L’elaborato esamina il rapporto tra autonomia testamentaria, tutela del minore e trasmissione del patrimonio nei contesti di crisi familiare. Punto di partenza dell’indagine è la verifica dell’adeguatezza del modello codicistico del 1942 rispetto alle trasformazioni dei rapporti familiari: nelle situazioni di disgregazione della coppia coniugale possono infatti emergere alcuni limiti degli strumenti predisposti a tutela del minore. In particolare, qualora il genitore superstite eserciti la responsabilità genitoriale sul figlio minore erede, le ordinarie prerogative di amministrazione previste dall’art. 320 c.c. e l’usufrutto legale di cui all’art. 324 c.c. possono incidere sull’assetto patrimoniale predisposto dal disponente, consentendo l’esercizio di poteri di amministrazione che possono risultare non coerenti con le esigenze di tutela del patrimonio del minore. L’obiettivo della ricerca è verificare se e in che misura la segregazione patrimoniale fiduciaria possa consentire una gestione separata del patrimonio ereditario, nell’interesse del minore (best interests of the child), nel rispetto delle norme imperative della successione necessaria. La trattazione prende avvio dai limiti dell’autonomia testamentaria derivanti dal principio di intangibilità della legittima e dal divieto di pesi e condizioni previsto dall’art. 549 c.c. Vengono quindi esaminati gli strumenti codicistici tradizionalmente utilizzabili per la protezione e la gestione dei beni del minore: il curatore speciale ex art. 356 c.c., l’esecutore testamentario ex art. 700 c.c., la sostituzione fedecommissaria ex art. 692 c.c. e le clausole condizionali si sine liberis decesserit, evidenziandone i limiti temporali, i vincoli derivanti dai procedimenti autorizzatori e le possibili interferenze con l’esercizio dei poteri del genitore. L’analisi si concentra successivamente sul trust testamentario, esaminato sotto il profilo della struttura, delle modalità di funzionamento e delle principali problematiche applicative. Riconosciuto nell’ordinamento italiano attraverso la Convenzione dell’Aja del 1985, il trust consente il trasferimento dei beni al trustee, determinando una distinzione tra la titolarità dei beni e la posizione del beneficiario e consentendo di sottrarre i beni conferiti alle ordinarie prerogative di amministrazione e usufrutto previste dagli artt. 320 e 324 c.c. in capo al genitore superstite. Vengono approfonditi gli effetti della separazione tra gestione dei beni e godimento delle utilità economiche, nonché il ruolo del guardiano (protector). L’elaborato considera inoltre le principali criticità connesse all’utilizzo del trust, tra cui lo sham trust, configurabile quando il disponente mantenga sui beni poteri incompatibili con l’effettiva autonomia del trustee, il confronto con l’atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c. e la tutela del legittimario leso attraverso l’azione di riduzione. La tesi esamina infine la possibilità di configurare un modello di “successione protetta”. Il trust può rappresentare uno strumento idoneo a organizzare la gestione del patrimonio destinato al minore, ma la segregazione dei beni deve essere coordinata con la tutela dei diritti dei legittimari. In tale prospettiva, l’elaborato considera gli accordi stragiudiziali di reintegrazione della legittima quali strumenti negoziali attraverso i quali soddisfare le pretese del legittimario senza necessariamente incidere sui beni destinati alla tutela del minore.

AUTONOMIA TESTAMENTARIA E TUTELA DEL MINORE: STRUMENTI DI SEGREGAZIONE E GESTIONE DEL PATRIMONIO NEL CONFLITTO FAMILIARE

MORETTI, ERIKA
2025/2026

Abstract

L’elaborato esamina il rapporto tra autonomia testamentaria, tutela del minore e trasmissione del patrimonio nei contesti di crisi familiare. Punto di partenza dell’indagine è la verifica dell’adeguatezza del modello codicistico del 1942 rispetto alle trasformazioni dei rapporti familiari: nelle situazioni di disgregazione della coppia coniugale possono infatti emergere alcuni limiti degli strumenti predisposti a tutela del minore. In particolare, qualora il genitore superstite eserciti la responsabilità genitoriale sul figlio minore erede, le ordinarie prerogative di amministrazione previste dall’art. 320 c.c. e l’usufrutto legale di cui all’art. 324 c.c. possono incidere sull’assetto patrimoniale predisposto dal disponente, consentendo l’esercizio di poteri di amministrazione che possono risultare non coerenti con le esigenze di tutela del patrimonio del minore. L’obiettivo della ricerca è verificare se e in che misura la segregazione patrimoniale fiduciaria possa consentire una gestione separata del patrimonio ereditario, nell’interesse del minore (best interests of the child), nel rispetto delle norme imperative della successione necessaria. La trattazione prende avvio dai limiti dell’autonomia testamentaria derivanti dal principio di intangibilità della legittima e dal divieto di pesi e condizioni previsto dall’art. 549 c.c. Vengono quindi esaminati gli strumenti codicistici tradizionalmente utilizzabili per la protezione e la gestione dei beni del minore: il curatore speciale ex art. 356 c.c., l’esecutore testamentario ex art. 700 c.c., la sostituzione fedecommissaria ex art. 692 c.c. e le clausole condizionali si sine liberis decesserit, evidenziandone i limiti temporali, i vincoli derivanti dai procedimenti autorizzatori e le possibili interferenze con l’esercizio dei poteri del genitore. L’analisi si concentra successivamente sul trust testamentario, esaminato sotto il profilo della struttura, delle modalità di funzionamento e delle principali problematiche applicative. Riconosciuto nell’ordinamento italiano attraverso la Convenzione dell’Aja del 1985, il trust consente il trasferimento dei beni al trustee, determinando una distinzione tra la titolarità dei beni e la posizione del beneficiario e consentendo di sottrarre i beni conferiti alle ordinarie prerogative di amministrazione e usufrutto previste dagli artt. 320 e 324 c.c. in capo al genitore superstite. Vengono approfonditi gli effetti della separazione tra gestione dei beni e godimento delle utilità economiche, nonché il ruolo del guardiano (protector). L’elaborato considera inoltre le principali criticità connesse all’utilizzo del trust, tra cui lo sham trust, configurabile quando il disponente mantenga sui beni poteri incompatibili con l’effettiva autonomia del trustee, il confronto con l’atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c. e la tutela del legittimario leso attraverso l’azione di riduzione. La tesi esamina infine la possibilità di configurare un modello di “successione protetta”. Il trust può rappresentare uno strumento idoneo a organizzare la gestione del patrimonio destinato al minore, ma la segregazione dei beni deve essere coordinata con la tutela dei diritti dei legittimari. In tale prospettiva, l’elaborato considera gli accordi stragiudiziali di reintegrazione della legittima quali strumenti negoziali attraverso i quali soddisfare le pretese del legittimario senza necessariamente incidere sui beni destinati alla tutela del minore.
2025
TUTELA DEL MINORE
TESTAMENTO
TRUST
LEGITTIMA
SEGREGAZIONE
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/8681