La presente tesi affronta il tema dell’offensività con riferimento ai reati di pedopornografia virtuale, ambito nel quale la rappresentazione dell’immagine del minore non presuppone necessariamente la presenza di un minore reale. L’avvento delle tecnologie digitali e la diffusione di internet hanno infatti trasformato radicalmente le modalità di produzione, diffusione e detenzione del materiale pedopornografico, ampliando in misura esponenziale le possibilità di circolazione dei contenuti illeciti e rendendo più complesse le attività di prevenzione e repressione. In questo scenario, il legislatore italiano, anche in attuazione degli obblighi derivanti da convenzioni internazionali e fonti europee, ha progressivamente rafforzato la tutela penale dei minori, introducendo una disciplina articolata nei reati previsti dagli artt. 600-ter e ss. del codice penale. Tale evoluzione normativa è stata caratterizzata da una marcata anticipazione della soglia di tutela, volta a colpire non soltanto le condotte direttamente lesive dell’integrità sessuale del minore, ma anche comportamenti ritenuti prodromici o indirettamente offensivi. Proprio l’estensione dell’area del penalmente rilevante ha dato origine a un ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale, soprattutto con riferimento alla compatibilità delle nuove incriminazioni con il principio di offensività e con i principi costituzionali di materialità e proporzionalità della pena.
La disciplina penale della pedopornografia tra tutela anticipata e principio di offensività. Nuove sfide tecnologiche, pedopornografia virtuale e intelligenza artificiale generativa.
SILVESTRI, ESTER
2025/2026
Abstract
La presente tesi affronta il tema dell’offensività con riferimento ai reati di pedopornografia virtuale, ambito nel quale la rappresentazione dell’immagine del minore non presuppone necessariamente la presenza di un minore reale. L’avvento delle tecnologie digitali e la diffusione di internet hanno infatti trasformato radicalmente le modalità di produzione, diffusione e detenzione del materiale pedopornografico, ampliando in misura esponenziale le possibilità di circolazione dei contenuti illeciti e rendendo più complesse le attività di prevenzione e repressione. In questo scenario, il legislatore italiano, anche in attuazione degli obblighi derivanti da convenzioni internazionali e fonti europee, ha progressivamente rafforzato la tutela penale dei minori, introducendo una disciplina articolata nei reati previsti dagli artt. 600-ter e ss. del codice penale. Tale evoluzione normativa è stata caratterizzata da una marcata anticipazione della soglia di tutela, volta a colpire non soltanto le condotte direttamente lesive dell’integrità sessuale del minore, ma anche comportamenti ritenuti prodromici o indirettamente offensivi. Proprio l’estensione dell’area del penalmente rilevante ha dato origine a un ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale, soprattutto con riferimento alla compatibilità delle nuove incriminazioni con il principio di offensività e con i principi costituzionali di materialità e proporzionalità della pena.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi_Ester_Silvestri.pdf
Accesso riservato
Dimensione
812.1 kB
Formato
Adobe PDF
|
812.1 kB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/8684