La tesi analizza la tecnica legislativa del Codice Rocco, muovendo dalla ricostruzione storica delle principali esperienze di codificazione penale che ne hanno preceduto la nascita e soffermandosi sulle trasformazioni che hanno progressivamente modificato l’originario assetto del sistema penale italiano. Dopo un inquadramento del Code pénal napoleonico e del Codice Zanardelli, l’elaborato esamina la genesi del Codice Rocco, la sua struttura, il linguaggio normativo, la tecnica definitoria, il sistema sanzionatorio e il rapporto tra parte generale e parte speciale, evidenziandone al contempo l’impronta autoritaria originaria e la notevole solidità tecnico-sistematica. Una parte centrale dello studio è dedicata alla nozione di tecnica legislativa penale, intesa non come mero insieme di regole stilistiche, ma come strumento attraverso cui le scelte di politica criminale vengono tradotte in norme compatibili con i principi fondamentali dell’ordinamento. Vengono quindi approfonditi i rapporti tra tecnica legislativa e legalità, tassatività, offensività, materialità, colpevolezza, proporzionalità, ragionevolezza, sussidiarietà e frammentarietà, nonché i principali criteri di valutazione della qualità della norma penale: chiarezza, precisione, accessibilità, coerenza sistematica, prevedibilità applicativa, controllabilità giudiziaria, economia del linguaggio ed effettività della tutela. L’analisi prosegue con lo studio dell’evoluzione del Codice Rocco nell’ordinamento costituzionale repubblicano, del ruolo della Corte costituzionale, delle riforme legislative, della crescita della legislazione complementare e del fenomeno della decodificazione. Particolare attenzione è riservata alla perdita della centralità esclusiva del codice e alla formazione di un sistema penale sempre più policentrico e articolato in sottosistemi specialistici. In tale prospettiva, l’art. 416-bis c.p. viene utilizzato come esempio della capacità del modello codicistico di adattarsi a fenomeni criminali nuovi senza necessariamente rinunciare a determinatezza e coerenza sistematica. La parte critica della tesi è dedicata alla crisi attuale della tecnica legislativa penale. Verranno esaminati l’ipertrofia normativa, l’inflazione delle fattispecie incriminatrici, la proliferazione delle leggi penali speciali, il tecnicismo eccessivo o maldestro, la perdita di accessibilità del precetto, il ricorso al diritto penale simbolico e al populismo penale, l’inasprimento sanzionatorio, la frammentazione delle fonti, l’abuso di clausole generali, rinvii e norme penali in bianco, nonché le difficoltà di coordinamento con il diritto sovranazionale. L’obiettivo finale è verificare se le attuali criticità dipendano dall’obsolescenza del Codice Rocco o, più profondamente, dal metodo contemporaneo di produzione e organizzazione della legislazione penale. In questa prospettiva, la tesi si orienta verso le possibili forme di razionalizzazione del sistema, con particolare attenzione alla codificazione settoriale e ai codici di settore, valutandone potenzialità e limiti quale strumento di riordino della complessità normativa.
CODICE PENALE E TECNICA LEGISLATIVA
VELLANI, NICOLÓ ALBERTO
2025/2026
Abstract
La tesi analizza la tecnica legislativa del Codice Rocco, muovendo dalla ricostruzione storica delle principali esperienze di codificazione penale che ne hanno preceduto la nascita e soffermandosi sulle trasformazioni che hanno progressivamente modificato l’originario assetto del sistema penale italiano. Dopo un inquadramento del Code pénal napoleonico e del Codice Zanardelli, l’elaborato esamina la genesi del Codice Rocco, la sua struttura, il linguaggio normativo, la tecnica definitoria, il sistema sanzionatorio e il rapporto tra parte generale e parte speciale, evidenziandone al contempo l’impronta autoritaria originaria e la notevole solidità tecnico-sistematica. Una parte centrale dello studio è dedicata alla nozione di tecnica legislativa penale, intesa non come mero insieme di regole stilistiche, ma come strumento attraverso cui le scelte di politica criminale vengono tradotte in norme compatibili con i principi fondamentali dell’ordinamento. Vengono quindi approfonditi i rapporti tra tecnica legislativa e legalità, tassatività, offensività, materialità, colpevolezza, proporzionalità, ragionevolezza, sussidiarietà e frammentarietà, nonché i principali criteri di valutazione della qualità della norma penale: chiarezza, precisione, accessibilità, coerenza sistematica, prevedibilità applicativa, controllabilità giudiziaria, economia del linguaggio ed effettività della tutela. L’analisi prosegue con lo studio dell’evoluzione del Codice Rocco nell’ordinamento costituzionale repubblicano, del ruolo della Corte costituzionale, delle riforme legislative, della crescita della legislazione complementare e del fenomeno della decodificazione. Particolare attenzione è riservata alla perdita della centralità esclusiva del codice e alla formazione di un sistema penale sempre più policentrico e articolato in sottosistemi specialistici. In tale prospettiva, l’art. 416-bis c.p. viene utilizzato come esempio della capacità del modello codicistico di adattarsi a fenomeni criminali nuovi senza necessariamente rinunciare a determinatezza e coerenza sistematica. La parte critica della tesi è dedicata alla crisi attuale della tecnica legislativa penale. Verranno esaminati l’ipertrofia normativa, l’inflazione delle fattispecie incriminatrici, la proliferazione delle leggi penali speciali, il tecnicismo eccessivo o maldestro, la perdita di accessibilità del precetto, il ricorso al diritto penale simbolico e al populismo penale, l’inasprimento sanzionatorio, la frammentazione delle fonti, l’abuso di clausole generali, rinvii e norme penali in bianco, nonché le difficoltà di coordinamento con il diritto sovranazionale. L’obiettivo finale è verificare se le attuali criticità dipendano dall’obsolescenza del Codice Rocco o, più profondamente, dal metodo contemporaneo di produzione e organizzazione della legislazione penale. In questa prospettiva, la tesi si orienta verso le possibili forme di razionalizzazione del sistema, con particolare attenzione alla codificazione settoriale e ai codici di settore, valutandone potenzialità e limiti quale strumento di riordino della complessità normativa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/8601