con particolare riguardo all’idoneità distintiva del segno, ai limiti derivanti dalla legge, dall’ordine pubblico e dal buon costume, nonché al requisito della novità e al rapporto con i diritti anteriori. Viene approfondito il rapporto tra segno, prodotti o servizi e percezione del pubblico, distinguendo le diverse manifestazioni della capacità distintiva e analizzando anche il fenomeno dell’acquisto di distintività attraverso l’uso. Particolare attenzione è dedicata alla distinzione tra marchi forti e marchi deboli, quale criterio elaborato dalla dottrina e, soprattutto, dalla giurisprudenza per graduare l’intensità della tutela in relazione alla concreta capacità individualizzante del segno. In tale prospettiva, vengono esaminati i criteri utilizzati per individuare la forza distintiva del marchio, il rapporto con i prodotti e i servizi contraddistinti, nonché il concetto di “cuore” del marchio. L’ultima parte dell’indagine è dedicata alla tutela dei marchi e ai criteri attraverso i quali viene valutato il rischio di confusione, considerando complessivamente le somiglianze e le differenze tra i segni e la percezione del pubblico. La ricerca si conclude con l’esame dell’elaborazione giurisprudenziale della distinzione tra marchi forti e deboli e della sua evoluzione nel tempo, attraverso l’analisi dei principali orientamenti della Corte di cassazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/8493