Il trust, istituto di matrice anglosassone recepito nel nostro ordinamento in seguito alla ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, è divenuto uno strumento di larghissima diffusione nella prassi giuridica italiana, nonostante manchi una normativa interna che lo disciplini. La presente tesi si propone di fornire un’analisi dell’operatività del trust nell’ordinamento italiano, verificandone la compatibilità con le norme inderogabili interne, effettuando un confronto con gli istituti già presenti nel sistema italiano ed analizzandone le principali applicazioni pratiche. La tesi si compone di tre capitoli. Il primo capitolo fornisce una panoramica del trust, partendo dalle sue origini nel sistema feudale inglese, analizzando poi il quadro normativo della Convenzione dell’Aja del 1985 e gli elementi costitutivi dell’istituto: la sua istituzione, modifica ed estinzione, i soggetti coinvolti, nonché la sua efficacia reale e trascrizione. Il secondo capitolo approfondisce uno degli effetti principali derivanti dall’istituzione di un trust, la segregazione patrimoniale, e pone a confronto il trust con gli istituti affini nell’ordinamento italiano: il negozio fiduciario, il fondo patrimoniale, il vincolo di destinazione ex. art.2645-ter, il mandato, la fondazione e l’esecutore testamentario, mettendo in evidenza i punti di contatto e le differenze tra il trust e i vari istituti. Il terzo capitolo espone alcune delle possibili tipologie e impieghi del trust nella prassi (come il trust familiare, il trust di garanzia, il trust in ambito imprenditoriale, il trust liquidatorio,..). La tesi mira a dimostrare come il trust, essendo uno strumento connotato da una notevole flessibilità, si presti a rispondere a diverse esigenze di carattere patrimoniale e successorio in maniera efficace, pur non essendo disciplinato all’interno del nostro ordinamento.

Il trust

SGUERA, FRANCESCA
2025/2026

Abstract

Il trust, istituto di matrice anglosassone recepito nel nostro ordinamento in seguito alla ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, è divenuto uno strumento di larghissima diffusione nella prassi giuridica italiana, nonostante manchi una normativa interna che lo disciplini. La presente tesi si propone di fornire un’analisi dell’operatività del trust nell’ordinamento italiano, verificandone la compatibilità con le norme inderogabili interne, effettuando un confronto con gli istituti già presenti nel sistema italiano ed analizzandone le principali applicazioni pratiche. La tesi si compone di tre capitoli. Il primo capitolo fornisce una panoramica del trust, partendo dalle sue origini nel sistema feudale inglese, analizzando poi il quadro normativo della Convenzione dell’Aja del 1985 e gli elementi costitutivi dell’istituto: la sua istituzione, modifica ed estinzione, i soggetti coinvolti, nonché la sua efficacia reale e trascrizione. Il secondo capitolo approfondisce uno degli effetti principali derivanti dall’istituzione di un trust, la segregazione patrimoniale, e pone a confronto il trust con gli istituti affini nell’ordinamento italiano: il negozio fiduciario, il fondo patrimoniale, il vincolo di destinazione ex. art.2645-ter, il mandato, la fondazione e l’esecutore testamentario, mettendo in evidenza i punti di contatto e le differenze tra il trust e i vari istituti. Il terzo capitolo espone alcune delle possibili tipologie e impieghi del trust nella prassi (come il trust familiare, il trust di garanzia, il trust in ambito imprenditoriale, il trust liquidatorio,..). La tesi mira a dimostrare come il trust, essendo uno strumento connotato da una notevole flessibilità, si presti a rispondere a diverse esigenze di carattere patrimoniale e successorio in maniera efficace, pur non essendo disciplinato all’interno del nostro ordinamento.
2025
Trust
Disponente
Trustee
Beneficiari
Effetto segregativo
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