Il presente lavoro analizza la natura giuridica e l’evoluzione del diritto d’autore, con particolare attenzione alla persistente attualità del paradigma proprietario e alle trasformazioni determinate dalla digitalizzazione delle opere e dalle nuove modalità di accesso e fruizione dei contenuti. La ricostruzione prende avvio dalle differenti impostazioni teoriche che hanno caratterizzato la disciplina: da un lato, la concezione utilitaristica e orientata alla protezione dell’investimento propria della tradizione anglosassone del copyright; dall’altro, quella maggiormente incentrata sulla relazione tra autore e opera propria dei sistemi continentali del droit d’auteur. Il processo di armonizzazione internazionale ed europea, dalla Convenzione di Berna all’Accordo TRIPS, sino all’art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ha contribuito a rafforzare la dimensione esclusiva ed economica della protezione autorale. Tale assetto viene posto a confronto con le trasformazioni determinate dalla digitalizzazione, che hanno inciso sulle modalità di riproduzione, distribuzione e comunicazione delle opere, rendendo meno agevole la riconduzione della tutela alla tradizionale relazione tra diritto esclusivo e supporto materiale. Assume così rilievo il rapporto tra le prerogative esclusive dei titolari e gli interessi connessi alla circolazione della conoscenza, all’accesso ai contenuti e alla libertà di espressione. L’indagine esamina quindi le principali concezioni relative alla natura della privativa, ponendo a confronto la qualificazione monopolistica e quella proprietaria e approfondendo i limiti dell’esclusiva attraverso la distinzione tra idea ed espressione. Segue l’analisi della struttura dei diritti attribuiti all’autore nel sistema italiano, con particolare riferimento alla distinzione tra diritti morali e diritti di utilizzazione economica, secondo il modello dualistico accolto dalla legge sul diritto d’autore. L’attenzione si concentra inoltre sul principio di indipendenza delle singole facoltà patrimoniali, sull’esaurimento del diritto di distribuzione e sui principali strumenti civilistici e processuali di tutela, considerati in rapporto alle forme tradizionali di sfruttamento dell’opera. L’analisi si sposta successivamente sull’ambiente digitale e sulle difficoltà connesse all’esercizio dell’esclusiva in un contesto caratterizzato dalla riproducibilità e dalla diffusione telematica dei contenuti. Vengono esaminati lo streaming e le misure tecnologiche di protezione, nonché la disciplina della responsabilità degli Internet Service Providers, considerando l’evoluzione del quadro europeo dal regime delle limitazioni di responsabilità previsto dalla direttiva sul commercio elettronico al sistema delineato dal Digital Services Act. Specifica attenzione è riservata all’art. 17 della Direttiva (UE) 2019/790, con riguardo al sistema delle licenze, ai meccanismi di riconoscimento e filtraggio dei contenuti e al rapporto tra tutela del diritto d’autore e libertà di espressione, anche alla luce del rischio di rimozioni o blocchi eccedenti rispetto alle effettive violazioni. Nelle conclusioni, il lavoro considera il rapporto tra esclusiva, accesso e circolazione delle opere nell’ambiente digitale. In tale prospettiva, le licenze Creative Commons e i modelli di Open Access vengono esaminati quali strumenti attraverso i quali l’autore può modulare volontariamente l’esercizio dei propri diritti, consentendo forme più ampie di accesso e riutilizzo delle opere. Tali modelli possono così contribuire a conciliare la tutela degli interessi economici dell’autore con esigenze di accesso alla conoscenza, diffusione dei contenuti e sviluppo dell’innovazione culturale.

IL DIRITTO D'AUTORE OLTRE IL PARADIGMA PROPRIETARIO: EVOLUZIONE STORICA, FUNZIONE ECONOMICA E SFIDE DELLA DIGITALIZZAZIONE

TONI, ALESSANDRO
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro analizza la natura giuridica e l’evoluzione del diritto d’autore, con particolare attenzione alla persistente attualità del paradigma proprietario e alle trasformazioni determinate dalla digitalizzazione delle opere e dalle nuove modalità di accesso e fruizione dei contenuti. La ricostruzione prende avvio dalle differenti impostazioni teoriche che hanno caratterizzato la disciplina: da un lato, la concezione utilitaristica e orientata alla protezione dell’investimento propria della tradizione anglosassone del copyright; dall’altro, quella maggiormente incentrata sulla relazione tra autore e opera propria dei sistemi continentali del droit d’auteur. Il processo di armonizzazione internazionale ed europea, dalla Convenzione di Berna all’Accordo TRIPS, sino all’art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ha contribuito a rafforzare la dimensione esclusiva ed economica della protezione autorale. Tale assetto viene posto a confronto con le trasformazioni determinate dalla digitalizzazione, che hanno inciso sulle modalità di riproduzione, distribuzione e comunicazione delle opere, rendendo meno agevole la riconduzione della tutela alla tradizionale relazione tra diritto esclusivo e supporto materiale. Assume così rilievo il rapporto tra le prerogative esclusive dei titolari e gli interessi connessi alla circolazione della conoscenza, all’accesso ai contenuti e alla libertà di espressione. L’indagine esamina quindi le principali concezioni relative alla natura della privativa, ponendo a confronto la qualificazione monopolistica e quella proprietaria e approfondendo i limiti dell’esclusiva attraverso la distinzione tra idea ed espressione. Segue l’analisi della struttura dei diritti attribuiti all’autore nel sistema italiano, con particolare riferimento alla distinzione tra diritti morali e diritti di utilizzazione economica, secondo il modello dualistico accolto dalla legge sul diritto d’autore. L’attenzione si concentra inoltre sul principio di indipendenza delle singole facoltà patrimoniali, sull’esaurimento del diritto di distribuzione e sui principali strumenti civilistici e processuali di tutela, considerati in rapporto alle forme tradizionali di sfruttamento dell’opera. L’analisi si sposta successivamente sull’ambiente digitale e sulle difficoltà connesse all’esercizio dell’esclusiva in un contesto caratterizzato dalla riproducibilità e dalla diffusione telematica dei contenuti. Vengono esaminati lo streaming e le misure tecnologiche di protezione, nonché la disciplina della responsabilità degli Internet Service Providers, considerando l’evoluzione del quadro europeo dal regime delle limitazioni di responsabilità previsto dalla direttiva sul commercio elettronico al sistema delineato dal Digital Services Act. Specifica attenzione è riservata all’art. 17 della Direttiva (UE) 2019/790, con riguardo al sistema delle licenze, ai meccanismi di riconoscimento e filtraggio dei contenuti e al rapporto tra tutela del diritto d’autore e libertà di espressione, anche alla luce del rischio di rimozioni o blocchi eccedenti rispetto alle effettive violazioni. Nelle conclusioni, il lavoro considera il rapporto tra esclusiva, accesso e circolazione delle opere nell’ambiente digitale. In tale prospettiva, le licenze Creative Commons e i modelli di Open Access vengono esaminati quali strumenti attraverso i quali l’autore può modulare volontariamente l’esercizio dei propri diritti, consentendo forme più ampie di accesso e riutilizzo delle opere. Tali modelli possono così contribuire a conciliare la tutela degli interessi economici dell’autore con esigenze di accesso alla conoscenza, diffusione dei contenuti e sviluppo dell’innovazione culturale.
2025
DIRITTO D'AUTORE
DIGITALIZZAZIONE
CRISI DIGITALE
DIRETTIVA DSM
OPEN ACCESS
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/8701